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Televisione, cultura e cinema in Italia: analisi empirica dei trend di lungo periodo e relazioni intersettoriali

L’industria della creatività

Una branca molto importante dell’economia della cultura è sicuramente l’industria della creatività, spesso sottovalutata e bistrattata in quanto poco studiata dagli economisti. Come già accennato nel primo capitolo, tale industria ricomprende svariati settori: si va dal settore dell’editoria libraria e periodica a quello discografico, passando per quello cinematografico e dei film realizzati per il mercato televisivo e per l’home video.
Due sono gli elementi che accomunano tali settori: la produzione e la distribuzione di prodotti e servizi cui viene associato un valore culturale, artistico o semplicemente di intrattenimento e il lavoro creativo necessario a realizzare tale prodotto, fermo restando che ciascun artista necessita anche della collaborazione e dell’intervento di altri soggetti creativi e non; in merito, risulta opportuno distinguere i prodotti creativi semplici, come ad esempio un libro, per il cui completamento del relativo ciclo economico lo scrittore ha bisogno di un editore, dai prodotti creativi complessi, il cui esempio lampante è rappresentato da un film, la cui sola produzione richiede la collaborazione di produttore, regista, sceneggiatore, attori, direttore della fotografia, direttore del montaggio, ecc.
A ciascun settore dell’industria della creatività sono applicabili le teorie e le caratteristiche economiche di cui si è discusso nel primo capitolo, quindi tale industria è da considerarsi a tutti gli effetti appartenente all’economia della cultura.
L’industria della creatività è strettamente connessa con il tempo libero, sempre più mercificato e il cui uso presuppone sempre più il pagamento di un prezzo e sempre meno attività fuori mercato. Il tempo libero costituisce una sorta di vincolo di bilancio entro cui il consumatore è chiamato a scegliere tra più usi alternativi come cinema, televisione, editoria, videogiochi e internet che inevitabilmente entrano in concorrenza tra loro, in quanto potenziali sostituti.
E’ qui che entra in gioco il bisogno di intrattenimento, per il soddisfacimento del quale è nata, forse prima della ragione culturale, l’industria della creatività: è un bisogno nuovo nato con il progresso economico e con il crescente tempo libero a disposizione di ogni individuo, che l’attività economica deve soddisfare con adeguati beni appositamente creati.
Nei paragrafi successivi, verranno analizzati più nel dettaglio, con l’ausilio di dati, grafici e tabelle, il settore cinematografico e quello dell’editoria, che dell’industria della creatività ne costituiscono parte integrante, con particolare attenzione all’evoluzione che tali fenomeni hanno fatto registrare nel tempo. Si è scelto di limitare l’analisi a tali settori per due ragioni fondamentali: la prima è che sarebbe impossibile in un solo lavoro occuparsi di tutte le aree dell’economia della cultura, mentre la seconda è che i due settori prescelti sono presumibilmente quelli più strettamente connessi con l’economia della televisione, a cui sarà dedicato l’intero terzo capitolo e in cui si cercherà di capire se e in che misura la televisione ha giocato un ruolo importante nel processo di stagnazione che sta attraversando la cultura in Italia nell’ultimo decennio; televisione e cinema, infatti, ma anche televisione e libri, potrebbero essere considerati dei sostituti e, siccome il tempo libero necessario a consumarli è limitato, ciò pone il consumatore davanti a una scelta; è inevitabile, quindi, che il consumo dell’una influisca negativamente sul consumo dell’altro.

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Informazioni tesi

  Autore: Dario D'Antona
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Giovanni Pica
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

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Parole chiave

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economia del cinema
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morbo di baumol
filiera cinematografica
economia della televisione
economia dell'editoria
finanziamento pubblico cultura
bene artistico
bene artistico-culturale
industria della creatività

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