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Eni e Antitrust: un rapporto difficile

L’abuso di posizione dominante di Italgas (1995)

Le società coinvolte nel caso sono: • Italgas Spa, controllata dalla società Snam spa che a sua volta è controllata da Eni Spa; • ANIM (Associazione Nazionale Impiantisti Manutentori) che è un’associazione che fa parte alla CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato). La società Italgas Spa è l’operatore principale nel settore della distribuzione del gas metano. Il mercato rilevante è quello della distribuzione di gas metano e quello della manutenzione degli impianti a gas.

Per quanto riguarda il mercato geografico, nel primo caso l’area del mercato è determinata dalle concessioni rilasciate dall’ente, nel secondo caso questi servizi sono maggiormente sviluppati nelle aree in cui c’è una presenza maggiore di piccoli comuni, anche se possono essere esercitati anche a livello internazionale. Nel luglio 1995 l’ANIM ha inviato una segnalazione riguardante alcuni comportamenti posti in essere dalla società Italgas Spa sui mercati della manutenzione programmata degli impianti termici.



La società ha espanso la propria attività a mercati limitrofi della verifica e manutenzione programmata degli impianti, servendosi delle due società da essa controllate: la prima, GasEnergia Spa. è una società direttamente controllata, che a sua volta controlla la seconda Si-Servizi Srl. Italgas, dunque, ha inviato ai suoi clienti (utilizzanti impianti autonomi a gas) un avviso in cui si rende nota l’opportunità di eseguire un check up gratuito del proprio impianto e che informa i clienti che, essendo entrato in vigore il DPR 412/93 ed essendo quindi divenuto obbligatorio provvedere alla manutenzione degli impianti, si può usufruire di servizi di assistenza e di manutenzione svolti dalle società GasEnergia e Si- Servizi il cui costo sarà fatturato e rateizzato nelle bollette per la fornitura di gas.

Nel maggio 1995, alcune società aderenti all’Associazione Nazionale Impiantisti Manutentori, essendo venute a conoscenza dei progetti della società, hanno chiesto alle rispettive sedi provinciali dell’Italgas di poter usufruire del medesimo trattamento riservato alle due società controllate da Italgas, per assicurare un’adeguata competizione sul mercato della manutenzione. La mancata risposta da parte della società Italgas è stata giudicata come un rifiuto e, per questo, nel luglio 1995, l’Anim ha effettuato la denuncia presso l’Autorità.

Solamente dopo essere stata informata della segnalazione, Italgas ha risposto alla richiesta della Confederazione Nazionale dell’Artigianato dichiarando che il motivo del rifiuto è legato al fatto che la fatturazione direttamente in bolletta del costo del servizio fornito dalle società GasEnergia e Si-Servizi è possibile solamente in presenza di un contratto di cessione del credito. L’Autorità ha eseguito una serie di accertamenti per testare la reale esistenza del comportamento lesivo della concorrenza. Per prima cosa ha descritto le strategie del gruppo Italgas nel mercato della manutenzione degli impianti a gas. Ha analizzato, in primo luogo, l’offerta che la società propone ai propri clienti: il check-up gratuito, il servizio di manutenzione a pagamento e la fatturazione rateizzata; la convenienza, in termini di quota di mercato, di offrire un servizio gratuito (l’attività di verifica gratuita degli impianti porta il clienti, nella maggior parte dei casi, a stipulare un contratto).

In secondo luogo, ha analizzato la posizione che Italgas Spa ha preso in relazione ai fatti accaduti. Riguardo al servizio di fatturazione in bolletta dei crediti di GasEnergia e Si-Servizi non deriva da nessun accordo che preveda clausole di esclusiva ma da un contratto di cessione del credito stipulato da Italgas con le altre due società. Dunque la società ritiene che la fatturazione in bolletta dei servizi legati alla manutenzione è possibile perché non esiste nessuna norma, che regoli i rapporti di concessione del servizio di distribuzione, che vieti la fatturazione di ulteriori servizi. Riguardo al rifiuto di fornire le informazioni alle altre società, appartenenti all’ANIM, Italgas ha affermato che se i servizi di fatturazione in bolletta fossero estesi ad altre società si verificherebbero una serie di problemi come ad esempio l’aumento per Italgas dei costi organizzativi per la gestione dei rapporti di cessione del credito.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Eni e Antitrust: un rapporto difficile

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Informazioni tesi

  Autore: Federica Leuti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università Europea di Roma
  Facoltà: Economia e Gestione Aziendale
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Andrea Nuzzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

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