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Il contributo costituzionale del continente latinoamericano in un dibattito ancora aperto: il diritto all'acqua

L'acqua: ''elemento'' costituzionale in alcuni Paesi dell'America Latina

L'America Latina è un'immensa riserva di acqua dolce, pari a un quinto delle riserve mondiali. Uno dei principi della visione andina afferma che "l'acqua appartiene alle terre che bagna". A partire dagli anni Ottanta, gli avvenimenti che si sono susseguiti nel continente latinoamericano non sembrano rispettare tale affermazione.

Infatti, le politiche neoliberali promosse dal Washington Consensus prevedevano la privatizzazione di settori strategici, comprendendo anche la gestione dei bacini acquiferi ed i servizi di fornitura idrica. Questo indirizzo ha determinato un progressivo processo di privatizzazione dell'acqua nel continente attraverso riforme legislative per permettere ai privati di ottenere concessioni e diritti d'uso. Tuttavia, il servizio idrico non è adatto alla gestione privata in quanto genera difficilmente profitto e spesso non permette il recupero degli investimenti realizzati per garantire la fornitura. Infatti, data l'importanza fondamentale dell'acqua per la sopravvivenza umana, i prezzi non dovrebbero eccedere la soglia che comporterebbe l'esclusione dalla fornitura di alcune fasce della popolazione.

L'aumento dei prezzi stabilito dalle multinazionali affidatarie del servizio, volto al recupero degli investimenti e all'ottenimento di profitti, ha determinato molti conflitti, alcuni dei quali ancora aperti, caratterizzati da ampi movimenti di sollevazione popolare. Queste reazioni hanno portato a dei cambiamenti legislativi e politici: la principale conseguenza è stata una revisione delle costituzioni che, in alcuni casi, ha portato al riconoscimento del diritto umano all'acqua e a disposizioni che affermano che i servizi idrici ed igienici devono essere rimessi all'esclusiva e diretta responsabilità dello Stato. Le azioni della società civile hanno dato origine ad esempi di successo, come in Uruguay, Ecuador e Bolivia, ma anche di fallimento, come in Colombia.

In Uruguay, le politiche di privatizzazione sono iniziate nel 1993, anno in cui vi fu una parziale concessione della gestione dell'acqua nel dipartimento di Maldonado, uno tra i più ricchi e turistici del Paese, ad una compagnia sussidiaria della Suez Lyonnaise des Eaux, di proprietà francese. Successivamente, il servizio venne controllato completamente da capitali esteri e la popolazione di Maldonado subì un significativo aumento delle tariffe. Nel 2002, il governo ed il Fondo Monetario Internazionale firmarono una lettera di intenti attraverso cui si volevano introdurre nuovi standard e criteri di controllo al fine di facilitare l'investimento privato, estendendolo anche nel resto del Paese. [...]

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Il contributo costituzionale del continente latinoamericano in un dibattito ancora aperto: il diritto all'acqua

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Informazioni tesi

  Autore: Lucrezia Maiorana
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Giovanni Cordini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

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