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La rieducazione del minorenne tra le mura del penitenziario

Il trattamento del minorenne negli istituti di rieducazione

In Italia, gli istituti rieducativi gestiti direttamente dallo Stato sono 35, di cui 19 istituti di osservazione, dei quali 11 compresi negli stessi fabbricati destinati alla custodia preventiva, pur se ne costituiscono sezioni distinte; 26 case di rieducazione, di cui 6 comprese in fabbricati destinati anche a funzioni penitenziarie e 20 autonome; inoltre vi sono 10 focolari di semilibertà che accolgono ragazzi con disadattamento sociale non grave ai quali si addice un collocamento in casa di rieducazione, ma che tuttavia non hanno un nucleo familiare valido ai fini del loro reinserimento sociale. Tutti gli istituti e servizi fanno capo ad una direzione distrettuale che ha funzioni autonome di organizzazione, coordinamento e propulsione delle attività amministrative e tecniche.

Il trattamento penitenziario dei minorenni, autori di reato, è considerato un percorso praticabile e con buoni margini di successo, sebbene la diversità della normativa penale per i minorenni e per gli adulti, risulta, fin dalle origini, concentrata maggiormente su argomenti di tutela e di prevenzione che non sull’impulso all’elaborazioni di interventi particolari a favore dei minorenni.

Le innovazioni legislative in ambito minorile hanno riguardato, soprattutto, il processo e la ricezione di principi delle convenzioni internazionali che hanno condotto a teorizzare il ricorso alla detenzione per i minorenni come extrema ratio, anche se con le trasformazioni della cosiddetta “utenza penale minorile”, gran parte delle misure alternative alla detenzione appaiono, in concreto, poco applicabili e dunque, in particolare, per quei minorenni autori di reati che “suscitano allarme sociale”, la misura applicata rimane la detenzione in carcere. L’intervento penitenziario resta affidato alla capacità di declinare e adattare ai minorenni normative redatte esclusivamente per gli adulti, sebbene, sono ancora poche le aree che l’ordinamento prevede come già modulate in modo diverso per adulti e minorenni. Appare, perciò, forte lo scollamento tra il piano normativo e quello legato ad un pensiero pedagogico minorile molto ricco.

Infine, difetta un’elaborazione teorica di proposte, interventi e strumenti improntati ad una reale considerazione di un trattamento detentivo specificatamente minorile: si comprende, dunque, che il trattamento penitenziario per minorenni è affidato a normative inadatte, obsolete che qualunque operatore minorile sa di dover reinterpretare per poter offrire interventi realmente adattabili ai minorenni detenuti.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La rieducazione del minorenne tra le mura del penitenziario

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Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Traversa
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Marilena Colamussi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 100

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Parole chiave

minori
giustizia
rieducazione
carcere
diritto penale minorile
legislazione europea
colamussi

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