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Falsi miti del fitness

Il muscolo scheletrico

Ciò che consente al corpo umano di compiere un lavoro e di effettuare attività fisica è il sistema muscolare. Esistono tre tipi di tessuti muscolari: muscolo cardiaco, che costituisce le pareti del cuore, muscolo liscio, con sede nello spessore degli organi interni, e muscolo scheletrico con la mansione di sfruttare i tendini per la produzione di movimenti. Il tessuto muscolare deputato a formare i muscoli dell’apparato locomotore è il tessuto muscolare scheletrico, con il compito di produrre movimento e può essere stimolato da un impulso conscio a contrarsi e a rilassarsi. L’apparato locomotore è costituito dalle ossa che si uniscono per formare lo scheletro, dalle articolazioni che permettono la connessione tra le ossa e dalla muscolatura scheletrica costituita da muscoli striati, che si inseriscono sullo scheletro. I muscoli striati volontari ricoprono lo scheletro e sono considerati gli organi attivi del movimento; ogni singolo muscolo è formato da una parte carnosa di colore rosso, contrattile, detta ventre muscolare e da porzioni connettivali, di colore bianco, dette tendini, che permettono l’inserzione del muscolo sullo scheletro.
Alcuni muscoli possono presentare due, tre, o quattro ventri carnosi, e pertanto si parla di muscoli bicipiti, tricipiti e quadricipiti. In questi muscoli, ogni ventre carnoso origina con un tendine indipendente, ma dopo la loro fusione in un solo ventre, anche il tendine terminale è unico. Il muscolo scheletrico presenta delle proprietà quali: elasticità, estensibilità e contrattilità. Le prime due, elasticità ed estensibilità, consentono al muscolo di essere allungato e di ritornare alla normale lunghezza di riposo; la contrattilità invece, è la capacità del muscolo di accorciarsi. Possiamo classificare due tipi di fibre dei muscoli scheletrici: tipo I - lente, tipo II - veloci. Quelle di tipo II hanno la capacità di produrre azioni muscolari rapide e potenti; quelle di tipo I sono implicate nella produzione di energia per attività aerobiche prolungate. La maggior parte degli uomini, delle donne e dei bambini possiede il 45-55% di fibre muscolari lente nelle gambe. Tra i sessi l’unica differenza non è essere nella distribuzione di fibre muscolari ma nella dimensione assoluta dei muscoli. Negli atleti professionisti invece, notiamo la discrepanza in base al tipo di sport praticato, per esempio il velocista tende ad avere le fibre muscolari veloci nelle gambe. Con l’invecchiamento si ha una riduzione di quest’ultime, come conseguenza a cambiamenti legati ad età e all’inattività fisica, tuttavia esistono dei programmi di allenamento progressivi che consentono il ritardo di perdita di massa muscolare con potenziamento di forza e funzionalità muscolare.

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Falsi miti del fitness

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Informazioni tesi

  Autore: Ilenia Benenati
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università Telematica Pegaso
  Facoltà: Indirizzo Biosanitario
  Corso: Scienze Motorie Biosanitario
  Relatore: Dominga Maio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 36

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