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Musica e società: le tecniche musicali e le pratiche di ascolto nell'era dell'industria culturale

L'ascoltatore per passatempo

La sesta tipologia di ascoltatore è la più diffusa nella società e comprende tutti coloro che consi-derano la musica come un passatempo o sottofondo. Possedendo una minor conoscenza tecnica della musica ed essendo meno sviluppato ed istruito nelle pratiche di ascolto, l'ascoltatore “per passatempo” diviene il vero obiettivo dell'industria culturale, in quanto tendenzialmente privo di senso critico e facilmente influenzabile e manipolabile. Secondo Adorno questo tipo di ascoltatore è proprio ciò di cui l'industria culturale ha sempre più bisogno, in quanto ascolta passivamente qualsiasi brano gli venga propinato. L'ascolto praticato da questa tipologia è definito di tipo “morboso” e soprattutto organizzato e strutturato secondo ciò che indicano i mass media. Per Adorno risulta difficile ricondurre questi individui ad uno specifico gruppo sociale, così come ad una pre-ferenza politica, in quanto si adeguano a qualsivoglia forma dominante purché il loro status di consumatore non venga intaccato.

Per quanto sia il consumatore di cultura che l’ascoltatore per passatempo pratichino un ascolto acritico e fortemente indirizzato, non sono da porre sullo stesso piano: L’elemento fondamentale che manca all’ascoltatore per passatempo è un genuino interesse verso la musica. Questo tipo di ascoltatore infatti usa la musica solo come un sottofondo per sfuggire ad un senso di solitudine e per generare un senso di appartenenza. Molte major discografiche agiscono proprio secondo questa logica, cioè rivolgendosi a nicchie sociali ben determinate della popolazione creando prodotti ad hoc. Adorno riporta una ricerca svolta dal Radio Research americano in cui si evidenzia che la musica sintetica indirizzata a cowboys e hill billies trova il maggiore gradimento nelle zone rurali popolate proprio da cowboys e hill billies. Si tratta di musica che diventa autoreferenziale e si indirizza a gruppi precisi di popolazione in modo da garantire altissime probabilità di incasso. Esiste infatti musica diretta agli adolescenti, agli anziani, a tutti coloro che si trovano in un mo-mento della loro vita caratterizzato da uno stato d’animo dominante come la ribellione o la depressione.

Un punto importante su cui soffermarsi nella riflessione di Adorno è proprio la natura dell'ascoltatore di musica commerciale: Non è vero che tutti gli ascoltatori “per passatempo” sono assoggettati inconsciamente alla musica commerciale, anzi, molti sono ben consapevoli delle logiche che si celano dietro al business del mondo musicale, ma accettano passivamente ciò che viene proposto e “spinto” o, per usare un termine più tecnico, “plugged” dai media. L’ascoltatore che accetta la sua condizione di consumatore mette a tacere la dissonanza che risuona in tutti noi, quindi sottomettendosi alle regole della musica commerciale e alle sue caratteristiche che appaiono intrinseche musicalmente. Questo fa sì che si pensi al contenuto della musica commerciale come la “vera musica”, senza riconoscere l’artificiosità dei brani e delle tecniche impiegate.

Quando la popular music viene ripetuta ad un livello tale da non sembrare più uno stratagemma ma un elemento intrinseco del mondo naturale, la resistenza assume un diverso aspetto perché l’unità dell’individuo comincia a frantumarsi.

Adorno insiste sul tema dell’accettazione passiva scrivendo

Lo sfruttamento di un elemento in sé inutile, impenetrabile e superfluo per gli uomini ai quali viene appioppato, è la base del feticismo che coinvolge tutti i beni di consumo in generale e quelli musicali in particolare. Questo feticismo è in armonia con il conformismo. Se si obbedisce a ciò che esiste ed è inevitabile ne consegue che si ama una cosa solo perché esiste: tale obbedienza si realizza psichicamente solo mediante l’amore. L’accettazione di quel che c’è è diventata il più forte elemento cementatore della realtà, il luogo di ideologie intese come specifiche spiegazioni dell’essere e capaci addirittura di fornire giustificazioni teoriche.

Nell’epoca della società consumistica si dà ormai per scontato che l’ascolto di musica debba essere un’esperienza piacevole in grado di rilassare e placare l’ascoltatore. Secondo Adorno questa pre-tesa che la massa nutre nei confronti della musica è il simbolo perfetto del decadimento del senso critico dell’ascoltatore e, più generalmente, dell’opinione e del valore che si attribuiscono all’arte e alla musica.

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Golfrè Andreasi
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Comunicazione e Società
  Relatore: Luisa Maria Leonini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

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