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Studio dei processi di degrado su manufatti archeologici in ambiente marino sommerso e sperimentazione di procedure innovative per la conservazione in situ

Il fenomeno del Bradisismo nei Campi Flegrei

L’area dei Campi Flegrei è da sempre scenario di una serie di lenti e periodici movimenti verticali, indicati con il termine “Bradisismo”, che fanno registrare il massimo sollevamento nella zona di Pozzuoli. Tale fenomeno, noto sin dall’epoca romana, dal greco bradùs (lento) e seismòs (movimento), è strettamente legato al vulcanismo e consiste in un lento e periodico abbassamento (bradisismo negativo) od innalzamento (bradisismo positivo) del livello del suolo; un movimento relativamente lento sulla scala dei tempi umani, ma decisamente più veloce rispetto ai tempi geologici (Galasso, 2009). Il sollevamento del suolo per effetto del bradisismo è stato molto intenso nel 1538, quando, dopo un sollevamento del suolo di circa 7 metri, il fenomeno culminò con l’eruzione del Monte Nuovo (Dvorak & Mastrolorenzo, 1991; Dvorak & Gasparini, 1991; Bellucci et al., 2006; Morhange et al., 2006). In particolare, dopo l’eruzione del 1538, si verificò un lento abbassamento regolare del pavimento della caldera. Questo processo è diventato evidente dopo lo scavo, nella prima metà del XVIII secolo, delle rovine di un antico mercato romano, il “Serapeo”, (Fig. 1.3) nella città di Pozzuoli (Parascandola, 1947). Fu proprio Parascandola che, nel 1947, riuscì a ricostruire la storia dei movimenti del suolo dei Campi Flegrei attraverso lo studio dei fori lasciati da alcuni molluschi marini, in particolare quelli appartenenti alla specie Lithodomus lithophagus, sulle colonne del Tempio di Serapide a Pozzuoli, le cui basi vengono, nei periodi di abbassamento, sommerse dalle acque marine (Morhange et al., 2006).

Nello specifico, il fenomeno di subsidenza dopo l’eruzione del Monte Nuovo è stato documentato attraverso una serie di misure eseguite da diversi autori fino al secolo scorso fornendo un prezioso strumento per riuscire a stimare il movimento del terreno intorno ai Campi Flegrei (Niccolini, 1829, 1839, 1846; Babbage, 1834; Signore, 1935; Parascandola, 1947; Smith, 1847; Simotomaj & De Lorenzo, 1915; Oliveri Del Castillo, 1960).
Tuttavia, già prima del 1538, numerosi eventi bradisismici interessarono l’area dei Campi Flegrei. Le datazioni effettuate con il metodo del Carbonio-14 sulle colonne del Tempio di Serapide, infatti, indicano che ve ne sono stati almeno altri due: il primo durante il V secolo d.C., con un sollevamento di circa 7 metri, ed il secondo all’inizio del Medioevo. In seguito al 1538, il fenomeno si manifestò nuovamente con una serie di sollevamenti ed abbassamenti del suolo. In particolare, poi, durante il periodo compreso tra il 1970-1972, occorse un sollevamento del suolo di circa un metro, seguito da una subsidenza di 30 cm, mentre nel periodo tra il 1982-1984, si verificò un innalzamento, pari circa ad 1,8 metri (De Vivo et al., 2001). Le crisi bradisismiche dei periodi compresi tra il 1969-72 e tra il 1982-84, sono la testimonianza di “deformazioni a breve termine”.
Dal punto di vista strettamente geologico, tale fenomeno è stato spiegato tra gli anni ‘70 ed ‘80, con un meccanismo secondo cui un’intrusione di magma a profondità superficiale causerebbe la spinta del suolo verso l’alto e, più recentemente, con altri meccanismi fluido-dinamici che comportano l’intrusione di nuovo magma nel sistema. Gli eventi bradisismici di Baia sono stati anche interpretati come parte di un fenomeno molto complesso che negli ultimi dieci kiloanni, ha determinato un innalzamento dl suolo di circa 90 metri (Orsi et al., 1996). Gli eventi bradisismici, possono essere considerati come conseguenza di un processo che si manifesta in due fasi distinte nel tempo:
1) la prima dell’ordine delle decine o centinaia di migliaia di anni, che si riferisce all’evoluzione del sistema magmatico profondo;
2) la seconda, di tipo transitorio, che si riferisce ad eventi ciclici di sollevamento ed abbassamento del suolo, dovuti alla propagazione di una fratturazione episodica dello strato impermeabile superficiale (De Vivo et al., 2009).

Questo brano è tratto dalla tesi:

Studio dei processi di degrado su manufatti archeologici in ambiente marino sommerso e sperimentazione di procedure innovative per la conservazione in situ

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Informazioni tesi

  Autore: Piergiorgio Aloise
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in ''ARCHIMEDE'' in Scienze, Comunicazione e Tecnologie - Ciclo XXVII - Settore Scientifico Disciplinare GEO/09
Anno: 2014
Docente/Relatore: Mauro La Russa
Correlatore: Donatella Barca
Istituito da: Università degli Studi della Calabria
Dipartimento: Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 275

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