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La nuova disciplina processuale del segreto di Stato

Il principio della tutela dei luoghi e le questioni problematiche emerse dal caso “Villa Certosa”

Una delle novità senza dubbio più rilevanti introdotte dalla legge n. 124 del 2007 è l'aggiunta dei “luoghi” tra gli oggetti di tutela del segreto di Stato, come è possibile leggere nei commi 2 e 3 dell'art. 39. La prima delle due disposizioni limita in modo assoluto la “conoscenza” e, quindi, ogni forma di accesso ai luoghi segregati, eccettuando i soli soggetti e le sole autorità “chiamati a svolgere rispetto ad essi funzioni essenziali, nei limiti e nelle parti indispensabili per l'assolvimento dei rispettivi compiti e il raggiungimento dei fini rispettivamente fissati”. Le “funzioni essenziali” rispetto ad una cosa (intesa in senso lato) sono tradizionalmente quelle di gestione, organizzazione, manutenzione e difesa/protezione. I soggetti o le autorità che partecipano alle stesse sono pertanto legittimati all'accesso, ma solo in quanto ciò sia effettivamente indispensabile per l'esercizio dei propri compiti e il raggiungimento dei fini fissati. Su quest'ultimo punto si porrebbero due alternative: quella che considera il termine “fini” come riferentesi ai fini propri del luogo e della struttura stabilitavi, e che possono, pertanto, essere anche solo strumentali rispetto agli obiettivi di cui al comma 1 dell'art. 39 e quella che, all'opposto, lo interpreta come strettamente connesso agli scopi di sicurezza nazionale. In tale ultimo ma preferibile caso, il novero dei luoghi segretabili risulterà essere molto esiguo.
Le questioni problematiche non si limitano, però, a queste, giacché il principio della segretazione dei luoghi presenta notevoli punti di interesse, in particolare sotto il profilo del raccordo con altri valori costituzionali. La sua analisi deve essere messa in relazione ad una recente e a dir poco nota vicenda giudiziaria, con protagonisti la Procura presso il Tribunale di Tempio di Pausania e il Presidente del Consiglio dei Ministri, che, da una parte, ha costituito il prodromo dell'inserimento dell'inciso “luoghi” nell'art. 39 della legge n. 124 del 2007, dall'altra, ha rappresentato un anomalo precedente di “abuso” del segreto di Stato. La vicenda, che tra l'altro ha avuto amplissima risonanza nell'opinione pubblica, presenta molti aspetti oscuri minuziosamente analizzati e spiegati.
Alcuni di questi sono stati chiariti dal legislatore con la riforma del 2007. Si controverteva, in primo luogo, sulla effettiva legittimità dell'apposizione del segreto di Stato da parte del Ministro dell'Interno, ovvero sulla delegabilità da parte del Presidente del Consiglio dell'atto di conferma del segreto a seguito dell'attivazione della procedura di interpello. E mentre la disciplina previgente si limitava a prevedere che “Il Presidente del Consiglio dei Ministri impartisce le direttive ed emana ogni disposizione necessaria per la organizzazione ed il funzionamento delle attività attinenti ai fini di cui al comma precedente; controlla la applicazione dei criteri relativi alla apposizione del segreto di Stato e alla individuazione degli organi a ciò competenti; esercita la tutela del segreto di Stato”, le lettere b e c del comma 1 dell'art. 1 della legge n. 124 del 2007 attribuiscono specificamente alla competenza esclusiva del Presidente del Consiglio dei Ministri l'apposizione e la tutela del segreto di Stato, nonché la conferma dell'opposizione del medesimo. In più, si precisa, all'art. 3, che l'”autorità delegata” può essere investita delle sole funzioni non affidate in via esclusiva al Presidente del Consiglio stesso (quindi, non può esserle demandata l'attività di apposizione, di conferma ovvero di tutela del segreto medesimo).

Questo brano è tratto dalla tesi:

La nuova disciplina processuale del segreto di Stato

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Informazioni tesi

  Autore: Vincenzo Di Lorenzo Sarappa
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Guido Pierro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 449

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