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Quale Africa? Un percorso tra le immagini del continente africano.

L’ Africa del primo cristianesimo

Le prime informazioni sul cristianesimo africano si trovano nei testi di Quinto Settimio Florenzio Tertulliano. Da esse si potrebbe supporre che la religione cristiana si fosse radicata nel continente nero già nel 180 d. C.
Attualmente si concorda nell’affermare che l’evangelizzazione iniziò nella prima metà del II secolo: quando si ebbero i primi contatti con l’Oriente e con il Vangelo. Tracce di questi contatti si riscontrano, ai tempi di Cipriano, nelle concomitanze liturgiche tra Asia Minore e Cartagine70. Primo vescovo di Cartagine fu Agrippino. Durante il II secolo la chiesa africana non incontrò difficoltà, almeno fino al martirio degli Scillitani del 180. I martiri per la fede subirono la morte a Cartagine per ordine del proconsole Vigellio Saturnino. In seguito le persecuzioni anticristiane si moltiplicarono: a fine secolo, i governatori spronati dalle proteste anticristiane iniziarono atti repressivi contro i cristiani. Le persecuzioni tacquero poi per un periodo, riprendendo nel 212.
Durante l’episcopato di Cipriano la chiesa africana si accrebbe e il Vangelo era predicato non solo alle popolazioni romane, ma anche nelle Mauritanie, presso le tribù bérbere dei Getuli e dei Mauri.
Durante la persecuzione di Decio tuttavia molti credenti manifestarono la debolezza della loro fede: se tanti affrontarono il martirio, molti altri cercarono di fuggire o si fecero lapsi rinnegando il loro credo. Tutto ciò fino al 251 quando la persecuzione ebbe fine. Cipriano si occupò della questione dei lapsi, i quali chiedevano di essere riammessi nella Chiesa. La chiesa africana conobbe scismi, martirii, persecuzioni ed eresie. In particolare vanno menzionati lo “scisma donatista” e il pelagianesimo: movimenti partiti dall’Africa, che richiesero una risposta da parte di tutta la Chiesa.
In questo periodo la figura dell’Etiope compariva spesso nelle meditazioni dei Padri della Chiesa. Gli Etiopi erano trattati attraverso motivi diffusi nel mondo Greco e Romano. Temi ricorrenti nei testi erano: gli Etiopi sono lontani e i più neri tra gli uomini, il proverbio “lavare un Etiope bianco” e la formula Etiope – Scita .

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Informazioni tesi

  Autore: Clara Zaggia
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia teoretica, morale, politica ed estetica
  Relatore: Bruna Giacomini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 172

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