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La gestione del commodity price risk e del supplier default risk: il punto di vista della supply chain

Impatto del rischio di prezzo delle commodities e del default del fornitore sulla redditività delle imprese

La volatilità dei prezzi delle materie prime può avere un impatto su diversi attori in modo diverso a seconda di dove giacciono sulla catena del valore. Ogni step della catena del valore ha, infatti, una redditività diversa (Britten-Jones & Neuberger, 2000).

Cosa può succedere se avviene un calo dei prezzi delle commodities?
➢ Riduzione delle revenue dei produttori.

Ciò può comportare potenzialmente alla diminuzione del valore dell’azienda;
➢ Riduzione o eliminazione della redditività di produzione dei produttori. Ciò può comportare una modifica dei livelli di produzione in risposta a prezzi più bassi;
➢ Riduzione dei costi di input per le aziende che acquistano tali commodities, quindi potenziale aumento della redditività, che a sua volta può portare ad un aumento di valore del business;
➢ Influisce sulle soluzioni di gestione dell'inventario in quanto vi è un impatto diretto sui guadagni in caso di caduta del valore dell'inventario. Dove il valore netto di realizzo scende al di sotto dei costi, c'è un impatto reale ai flussi di cassa e le vendite genereranno un profitto negativo o comunque basso.

Ma cosa succede quando avviene un aumento dei prezzi delle commodities?
➢ Aumentano le entrate delle vendite per i produttori se la domanda non è influenzata dall’aumentare del prezzo, quindi in caso di domanda anelastica. Questo può portare a un aumento del valore del business;
➢ Aumento della concorrenza di produttori. Nuovi entranti potrebbero cercare di approfittare dei prezzi più alti e quindi della maggiore profittabilità;
➢ Riduzione della redditività per le imprese che acquistano tali commodities, potenzialmente riducendo il valore dell'organizzazione.

Di seguito vi è una tabella che spiega in base ai movimenti di prezzo, in aumento o in diminuzione, l’impatto che le variazioni del prezzo delle commodities hanno sull’inventario, sulle vendite, sugli acquisti ed infine sul profitto.

Secondo la teoria finanziaria, i prezzi delle commodities dovrebbero influenzare il valore dell'impresa a causa del loro impatto sui flussi finanziari aziendali come input e fattori di output del processo di produzione aziendale. Da una prospettiva aziendale è sensato concentrarsi sui maggiori rischi, o almeno avviare attività di gestione del rischio che in qualche maniera mitighino la volatilità dei prezzi delle commodities. Tuttavia, le deviazioni standard dei vari prezzi finanziari mostrano che negli ultimi anni i prezzi delle commodities hanno una volatilità più elevata rispetto alla maggior parte dei tassi di cambio e dei tassi di interesse (Bartram, 2015) su cui fino a pochi anni fa l’azienda si concentrava. Di conseguenza, l'impatto delle variazioni dei prezzi delle commodities sul valore dell'azienda è un problema potenzialmente importante per la gestione dei rischi aziendali.

Come spiegato in precedenza la visione della supply chain non guarda più al reparto acquisti principalmente come il mero responsabile della fornitura, ma ad una vera e propria area strategica per l’impresa. Le imprese hanno intuito che il reparto acquisti può aumentare significativamente i profitti dell'azienda con l'implementazione di una politica di risparmio sui costi. Per raddoppiare il profitto sono ipotizzabili diverse soluzioni come aumentare il prezzo di vendita del 5%, ridurre gli stipendi del 25% e le spese generali del 33%, raddoppiare il fatturato o ridurre il tasso di acquisto (Soulet, Perrotin, & Pasero, 2008). Il ruolo del servizio di acquisto nell'aumento del profitto dell'azienda è fondamentale e la maggior parte delle aziende ormai lo ha compreso. Negli ultimi anni, la funzione di acquisto si è evoluta verso un posto più riconosciuto e più strategico all'interno dell'azienda, continuando a rafforzarsi, in termini di personale e budget. La portata delle sue responsabilità, come accennato, si è allargata verso la qualità, l'innovazione e la gestione dei rischi in particolare.
L'ottimizzazione dei costi rimane sempre la priorità dell’impresa e della gestione degli acquisti. Allo stesso tempo però la sostenibilità dell'azienda è strettamente correlata al rapporto con i propri fornitori e dei rischi di fornitura a loro correlati.

L’ottimizzazione dei costi deve tenere sotto controllo anche il supply risk, ovvero tutto ciò concerne le turbolenze reali o potenziali che si ripercuotono sul flusso di prodotti fisici o di informazioni che si diramano dall'interno della rete a monte della focal company. Uno dei rischi dell’approvvigionamento è legato al supply default risk, ovvero all’interruzione della fornitura. Il default del fornitore può essere parziale o totale. Parziale quando il fornitore è in grado di fornire solo una certa quantità del totale necessario, totale invece quando il fornitore non è in grado di fornire neanche una parte della quantità necessaria.
Negli ultimi anni si è assistito ad una crescente preoccupazione per le interruzioni dell'approvvigionamento visti i sempre maggiori scioperi, catastrofi naturali, fallimenti di produzione o fornitori che dichiarano bancarotta. Tutti questi eventi hanno rafforzato l'importanza della gestione del rischio di default. Il rischio di default del fornitore non è più visto come un mero rischio finanziario a cui sopperire, ma è visto come un rischio che può essere mitigato con una la pianificazione operativa (Babich, Burnetas, & Ritchken, 2006). Ciò è evidenziato dall'aumentata importanza degli accordi e delle misure di emergenza dalle aziende che istituiscono più fonti di approvvigionamento.

Le interruzioni della supply chain generano per le imprese un alto costo, incidendo in maniera negativa sul profitto. Mentre alcune delle vulnerabilità sono state causate da eventi catastrofici, come ad esempio lo sciopero portuale della costa occidentale nel 2002, il blackout del Nord-Est del 2003, le inondazioni di Katrina nel 2005 e altre catastrofi naturali, molte interruzioni della supply chain potrebbero essere gestite meglio se le imprese avessero un migliore controllo sulla supply chain. Le conseguenze economiche delle interruzioni possono essere enormi, soprattutto nei casi di default totale. Infatti, (Hendricks & Singhal, 2005) indagano su oltre 800 casi di interruzioni nelle catene di approvvigionamento e concludono che le imprese che soffrono di interruzioni della catena di approvvigionamento generano dei rendimenti azionari del 30% inferiori alle aziende simili che non soffrono di queste interruzioni.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La gestione del commodity price risk e del supplier default risk: il punto di vista della supply chain

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Informazioni tesi

  Autore: Fabrizio Faccilongo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Politecnico di Bari
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Nicola costantino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 132

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Parole chiave

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real option approach
metodo montecarlo
sourcing
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