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Tra Architettura e Teatro: Luciano Baldassari

Il Futurismo di Baldessari

Baldessari è una delle figure più importanti e una fra le meno conosciute relative all’architettura e alla scenografia nel periodo fra le due guerre.
La sua adesione al futurismo tuttavia rimane marginale sotto il punto di vista ideologico: non è un’adesione profonda la sua, non sente l’appartenenza al gruppo e la sua esperienza nel movimento rimane prettamente personale.
Tuttavia la sua personalità artistica forte e matura gli permette di tenere ciò che reputa valido dell’avanguardia da riportare e mantenere nella sua arte: il futurismo rimane riconoscibile nelle sperimentazioni cromatiche e nell’interesse di analizzare contemporaneamente i prospetti di uno stesso oggetto (operazione e metodo che poi sfocerà nel cubismo).
Questa modo di attingere dalle espressioni artistiche sarà uno dei suoi punti di forza, la compenetrazione fra le correnti artistiche gli forniranno un bagaglio culturale tale da permettergli di confondere ed amalgamare in maniera naturale e costante le caratteristiche di ognuna: ad esempio attraverso il futurismo, e successivamente l’espressionismo, riuscirà ad attuare una rilettura personale del razionalismo, rendendolo più morbido ed intenso nelle intenzioni.
Ciò che lo contraddistingue dagli altri artisti del movimento è quindi questa sua capacità di farsi attraversare dal verbo futurista più che dai personaggi, senza dubbio carismatici.
È artisticamente amico di Boccioni, Balla, Palazzeschi; fraternamente amico con Depero, ma si discosta dalle definizioni e dalle affiliazioni ad un qualsiasi schieramento: per lui sono solo un ponte, un mezzo di trasporto per arrivare in un mondo in cui Baldessari si sentirà sempre a casa: il teatro.
In Baldessari il Movimento Futurista trentino assume equilibrio senza sbavature di alcun genere, è un’affiliazione raffinata di stile e cultura.
È un artista, un tecnico, libero, obbediente solo alle sue esigenze costruttive ed artistiche.
Il primo approccio al teatro, dopo l’influenza della madre, lo avrà grazie a Depero, il quale in quel periodo si stava dedicando ad alcuni lavori in produzioni teatrali, perlopiù balletti. Di queste esperienze, molte ne fa diventare delle confidenze all’amico Baldessari il quale, incuriosito ed affascinato ne trasse sicuramente ispirazione, cercando di tramutare queste in progetti concreti.
Come già accennato prima, Baldessari inizia a fare il pittore in una cornice di grande fervore artistico futurista qual era Rovereto: in quegli anni infatti Balla e Depero stendono il Manifesto denominato Ricostruzione futurista dell’universo, attraverso il quale prendono le distanze dalla strada artistica di Boccioni e sognavano una concezione dell’arte più allargata, spinta agli estremi della sperimentazione e portando ogni arte ad un livello globale di produttività, senza limiti e distinzioni gli uni dagli altri. L’universalità dell’intento di Depero e Balla sta proprio in questo: ottenere dalle arti una collaborazione costruttiva per ricostruire un mondo, a loro avviso, sfasciato, per ridargli sensibilità ed emozione estetica. Arte come risultato delle altre arti. Baldessari cresce in tutto questo e attinge prima dei suoi coetanei da questo periodo stimolante, in maniera diretta e naturale, senza essere iniziato, si trova semplicemente circondato. Volente o nolente questo gli permetterà di partire con la propria sensibilità estetica prima di chiunque altro, prima dell’arte e dell’architettura moderna in Italia: il passaggio dalla culla direttamente nelle braccia del Futurismo gli permetterà di essere sempre un passo avanti rispetto agli altri colleghi: Baldessari invece si mantiene artista, l’ultimo esponente contemporaneo forse di questo stile di vita, in un momento in cui tutti erano, e lo siamo tutt’ora, impegnati a continuare la formazione e la professione su una linea di specializzazione, lui resta fedele a se stesso, scegliendo la strada della multidisciplinarità, strada tutt’altro che semplice ma che riuscirà a portare avanti egregiamente. Sa essere a proprio agio con la scultura, con le tecniche di pittura, con l’architettura e col teatro attraverso la stessa sicurezza e professionalità libera, estetica e attenta alle esigenze collettive. Questa sua libertà professionale, non chiusa in una rigidezza disciplinare, si rispecchia nella sua concezione di vita: non abbiamo testimonianze di una sua partecipazione in prima persona ad attività politiche, tuttavia possiamo definirlo un anarchico di sinistra, e forse questa sua libertà affascinante, coerente e mai confomato a ciò che potevano aspettarsi da un architetto sarà il vero motivo della sua del suo esilio professionale.
Fluidità e scioltezza sono le caratteristiche che segnano il segno di Baldessari. Grafia forte, veloce ed incisiva, sicura e ispirata dalle teorie di Balla e Boccioni e ovviamente dalla vicinanza, fisica e stilistica, di Depero. Predilige i segni morbidi e curvilinei alle linee secche e rette, utilizzando la luce e l’ombra come pretesto di opposizione. L’immagine è trattata in maniera simbolista, con una struttura compositiva circolare e finita.
Risalgono al 1915 una serie di disegni futuristi realizzati durante la detenzione a Schardenberg - Schaerding, in Austria, durante la Prima Guerra Mondiale. Successivamente l'artista sarebbe andato a Vienna, dove avrebbe frequentato l'ultimo anno della Scuola Reale Elisabettina, qui trasferitasi all'inizio della guerra.
I disegni sono testimonianza dell'adesione di Baldessari al Circolo futurista trentino, fondato a Rovereto nel 1913 da Fortunato Depero, adesione di spirito e tecnica.
Nonostante sia attivo e produttivo in architettura, soprattutto con quella che è definita “architettura pubblicitaria”, solo nel teatro potè esprimere tutta la sua creatività e fantasia per mezzo dell’ideazione di finizioni sceniche.
Tuttavia trova non poche difficoltà nel venire riconosciuto dai suoi contemporanei come notevole esponente per la scenografia in Italia.
Nel teatro trova un luogo dove poter sviluppare un processo creativo tale da riuscire a raggiungere uno spessore ed una concretezza formale che tende a diventare sempre architettura. In tutto questo Baldessari si affida all’espressionismo e al futurismo, tenendo le due avanguardie artistiche in equilibrio tale da evitare qualsiasi sbavatura.
Forse è proprio per questo suo nuovo modo di fare teatro, di intenderlo, originale e operativo nella cultura d’avanguardia, tra futurismo, razionalismo ed espressionismo architettonico, che troverà difficoltà e scarso successo per il suo operato in Italia. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Tra Architettura e Teatro: Luciano Baldassari

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Informazioni tesi

  Autore: Elena Ajani
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2010-11
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Scienze dell'architettura e dell'ingegneria edile
  Relatore: Francesco Panero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 212

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Parole chiave

architettura
teatro
espressionismo
razionalismo
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