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Lo Sport per Tutti

La nascita dei Giochi Paralimpici 

L'inserimento di persone diversamente abili in un contesto sportivo risale al periodo della seconda guerra mondiale, nel 1944 nei pressi di Londra, per opera del dottor Ludwig Guttmann, direttore di un centro riabilitativo per giovani appartenenti alle forze armate britanniche, portatori di lesioni midollari per cause belliche. Egli studiò e realizzò dei programmi di allenamento specifici, che utilizzava come terapia. Grazie alla motivazione per lo sport, i soggetti coinvolti cominciarono a sviluppare la muscolatura delle parti del corpo funzionante, raggiungendo ben presto risultati migliori rispetto a quelli ottenuti grazie alla normale chinesiterapia. Lo scopo del dottor Guttmann era di riuscire, tramite gli stimoli dello sport, a sviluppare in modo ottimale le capacità residue del disabile, a recuperare un accettabile stato psicologico del neo-traumatizzato al fine di raggiungere la massima autonomia possibile e una dignitosa qualità della vita. Nel giro di qualche anno da questa intuizione cominciò a diffondersi in tutto il mondo un nuovo modello riabilitativo che coniugava il recupero psicofisico e l'integrazione sociale, facendo scoprire nuovi orizzonti a migliaia di persone e alle loro famiglie, indirizzandole verso un ventaglio di attività motorie e sportive adattate. Mentre si svolgevano i Giochi Olimpici di Londra nel 1948, il dottor Guttmann organizzò in parallelo delle competizioni sportive agonistiche per atleti in carrozzina a Stoke Mandeville, lo stesso paese dove egli lavorava, per poter dar loro visibilità. 
L'evento sportivo riscosse successo, e iniziò a disputarsi a livello internazionale e oltre oceano, col nome di Giochi Internazionali di Stoke Mandeville. L'evoluzione di questa competizione furono i Giochi Paralimpici, di cui la prima edizione riconosciuta come tale, fu organizzata a Roma nel 1960 ad opera del dottor Antonio Maglio direttore del centro paraplegici dell'INAIL e del dottor Guttmann. I Giochi Paralimpici sono l'equivalente dei Giochi Olimpici moderni da cui ne deriva il nome, ma sono pensati per atleti con disabilità principalmente fisiche (come la deambulazione, le amputazioni, la cecità e le paralisi cerebrali), e reclutano i migliori atleti nazionali per ogni disciplina sportiva in competizioni agonistiche internazionali. I Giochi Paralimpici furono riconosciuti dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e dal Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) nel 2001 attraverso un accordo che garantisce che la città candidata ad ospitare le Olimpiadi organizzi entrambi le manifestazioni. Molteplici sono gli sport che nel corso degli anni sono stati adattati e introdotti nei Giochi Paralimpici sia singoli che di squadra, estivi ed invernali. Nei Giochi Paralimpici estivi rientrano l'atletica leggera paralimpica, la boccia, il calcio a 5 per ciechi, il calcio a 7 un lato, la canoa paralimpica, il canottaggio paralimpico, il ciclismo paralimpico (su pista e su strada), l'equitazione paralimpica, il goalball, il judo paralimpico, il nuoto paralimpico, la pallacanestro in carrozzina, la pallavolo paralimpica, la pesistica paralimpica, il rugby in carrozzina, la scherma in carrozzina, il tennis in carrozzina, il tennistavolo paralimpico, il tiro paralimpico, il tiro con l'arco paralimpico, il triathlon paralimpico e la vela paralimpica. Le discipline paralimpiche invernali invece sono il biathlon paralimpico, il curling in carrozzina, l'hockey su slittino, lo sci alpino paralimpico, lo sci di fondo paralimpico e lo snowboard paralimpico. Vediamo più da vicino alcuni protagonisti italiani. 

Questo brano è tratto dalla tesi:

Lo Sport per Tutti

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Informazioni tesi

  Autore: Rosalba Di Corato
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2018-19
  Università: Università Telematica Pegaso
  Facoltà: Scienze Motorie
  Corso: Scienze delle attività motorie e sportive
  Relatore: Generosa Manzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

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