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Statistiche della criminalità tra metodologie passate e presenti

La criminologia e la statistica

È opinione generale che la criminologia si distingua dalle altre scienze criminali per la sua caratteristica di scienza empirica, cioè fondata sull'osservazione della realtà e non sulla speculazione concettuale. Bisogna però ricordare che ciò è vero solo in parte, poiché non è pensabile una criminologia senza il presupposto di una visione del mondo che è anche filosofica ed etica. Così come, reciprocamente, la criminologia non può prescindere anche dai dati dell'osservazione empirica dei singoli individui dell'ambiente e della realtà sociale.

Gli strumenti statistici a disposizione della criminologia sono:
• Le statistiche di massa, servono per esaminare l'estensione dei fenomeni e le caratteristiche più generali dei fatti criminosi (frequenza, diffusione, distribuzione e fluttuazioni nel tempo e nei luoghi) e sono effettuate su grandi numeri o sulla totalità dei soggetti dell'universo considerato. Queste ricerche non consentono, però, l'identificazione dei fattori sociali che concorrono alla genesi del fenomeno osservato e l'evidenziazione delle condizioni microsociali o individuali rilevanti, in quanto privilegiano i fattori macrosociali di generale influenzamento;
• L'osservazione individuale, tipica della criminologia clinica, consente di evidenziare circostanze particolari che la statistica non può considerare (caratteristiche psicologiche e psicopatologiche del reo, importanti aspetti del suo ambiente, riverbero della relazione sociale sul suo comportamento, la sua carriera criminale, relazioni interpersonali, ecc.).
Risulta impossibile chiarire con precisione i fattori che più generalmente influenzano, il crimine o il criminale, presente nell'ambiente sociale. Questo tipo di investigazione può estendersi a più soggetti aventi una comune caratteristica delittuosa, così che dalla moltiplicazione dei singoli casi osservati se ne possono ricavare profili psicologici e identikit sulla tipologia di particolari delinquenti; ricerche di questo tipo consentono di accertare, ad esempio, le caratteristiche comuni di ladri o truffatori professionali, serial killer…
• Le ricerche su gruppi campione, in questo tipo di studio l'indagine viene sempre centrata su singoli individui, ma, estendendola su un numero più elevato di soggetti e utilizzando delle regole di rilevazione, se ne possono ricavare conclusioni dotate di validità generale, così come avviene con le statistiche dei grandi numeri. La ricerca è eseguita su un numero relativamente ristretto di individui che diventa però "rappresentativa" (un campione appunto) dell'intera popolazione.
• Le indagini sul campo, si utilizzano quando si vogliono studiare le caratteristiche criminali di certi ambienti o gruppi, gli orientamenti particolari di certe sottoculture, le interazioni che esistono fra i loro appartenenti, può essere utile che il ricercatore si inserisca materialmente per un periodo di tempo.
• Le ricerche settoriali, sono condotte, senza che il ricercatore si inserisca personalmente nel campo indagato, su altri ambienti particolarmente significativi (carcere, istituti per misure di sicurezza, ambienti dei tossicodipendenti, ecc.) per indagare su dati e situazioni non altrimenti conoscibili.
• Interviste a testimoni privilegiati, si eseguono inchieste su persone che, per la loro veste professionale (assistenti sociali, psicologi, psichiatri, insegnanti, ecc.) hanno conoscenze vissute ed esperienze professionali particolarmente preziose.

Tutti questi tipi di indagine vengono eseguiti con la tecnica delle interviste dirette e con i questionari, così da poter valutare le percezioni e le opinioni nei confronti dei vari problemi attinenti alla criminalità. Quando, dall'altro lato, si vogliono analizzare gli effetti di alcuni trattamenti risocializzanti, o le conseguenze di certi interventi, o la validità di certe innovazioni penali, si utilizzano le ricerche operative, che consistono nel controllare i loro effetti comparando un campione di soggetti che ne hanno beneficiato con altri che non ne hanno usufruito. Queste possono essere definite come ricerche sperimentali.
Ci sono poi le indagini anamnestiche, le quali esaminano i risultati a distanza di tempo di certi tipi di intervento per verificarne l'efficacia. Gli ultimi due studi da ricordare sono quello predittivo, queste varietà d'analisi vengono utilizzati per trovare indicatori che consentono di prevedere il futuro comportamento sulla scorta di certi parametri; quello riguardante le ricerche storiche, che offrono un'ampia gamma di studi, per esempio sulla fenomenologia criminosa, sulle pene e sui sistemi carcerari di epoche passate.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Statistiche della criminalità tra metodologie passate e presenti

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Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Santoni
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace
  Relatore: Cristina Davino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 109

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