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Payment Services Directive 2: opportunità o minaccia per le banche?

La PSD e la SEPA

Negli ultimi quindici anni il settore dei pagamenti ha subito un processo di rinnovamento tale da variare le abitudini di pagamento di consumatori e aziende. Una spinta innovativa è arrivata dallo sviluppo tecnologico nel settore delle telecomunicazioni e del commercio elettronico, dalla diffusione capillare dei dispositivi mobili quali smartphone e tablet, ma anche dalle amministrazioni pubbliche, che migliorando i rapporti telematici con il cittadino sono riuscite a realizzare quella che oggi chiamiamo amministrazione digitale (e-government). Il legislatore europeo ha seguito con attenzione l’evoluzione di tali cambiamenti e ha reagito con l’emanazione di due importanti direttive sui servizi di pagamento conosciute con l’acronimo di PSD e PSD2, e di un regolamento relativo alle commissioni interbancarie basate su carta, la c.

d. MIF Regulation.

La direttiva 2007/64/CE (Payment Services Directive - PSD) del Parlamento e del Consiglio europeo è stata recepita in Italia con il decreto legislativo del 27 gennaio 2010 ed è entrata in vigore dal 1 marzo 2010. I suoi obiettivi principali erano: incentivare lo sviluppo e l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici e ridurre la circolazione di quelli cartacei e il contante; favorire la concorrenza tra i c.d. prestatori dei servizi di pagamento (PSP) regolamentandone l’accesso al mercato; creare un mercato unico europeo dei pagamenti al dettaglio eliminando le differenze in essere tra i singoli mercati nazionali e definendo un nuovo quadro giuridico armonizzato applicabile ad ogni trasferimento di fondi eseguito all’interno dei confini di tale mercato.
La PSD ha gettato così le basi per la creazione dell’area unica dei pagamenti in euro, conosciuta come SEPA (Single Euro Payments Area).

Tale area oggi coincide con il territorio dei 28 stati membri dell’Unione europea, oltre a Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Principato di Monaco, San Marino, Città del Vaticano e Principato di Andorra. Ne fanno quindi parte anche paesi che non adottano l’euro ma che accettano comunque pagamenti in euro.

L’European Payments Counsil (EPC), l’organizzazione internazionale non profit incaricata dall’Unione Europea di sviluppare la SEPA, ha creato un set di strumenti di pagamento diversi ma che condividono la stessa struttura, gli stessi standard tecnici e normativi oltre a pratiche comune di gestione; questi strumenti sono il bonifico Sepa Credit Transfer (SCT), il bonifico istantaneo Sepa Credit Transfer Instant (SCT Inst) e gli addebiti diretti Sepa Direct Debit (SDD). L’EPC si è occupata anche delle carte di pagamento per le quali ha fissato, in un documento chiamato Sepa Card Framework, una serie di principi generali comuni i quali indicano le linee guida per i futuri sviluppi dei sistemi di pagamento con carte nell’aera Sepa.
Fra le novità introdotte dalla Payment Services Directive c’è una nuova categoria di soggetti, i c.d. Istituti di Pagamento, che pur essendo imprese commerciali diverse da banche, poste o istituti di moneta elettronica sono autorizzati a prestare i servizi di pagamento al consumatore o alle aziende come tenuta conti, bonifici, addebiti diretti, pagamento bollettini, e molti altri dei servizi offerti dagli enti creditizi tradizionali tranne prestiti, investimenti e raccolta risparmi. Inoltre la direttiva ha imposto alcuni requisiti base che ogni pagamento deve rispettare come la completezza delle informazioni e il rispetto dei tempi di esecuzione, e ha istituito un regime di responsabilità gravante sul prestatore del servizio durante tutto il percorso del pagamento fino all’accredito al beneficiario.

Purtroppo la PSD ha visto una rapida obsolescenza causata dai mutamenti di un mercato, mai dimostratosi così innovativo, dove stavano nascendo nuovi soggetti e nuove possibilità applicative dovute agli sviluppi tecnologici nei pagamenti elettronici, così il legislatore intuì la necessità di creare un ambiente ancora più sicuro e competitivo dove il mercato potesse svilupparsi in maniera efficiente a vantaggio del consumatore e del sistema economico tutto. Le differenti interpretazioni date dai paesi europei a una normativa così tecnica che aveva invece l’intento di creare armonizzazione fu un ulteriore motivo di crisi.
La PSD fu abrogata in seguito all’approvazione del c.d. “Pacchetto Pagamenti”, proposto dalla Commissione europea nel 2013 e approvato nel 2015, di cui fanno parte il Regolamento MIF (2015/751) e la PSD2 (Direttiva 2015/2366/UE).

Questo brano è tratto dalla tesi:

Payment Services Directive 2: opportunità o minaccia per le banche?

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Informazioni tesi

  Autore: Alessio Forlani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi Niccolò Cusano - Telematica Roma
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale e Management
  Relatore: Marco Iezzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84

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