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Nanoparticelle lipidiche solide per la veicolazione di PARJ2

La loading capacity

La loading capacity (LC) rappresenta la percentuale di farmaco incorporato nelle nanoparticelle.
I fattori che determinano la LC del farmaco sono:
- struttura chimica e fisica della matrice lipidica solida;
- solubilità del farmaco nel lipide fuso;
- stato polimorfico del lipide.

Per determinare la LC si utilizza la Cromatografia Liquida ad Alta Pressione (HPLC). A tal proposito il campione nanoparticellare viene sciolto in un solvente organico in cui è solubile sia il farmaco che il lipide. La soluzione ottenuta, viene filtrata con filtri da 0,45 in PTFE ed iniettata all’HPLC.
Vengono preliminarmente filtrate soluzioni organiche dello stesso farmaco al fine di valutare se il filtro trattiene il farmaco. Si ottiene così un cromatogramma in cui l’area del picco ottenuta viene messa in relazione all’area ottenuta iniettando soluzioni dello stesso farmaco a concentrazione nota.
Successivamente vengono eseguiti studi di rilascio del farmaco dalle nanoparticelle. La matrice lipidica oltre a proteggere il farmaco dalla degradazione chimica, modula la velocità di rilascio, che può avvenire in maniera istantanea (burst release) ed in maniera più lenta (controlled release). Anche la concentrazione del tensioattivo e la temperatura della fase di preparazione regolano il rilascio del farmaco. Infatti nella tecnica dell’omogeneizzazione a caldo si osserva che il burst effect viene favorito dall’aumento di temperatura e dalle concentrazioni di tensioattivi. L’aumento di temperatura rende più solubile il principio attivo nella fase acquosa della pre-emulsione. Durante le prime fasi di raffreddamento il lipide cristallizza formando un core solido privo di farmaco; quest’ultimo si concentra nel rimanente lipide, ancora allo stato fuso, che cristallizza in un secondo momento formando il guscio esterno ricco di farmaco. Questo modello porta ad un rapido rilascio del principio attivo incorporato (burst effect) che può essere vantaggioso per prodotti dermatologici.
Lo stesso effetto si osserva incrementando la concentrazione di tensioattivi, i quali aumentano la solubilità del farmaco in acqua.
Il rilascio del farmaco in vitro dipende dalla sua diffusione dalla fase solida, mentre il rilascio in vivo dipende sia dalla diffusione nella fase solida che dalla degradazione della matrice.
Il destino delle nanoparticelle in vivo dipende sia dalla via di somministrazione che dalle interazioni che queste possono instaurare con l’ambiente biologico (processi di distribuzione e processi enzimatici).

Questo brano è tratto dalla tesi:

Nanoparticelle lipidiche solide per la veicolazione di PARJ2

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Informazioni tesi

  Autore: Donatella Provenzano
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Farmacia
  Corso: Farmacia
  Relatore: Gaetano Giammona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

FAQ

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