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Le problematiche dell’homo economicus: i meccanismi cognitivi che influenzano il processo decisionale dell’investitore

Il paradosso di Allais

Come è stato già menzionato, l’approccio neoclassico all’economia fonda le radici sull’assunzione della scelta razionale dei soggetti economici tralasciando i fattori psicologici e cognitivi degli individui. La rigidità della teoria separa come due discipline indipendenti l’economia e la psicologia, a tal riguardo, trovare un ‘affinità tra di esse implicava la raccolta di dati empirici che ne potessero trovare un legame e contemporaneamente smentire la capacità predittiva della teoria neoclassica data la sua natura fortemente normativa. Un economista francese Maurice Allais agli inizi della seconda metà del ‘900 iniziò degli esperimenti sulle preferenze individuali con l’obiettivo di verificare se gli assiomi della teoria venissero rispettati o meno durante le prove sperimentali, il suo modus operandi era quello di fornire delle coppie di scelta in condizioni di rischio ai soggetti sperimentali dove nella maggioranza dei casi le risposte violavano almeno uno degli assiomi della teoria dell’utilità attesa. Grazie a questi esperimenti Allais arriverà a presentare il paradosso che oggi prende il suo nome e rappresenta uno dei più celebrati risultati nella storia dell’economia sperimentale.

Il paradosso, pubblicato nel 1953 sulla rivista “Econometria” prevedeva di selezionare una tra due prospettive in due diverse lotterie dove le lotterie erano così definite:
A. Una vincita certa di 100 milioni di franchi.
B. Una lotteria in cui si può vincere 500 milioni di franchi con una probabilità del 10%, 100 milioni con una probabilità del 89% e non guadagnare niente con nel 1% dei casi.

Ai soggetti veniva poi chiesto di scegliere tra:
C. Una lotteria in cui si poteva guadagnare 100 milioni di franchi con una probabilità del 11% e non guadagnare niente nel 89% dei casi.
D. Una lotteria in cui si poteva guadagnare 500 milioni di franchi con una probabilità del 10% e non guadagnare niente nel 90% dei casi.

I risultati mostrarono l’82% dei soggetti sceglieva A nella lotteria 1, e l’83% sceglieva D nella lotteria 2. In altri termini, veniva scelta un’alternativa certa con valore atteso U(100) = 100 rispetto all’alternativa con valore atteso maggiore 0.10 ∙ U(500) + 0.89 ∙ U(100) = 139.
Inoltre, nella seconda lotteria veniva scelto D presentando un’incoerenza decisionale in quanto se A > B, sottraendo 0.89 ∙ U(100) sia ad A che B viene fuori la lotteria C e D ovvero 0.11 ∙ U(100) > 0.10 ∙ U(500).
Ciò violava l’assioma dell’indipendenza in quanto le preferenze tra due alternative non dovevano cambiare per il fatto di sottrarre alle stesse le componenti comuni.
Daniel Kahneman e Amos Tversky interpretarono i risultati di paradossi del genere come un errore sistematico nel modo di approcciare l’informazione sulle probabilità. Essi riscontrarono una sopravvalutazione delle piccole probabilità e viceversa. Come vedremo più avanti, nella loro teoria dei prospetti si introdurrà la funzione di ponderazione per sopperire a questa distorsione.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Le problematiche dell’homo economicus: i meccanismi cognitivi che influenzano il processo decisionale dell’investitore

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Informazioni tesi

  Autore: Enzo Pagano
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2020-21
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Alberto Battistini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 38

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