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Gli enti Non Profit attivi nel comune di Savona: prospettive di sviluppo e di integrazione del Welfare attraverso l’analisi del bisogno e la co-progettazione con la Pubblica Amministrazione

La Fondazione De Mari

Nella provincia di Savona la percentuale più alta di enti Non Profit è rappresentata dalle cooperative, seguite dalle associazioni; assolutamente minoritaria, contrariamente a quanto accade ad esempio in Lombardia, è la presenza delle fondazioni.

Esistono alcune organizzazioni di questo tipo, ma si tratta in generale di enti aventi un’organizzazione molto piccola e comunque caratterizzati da attività ristrette e legate al contesto cittadino di riferimento (ne è un esempio la Fondazione Mosaico di Albisola Superiore, la cui attività istituzionale è concentrata nei servizi di formazione per salvaguardare la cultura della ceramica).

Il più importante ente erogatore è senza dubbio la “Fondazione Agostino De Mari”, di origine bancaria, che rappresenta la continuazione storica della Cassa di Risparmio di Savona.
Come riportato nello statuto, nel perseguire gli scopi di utilità sociale, la fondazione indirizza la propria attività nei seguenti settori:
- Ricerca scientifica
- Istruzione
- Conservazione e valorizzazione dei beni e delle attività culturali, artistiche e ambientali
- Sanità
- Assistenza alle categorie sociali deboli

Negli ultimi anni la Fondazione ha rappresentato uno dei più importanti punti di riferimento per la realizzazione di progetti ed iniziative sul territorio, andando a colmare quelle lacune lasciate aperte dal sistema pubblico, ma, come è apparso evidente negli ultimi mesi, da sola non può risolvere tutte le dinamiche che necessitano di interventi e contributi di un certo spessore economico.

Se è vero che in Liguria sono presenti anche altre fondazioni di origine bancaria, come la Carige, è anche vero che la Fondazione De Mari costituisce l’interlocutore privilegiato degli enti presenti sul territorio savonese.

Quando a settembre, con l’apertura delle scuole, si sono concretizzati gli importanti tagli operati al sistema scolastico, comuni e Direzioni Didattiche si sono rivolte alla Fondazione chiedendo contributi per la copertura di stipendi indirizzati a professionalità che in concreto non erano più previste dalla stessa riforma Gelmini: la riduzione del numero degli insegnanti ha provocato innumerevoli problematiche legate alle ore di sostegno e alle ore dedicate ai pasti, che sono rimaste scoperte. Di conseguenza, i Comuni avrebbero dovuto intervenire inviando gli educatori necessari a risolvere il problema.

A causa delle dinamiche finanziarie degli ultimi mesi, che si sono comunque riversate anche sulle banche e sulle organizzazioni ad esse legate, e della mancata informazione preventiva, gli enti pubblici non sono riusciti a rispondere a tali necessità e ciò ha provocato una serie di pressanti richieste alla Fondazione.

In alcuni casi, quest’ultima è riuscita ad offrire i contributi economici necessari, ma il fatto di essere ormai a fine anno, ha limitato ulteriormente la capacità di risposta. Al di là della situazione appena descritta, il dato interessante che emerge è che la Fondazione De Mari rappresenta sempre di più l’unica risorsa da cui enti pubblici ed enti del Terzo Settore possono ricavare contributi.

Informazioni tesi

  Autore: Lorena Bonifaccino
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master in management delle imprese sociali, non profit e cooperative
Anno: 2009
Docente/Relatore: Giuliana Baldassarre
Istituito da: SDA Bocconi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 43

FAQ

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