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Le riscritture di Shakespeare durante la Restaurazione inglese: Macbeth, The Tempest, King Lear.

Introduzione al Macbeth di William Davenant

Rielaborazioni e adattamenti di opere shakespeariane erano frequenti durante il periodo della Restaurazione. L'autore della riscrittura del Macbeth del 1664 è universalmente riconosciuto come Sir William Davenant anche se nel titolo della pubblicazione e in quelle successive non compare il suo nome esplicitamente. L'attribuzione è dovuta a diverse ragioni: noi sappiamo che Davenant già in epoca precedente alla Restaurazione aveva iniziato ad adattare numerose opere di Shakespeare come Romeo and Juliet, Twelfth Night, Henry VIII, King Lear, Hamlet. Per quanto riguarda il Macbeth, è John Downes, che lavorava come suggeritore e contabile nella Duke's Company, a scrivere nell'edizione del 1708 che l'autore fu Davenant. Inoltre abbiamo delle testimonianze da Pepys, nel suo diario, che vide il dramma diverse volte. Sessanta anni dopo la rappresentazione del Macbeth di Shakespeare al Globe, Sir William Davenant ripropose questa tragedia che si guadagnò il consenso del pubblico e fu rappresentata fino all'Ottocento.

Il documento che concedeva la licenza a rappresentare opere teatrali richiedeva che non ci fosse alcun tipo di profanazione e oscenità. Carlo II, in un altro documento, specificava che le opere antiche doveveno essere “reformed and made fit” prima di essere ridistribuite. Secondo Dobson, dal 1662 sembra che Davenant abbia aderito alla riforma, sia per motivi estetici che morali, modificando e adattando le opere di Shakespeare, di cui era stato autorizzato, per il suo pubblico. Queste opere furono adattate alle nuove condizioni del teatro dell'epoca: l'introduzione del proscenio, la possibilità di ricorrere a decorazioni molto più elaborate, l'uso di una macchina teatrale che permetteva, ad esempio, che le streghe entrassero volando. Sono particolari che esigevano maggiore spazio e tecnologia scenica. Questi elementi favorivano una propria identità alla produzione del Macbeth. Il titolo Macbeth; a tragedy. With all the alteration, amendment, addition, and new songs. As it is now acted at the Dukes Theatre riflette l' intenzione di Davenant di alterare l'opera originale introducendo delle novità come ad esempio la musica. Ne consegue che l'aspetto scenico con tutti i suoi effetti, curati nei minimi particolari, impressionò il pubblico. Davenant poteva contare su ballerini, attrici e scenografie mobili che furono indubbiamente di gradimento agli spettatori. Il testo dell'opera di Davenant è parzialmente fedele all'originale, oltre alle scene aggiunte e tagliate, rinnova anche il registro linguistico e letterario creando uno stile diverso dall'opera giacomiana, influenzato dal teatro di Corneille e Racine. Una delle motivazioni di tale cambiamento, come già riportato, riguardava lo spettatore che apparteneva a classi agiate, perciò il linguaggio doveva essere sia elegante che di facile comprensione con meno ambiguità. L'obbiettivo era di presentare una lingua naturale, ma allo stesso tempo non enigmatica.

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Informazioni tesi

  Autore: Jessica Lenti
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze linguistiche letterarie e della traduzione
  Relatore: Andrea Peghinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 76

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