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IL BURNOUT - Stress emotivo nelle professioni d'aiuto

l ‘job burnout’ oltre i contesti socio-sanitari

Il fenomeno del burnout è sempre stato un serio problema che ha interessato le attività dei servizi sociali e sanitari ma, nel contesto della realtà dei nostri tempi, ha subito una rapida diffusione. Come risultato dei cambiamenti societari ed economici, sono aumentati i fattori che possono causarne l’insorgenza, anche in ambito di molte altre professioni. Con l’espressione work-related stress si vuol fare intendere che, praticamente, ogni mansione lavorativa risente di un carico di stress associato e, evitando di scadere in generalizzazioni, risulta palese che i margini entro cui si possa sviluppare la sindrome sono di tipo contesto-specifici.

La Maslach, in collaborazione con altri autori, è riuscita ad estendere la pertinenza e l’applicabilità della patologia del burnout a quasi tutti i contesti organizzativi, apportando delle relative modifiche al preesistente strumento di misura del Maslach Burnout Inventory (l’MBI) che, come già detto, era stato studiato e progettato esclusivamente per le professioni d’aiuto. Nel corso dei dibattiti congressuali è emersa l’idea, supportata da più parti, che lo studio del burnout fosse stato limitato a questa categoria di lavoratori anche perché si disponeva di uno strumento di ricerca specifico per essere somministrato solo nelle helping professions. Con la messa a punto del nuovo strumento denominato Maslach Burnout Inventory-General Survey e, attraverso la sua applicazione, la nuova corrente di ricerche ha potuto dimostrare l’estendibilità del costrutto anche alle organizzazioni produttive (Shaufeli, Maslach, Jackson et al., 1996 in Magnani, Majer, 2011).

A tal proposito, un’altra serie di studi sono stati condotti per verificare se l’insorgenza del burnout fosse connessa prevalentemente al peso specifico dei client-related-stressors, ovvero la condizione di stress derivante dall’interazione conflittuale e il contatto con pazienti difficili, cronici, in stato terminale tipiche delle professioni sociosanitarie; piuttosto che ai job-related-stressors, attraverso cui si è soliti indicare lo stato di stress derivante dal carico di lavoro, dall’assenza di equità, dai conflitti di ruolo, dal clima organizzativo tipico di diversi contesti lavorativi. Ebbene, dall’analisi dei risultati delle ricerche, sembrerebbe che risulti restrittivo parlare di job burnout come unicamente influenzato dalla presenza di utenti e pazienti difficili (ivi). Inoltre, la proposta di includere nella categoria degli stressors interpersonali e relazionali, oltre a quelli tipici del rapporto con l’utente, anche quelli che interessano qualsiasi tipo di contatto emotivamente significativo che avviene in ambito lavorativo, come la relazione con il capo, i colleghi, i collaboratori, potrebbe consentire di comprendere il fenomeno del burnout in chiave più attuale.

Nonostante questi nuovi sviluppi, rimangono ancora oggi molti dubbi sulla possibilità di trasferire l’oggetto di studi sul job burnout al di fuori dei contesti socio-sanitari ed educativi. In Italia il discorso è aperto e la ricerca è ancora in via di sviluppo. Tuttavia, poter applicare il costrutto in altri ambiti organizzativi, se si tiene in giusto conto il contesto e la cultura proprie di quella realtà, potrebbe fornire un valido aiuto alle organizzazioni che intendono capire come un certo tipo di problematiche nascano al loro interno e supportare le stesse in un percorso di prevenzione ed intervento efficace.

Come ha origine il burnout? Quali sono le aree della vita organizzativa che più risentono di questo disagio? L’analisi seguente valuta sei tipi di discrepanza tra persona e lavoro, senza soffermarsi esplicitamente sulla relazione d’aiuto tipica dei servizi socio-sanitari, ma ciò non vuol dire che essa non sia estendibile anche in queste specifiche organizzazioni.

Questo brano è tratto dalla tesi:

IL BURNOUT - Stress emotivo nelle professioni d'aiuto

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Informazioni tesi

  Autore: Ignazio Chiodo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze Cognitive, Psicologiche, Pedagogiche e degli Studi Culturali
  Corso: Psicologia
  Relatore: Gioacchino  Lavanco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 104

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psicologia
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