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Nuovi dati geologici e stratigrafici sulla Serie Gessosa-Solfifera nei Peloritani Nord-Occidentali

Implicazioni geodinamiche e cronologia degli eventi tettono-sedimentari

La varietà delle facies evaporitiche, la complessità dei loro reciproci rapporti ovvero le relazioni stratigrafiche col substrato terrigeno del Flysch di Motta e dell’Unità cristallina dell’Aspromonte, sono come abbiamo visto, caratteristiche predominanti dei depositi del Miocene superiore di quest’area dei Peloritani.
Questo non dovrebbe stupire se soltanto si pensa che la variabilità di fattori genetici primari (stress climatico, idrologico e tettonico, concentrazione salina iniziale, fisiografia del bacino di deposizione) e cause o concause secondarie (trasformazioni diagenetiche: idratazioni, dissoluzioni, sostituzioni ecc.) - in altre parole la complessità del contesto geodinamico che ha dato luogo alle evaporiti mioceniche e la mutabilità dei prodotti stessi - condiziona in maniera rilevante il risultato stratigrafico delle successioni evaporitiche con la realizzazione di differenti log stratigrafici per differenti bacini.
La conseguenza di questa condizione è che non può esistere un’univoca classificazione delle facies evaporitiche e, di fatto, non esiste.
La teorizzazione quindi di modelli deposizionali costruiti su diverse situazioni geodinamiche risultano molto spesso inadeguate a spiegare gli innumerevoli risultati litostratigrafici delle evaporiti e connesse litologie.
In più, per quando riguarda le unità evaporitiche del Miocene superiore del Mediterraneo, queste sono state ampiamente studiate nelle zone in cui le successioni presentano continuità di affioramenti e massimi spessori. Contrariamente, le successioni affioranti nei Peloritani orientali, caratterizzati da spessori ridotti, lacune e repentine variazioni di facies, risultano ancor più tagliate fuori da una possibile - per quanto difficile - correlazione con gli omologhi sedimenti di altre parti della Sicilia.
Tuttavia, tenendo presente il diverso contesto tettonostratigrafico, nel prosieguo si tenterà dove possibile, un confronto tra le evaporiti peloritane e quelle meglio conosciute e più studiate della Sicilia centro-occidentale.
L’alta risoluzione litostratigrafica quale risultato del lavoro di campagna (vedi carta geologica allegata) è stato strumento, spesso insostituibile, per la comprensione e ricostruzione degli avvenimenti sedimentari delle evaporiti di quest’area dei Peloritani.
La comprensione dell’evoluzione sedimentaria è naturalmente accresciuta dall’analisi dell’evoluzione tettonico-strutturale dei bacini, collegata alle variazioni del livello di base registrate dai sedimenti stessi.
Il problema reale è rappresentato dalla impossibilità di indagare, o considerare separatamente, i movimenti tettonici e le variazioni del livello del mare: stiamo infatti parlando di un’area che durante il periodo in esame, era caratterizzata da profondi mutamenti dovuti a tettonica distensiva legata all’apertura del Tirreno e da movimenti verticali che suddividevano il paleobacino miocenico in una serie di sottobacini per lo più a direzione submeridiana.
Si vuole cioè focalizzare l’attenzione sul fatto che, in un simile contesto tettonico, l’individuazione di facies regressive e/o trasgressive non è assolutamente riconducibile o a sola variazione del livello di base (nell’ipotesi di stabilità tettonica) o a sola tettonica (mantenendo costante il livello di base).
Molto più propriamente invece, il risultato litologico deriverà dalla costante ed ininterrotta interazione dei due fattori con la conseguente individuazione di cicli trasgressivo e/o regressivi di valore strettamente locale. Di contro, laddove i diversi cicli sono regionalmente individuabili e correlabili, si indagheranno eventualmente le diverse modalità di realizzazione.
Senza dover utilizzare necessariamente termini quali trasgressione e/o regressione “locale” o “tettonica” (per evidenziare il prevalere di quest’ultima sulla variazione del livello di base), ci si dedicherà primariamente alla discussione degli effetti litologici prodotti.
Si intenderà quindi scontatamente sottinteso per il prosieguo, dove non specificato, la variazione relativa del livello del mare essere il risultato della reciprocità e dell’interazione con l’azione tettonica.

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Nuovi dati geologici e stratigrafici sulla Serie Gessosa-Solfifera nei Peloritani Nord-Occidentali

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Informazioni tesi

  Autore: Michele Maccarrone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Geologiche
  Relatore: Loris Montanari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 273

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stratigrafia
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gessoso-solfifera

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