Skip to content

Uomini maltrattanti ed il loro approccio in Italia e in Francia

La diseguaglianza tra generi

Quando la cronaca scopre il velo sulla storia di una donna picchiata dal marito, il quale si sente in diritto di imporle di non avere rapporti con altre persone, di tenere gli occhi bassi al ristorante, di non avere un lavoro proprio, tutti inorridiamo all’ascolto di anni di violenze e sevizie: si tratta di una gelosia patologica, è un malato incapace di stare in una relazione. Eppure non è una storia estrema, isolata. È la storia di migliaia di donne e di uomini.
Che il secolo dei ‘lumi’ abbia contribuito a riaffermare un’antropologia dei rapporti sessuali fondata sul paradigma dell’inferiorità femminile è un tema divenuto, solo di recente, oggetto d’attenzione in sede filosofica e storica.
Marie-Jean-Antoine-Nicolas de Caritat, marchese di Condorcet filosofo e sociologo francese, sul finire del secolo, sembra essersi spinto a formulare una posizione tendente a colpire radicalmente, contro ogni pregiudizio, tesi che alludessero a un’inferiorità intellettuale e fisica delle donne o ad una loro ineluttabile tendenza a comportamenti frivoli e superficiali.
Per Condorcet la diseguaglianza fra i sessi va attribuita esclusivamente a un’educazione sbagliata, responsabile di avallare quella forma di schiavitù femminile causata dalla sottomissione all’autorità del padre e del marito, tradizionalmente esercitate in forme tiranniche; ma è poi Condorcet stesso, in sintonia con il senso comune più diffuso negli ambienti intellettuali del tempo, pur avendo proposto un principio di assoluta uguaglianza dal punto di vista del diritto e dell’accesso all’istruzione, ad esprimere perplessità circa l’opportunità di suggerire alle donne, considerate istintivamente più sedentarie, di cimentarsi negli affari pubblici mettendo così a repentaglio la tranquillità domestica.
Egli ritiene però auspicabile per alcune di loro, soprattutto per le più sapienti, l’esercizio di una più legittimata autorevolezza culturale nel salotto letterario e nei riti della conversazione in esso codificati.
Ai ricordi d’infanzia e alle memorie autobiografiche femminili tra Otto e Novecento, è possibile fare riferimento per esplorare spunti e suggestioni legati a un momento storico in cui la scrittura diviene, per le donne, in alcuni casi, un ‘luogo’ d’auto-rappresentazione sottratta ai codici della cultura ufficiale, rintracciabile, ad esempio, nei modelli pedagogici e nella letteratura maschile alle soglie dell’età contemporanea.
Affiora, così, la complessità del vissuto della figlia nei confronti del padre, che qualora sia divenuto nell’esperienza della crescita più importante della più consolidata e rassicurante relazione madre-figlia, ha alluso, per le figlie, all’unica possibilità – non priva di ambiguità, limiti e rinunce – di accedere a una nascita simbolica (formativa, culturale, politica) segnata dal codice paterno e, dunque, al riparo dal rischio di una mera identificazione con la figura materna, oscillante fra forza morale e fragilità sociale.
Nella voce Voce dell’Enciclopedia delle scienze delle arti e dei mestieri, curata da uno dei massimi rappresentanti dell'Illuminismo Diderot e dal suo assistente d’Alembert, erano già state formulate in modo paradigmatico le ambiguità di un pensiero che, pur non potendo sostenere su basi esclusivamente naturali l’inferiorità femminile (attribuita, infatti, anche alla educazione e all’influenza dei costumi), ne sancisce una sorta di ineluttabilità storica.
Il linguaggio mediatico ha offerto ottime occasioni per rappresentare le donne in modo meno riduttivo, non più argomentando e teorizzando, non costruendo ideologie e mitologie, ma ricorrendo alla grande potenza evocativa di stereotipi, immagini, tecniche e linguaggi tipici della comunicazione di massa a cavallo fra i due secoli (la stessa stampa, uno dei media che potrebbe apparire più legato a situazioni comunicative tradizionali, ha acquisito in realtà una capacità evocativa supplementare nel momento in cui ha potuto riferirsi al “sottotesto” televisivo, che provvedeva a monte a svolgere la gran parte del lavoro simbolico). [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Uomini maltrattanti ed il loro approccio in Italia e in Francia

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

Informazioni tesi

  Autore: Manuela Vanin
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Claudio A. Tognonato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l’utente che consulta la tesi volesse citarne alcune parti, dovrà inserire correttamente la fonte, come si cita un qualsiasi altro testo di riferimento bibliografico.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Per tradurre questa tesi clicca qui »
Scopri come funziona »

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

uomini violenti
violenza coniugale
violenza in famiglia
uomini maltrattanti
violenze coniugali
abuso
violenza di genere

Tesi correlate


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi