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Uscire da una setta: difficoltà e cambiamenti nella persona

Il Satanismo

Per parlare di sette sataniche, è necessario partire, innanzitutto, dal significato della parola “satanismo”. La genesi storica parla di Satana come:

Cherubino caduto, essere deboli è certo miserevole, sia che si offenda sia che si subisca: ma una cosa è certa, non sarà mai nostro compito quello di fare il bene, piuttosto nostro piacere unico sarà di fare il male, essendo ciò contrario all’alta volontà di colui al quale ci opponiamo.

Come afferma la Genesi, Satana è ritenuto il più bello e lucente tra gli angeli, caduto, precipitato dal Paradiso a seguito di una battaglia celeste contro Gesù e l’Arcangelo Gabriele, avvenuta perché il ribelle si era opposto al Creatore macchiandosi del peccato di superbia, diventando così un Angelo ribelle.


Gli angeli ribelli, seguaci di Satana, osteggiano Dio e non lo riconoscono come istituzione, non vogliono sottostare al suo volere. Sono così cacciati dal Paradiso e mandati nel caos primordiale, noto poi come pandemonium e ora con il termine inferno, inteso ormai, nel gergo comune, come il regno di Satana.
Dall’anno 1000 al 1600 scoppiarono guerre, si diffusero epidemie e pestilenze; tutto ciò era riconducile a una sola cosa: la paura. Il punto focale è che “L’uomo è spaventato dal male che lo circonda. […] Si accorge così di temere più il Male, Satana, che il Bene, Dio, e comincia a liberarsi delle proprie angosce, finendo per rendergli omaggio”.
Il primo vero e proprio Satanismo documentato nella storia europea lo si vide alla corte del re di Francia Luigi XIV, meglio noto come il Re Sole, tra il 1628 e il 1715. Chaterine La Voisin, un’avventuriera francese, aiutata da un sacerdote rinnegato, ha organizzato le prime Messe Nere; tale termine deriva infatti da queste situazioni dove si evoca il diavolo per ottenere dei favori. In seguito si iniziò ad indagare riguardo questi rituali segreti, ma tutto d’un tratto le ricerche si interruppero per non creare troppi scandali all’interno della cerchia delle dame di corte.
Una nota importante del Satanismo si riferisce all’attribuzione di significato che danno alle donne. Per un satanista la donna è considerata come anti-dio, anti-società poiché nella società medievale non aveva un ruolo ben definito. La donna per loro diventa emblema di tutto: vista come altare, ostia, strega, sacerdotessa e vittima. Essendo i satanisti peccatori di lussuria trovano in lei la liberazione.
La donna è Eva e, ancora prima di lei nella religione ebraica, secondo il Talmud, è Lilith, il Male, il peccato, la prima moglie di Adamo che pecca difatti in lussuria con lui e viene scacciata da Dio nel deserto dove si accoppierà con animali e demoni e darà così luce ad una nuova stirpe di esseri dannati.
Il Satanismo moderno nasce tra il XVIII e il XIX secolo e con esso il Male e il peccato assumono un significato di opposizione verso la morale ufficiale, opposizione che si concretizza con lo sviluppo di una vasta schiera di artisti. In letteratura per esempio, è giusto citare L’abisso, di Huysmans del 1891 che racconta di Durtal, il protagonista, che affronta questo percorso individuale che lo condurrà appunto nell’abisso, luogo per indicare il satanismo, questo mondo malato ma che allo stesso tempo trova affascinante. Lo stesso autore afferma che i Satanisti sono dei mistici, immondi, ma pur sempre mistici e “poiché è difficile essere santi, al mistico non resta altro che il satanismo: un estremo o l’altro”.
I satanisti moderni, come detto, hanno come strumento caratteristico quello della Messa Nera, Charles Fouqué la definì “una messa reale, dove il Cristo entra nell’ostia che viene profanata”. È officiata da un sacerdote spretato, il cui fine è oltraggiare Cristo e la religione che professa.

La Messa Nera può essere celebrata utilizzando diverse metodiche, la più comune vede l’inizio della cerimonia con la disposizione di una donna nuda sull’altare, quasi consenziente, e sopra di lei si svolgerà tutta la cerimonia, innanzi a Satana oppure a un Capro Infernale. In seguito l’officiante della cerimonia si accoppia con la vittima, possibilmente vergine, ai quali dopo si uniranno tutti gli altri presenti in un’orgia. La cerimonia può terminare con un sacrificio che può essere di tipo simbolico, animale o umano, rivolto a Dio in forma provocatoria, il quale però non risponde, fatto che dà piacere a queste persone facendo loro credere di aver vinto.
Il Ministero dell’Interno, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Polizia di Prevenzione ha pubblicato una ricerca nel febbraio 1998 mostrò la distribuzione dei nuovi movimenti magico-religiosi sul territorio nazionale. Questa ricerca mostra un maggiore sviluppo dei movimenti religiosi nella regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, mentre l’accrescimento maggiore dei gruppi magici lo si può riscontrare in Veneto ed Emilia Romagna con gli stessi dati, e al terzo posto la Lombardia. In ogni caso tali dati hanno smentito le aspettative, dato che la maggior parte della popolazione pensava che tali gruppi fossero più numerosi nel sud della nazione rispetto al nord.
Il fatto che si parli di sette sataniche non implica necessariamente la caratteristica criminale di esse; vi possono essere infatti adepti di sette sataniche che, pur idolatrando Satana e presentando quindi una connotazione morale negativa, comunque non commettono reati. Per parlare di sette criminali è necessario l’ulteriore comportamento contrario alle norme previste all’interno del codice penale.

Il Satanismo infatti, ancora oggi è un termine equivoco; molti lo abbinano a pratiche rituali o al ritrovamento di oggetti di culto come candele, incensi, o anche cadaveri ai gruppi satanici, quando magari detti rituali sono attribuibili anche ad altri gruppi religiosi, movimenti New Age o di neo-stregoneria, per esempio.
I reati più comunemente commessi dalle sette sataniche di tipo criminale sono: occultamento, sottrazione o uso illegittimo di cadavere, atti osceni, incesto, maltrattamenti, omicidio, infanticidio, istigazione al suicidio, plagio, violenza sessuale privata o di gruppo, atti sessuali con minorenni, furto, uccisione di animali e trattamento a sopprimere la coscienza e la volontà altrui. Ad ogni modo alcuni degli esempi di reato citati sopra possono essere riconducibili anche agli altri tipi di sette o ad altre situazioni non riconducibili a detti contesti.
Molti studiosi si sono approcciati alla tematica del satanismo, presentando interpretazioni, nonché classificazioni, molto diverse. Una di essa è stata elaborata da Introvigne nel 1993, il quale suddivide il Satanismo in quattro gruppi: il satanismo di tipo razionalista, per lui “Satana è la rappresentazione del Male, inteso come simbolo di una visione del mondo anticristiana, edonista ed immorale. […] Spesso espressione di un satanismo di facciata, folcloristico, muove più da un desiderio di provocazione di fede. Non si esprime mai, quindi, in maniera violenta”. Al secondo gruppo attribuisce il nome di luciferismo, che “considera il diavolo uno dei due principi vitali antagonisti da cui è scaturito l’universo; dunque non il Male, ma semplicemente l’opposto di Dio, e altrettanto necessario”. Il terzo filone vede i satanisti occultisti, basati sulla visione del mondo presente nella Bibbia, che fa riferimento alla Creazione e alla cacciata degli Angeli ribelli dal Paradiso, l’unica differenza è la scelta di schierarsi dalla parte di Satana invece che di Dio. Infine, Introvigne parla di satanismo di tipo acido, esso “assume il culto del Signore del Male come pretesto per dare sfogo ad intime perversioni, attraverso esperienze drogastiche, orgiastiche, pratiche sessuali estreme, sadiche o pedofile, gesti vandalici contro edifici di culto, violenza verbale e fisica”; quest’ultima, secondo l’autore, è la forma più infida.

Altri autori, come Barresi, invece, hanno definito sette tipi di satanismo tra il 2000 e il 2004, suddivisione legata maggiormente all’aspetto psicologico-relazionale-comportamentale; essi identificano: il satanismo pagano; quello religioso, dove l’adepto è realmente devoto alla divinità infernale; quello chiamato lucido, al quale il soggetto si avvicina per gioco, per curiosità; il tipo sessuale, che ha il puro scopo di usare questo culto per esternare le proprie pulsioni sessuali; acido è di tipo adolescenziale, usato dal giovane come giustificazione per il consumo di droghe o alcol; il satanismo schizofrenico, vede un adepto di tipo psicopatologico; e infine il satanismo moderno.
È bene sottolineare anche un ultimo tipo di classificazione, questa volta in tre categorie: essa vede da una parte i satanisti solitari, coloro che praticano il culto da soli, possono essere semplici soggetti solitari, o adolescenti oppure anche casi di schizofrenici; i satanisti in gruppi organizzati, che comprendono persone lucide e persone con perversioni sessuali; i satanisti intermedi, che sono visti come la categoria di transizione tra gli individuali e i gruppali. Le sette sataniche sono differenti rispetto alle altre già per la loro formazione, infatti esse invece delle cinque fasi tipiche, affrontate nei sotto paragrafi precedenti, ne hanno solamente tre.

Si parte dal reclutamento, riferito solo agli adepti accessori, “cioè quegli adepti funzionali alle attività rituali del gruppo satanico”. Tale fase avviene inizialmente in modo selettivo e solo dopo diventa di tipo manipolatorio e persuasivo. Le sette sataniche utilizzano tecniche diverse in base al tipo di adepti che vogliono reclutare: per quegli affiliati, cioè quelli con particolare carica negativa sono utili le tecniche di flirthy fishing, ovvero usare il flirt per adescare seguaci; oppure l’isolamento, con lo scopo di allontanare la persona dalla società, dalle persone a lei care e distruggendo anche i suoi valori.
La seconda fase che si ritrova anche in queste sette è l’indottrinamento, “che viene attuato inizialmente attraverso il rigetto dei vecchi e falsi valori della società e l’avvicinamento alla nuova “fede” del piacere, sia di tipo egoistico, sia di tipo sessuale, sia dal punto di vista dello sviluppo del potenziale di negatività psichica”.
Infine, l’ultimo passo è mantenere l’adepto all’interno del gruppo tramite l’uso dell’influenza, all’uso di minacce e di pressioni. Questo ultimo punto è fondamentale anche per mantenere la segretezza, necessaria per la sopravvivenza della setta.
Le tecniche di persuasione all’interno delle sette sataniche quindi subentrano solo quando l’adepto della congrega satanista, per convinzioni proprie, decida di abbandonarla e, questo solo ed esclusivamente quando il soggetto sia indispensabilmente funzionale, dal punto di vista energetico-sessuale, alla sopravvivenza della congrega.

Per i satanisti l’energia sessuale è fondamentale perché permette loro di avvicinarsi all’entità malefica.
Un’altra differenza dalle altre sette riguarda la figura del leader; esso è “il tramite tra la congrega e Satana, tra il gruppo e l’Entità malefica”; è di tipo funzionale e non carismatico e le intere sette sataniche sono organizzate gerarchicamente, dove c’è chi comanda al vertice e sotto di lui i suoi seguaci.
Gli adepti non vivono insieme, ma mantengono il segreto davanti alla società in modo individuale; utilizzano le Messe Nere e i Sabba per riunirsi. Per tutti questi motivi elencati sopra, riguardo ai satanisti, non si può parlare di depersonalizzazione, ma piuttosto di iper-personalizzazione, essendo i membri “alla smodata ricerca del piacere, del potere e del sesso”.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Uscire da una setta: difficoltà e cambiamenti nella persona

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Informazioni tesi

  Autore: Kirby Marcolongo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Pontificia Università Salesiana
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Marco Monzani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

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