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La peopolisation de la politique: quando il gossip diventa propaganda.

La strumentalizzazione del privato e la sua evoluzione

Nel suo saggio Quand la peopolisation des hommes politiques a-t-elle commencé?, Christian Delporte inquadra il fenomeno nella storia della comunicazione politica francese a partire dalla Terza Repubblica agli anni 2000, escludendo i precedenti regimi non democratici. La peopolisation è infatti un gioco a tre attori: politici, media e opinione pubblica.
L’esposizione mediatica della vita privata dei personaggi politici ha lo scopo di mostrare il leader nella sua intimità, svelandone i lati nascosti: non solo l’uomo di cultura all’altezza delle sue funzioni, ma soprattutto l’uomo semplice che vive come tutti gli altri.
Nello specifico, la peopolisation acquista il suo senso pieno nel momento in cui è il politico stesso che sfrutta la mediatizzazione della sua storia personale a fini comunicativi. Questo implica una complicità con i media. Entrambi traggono beneficio da questa situazione: i media guadagnano lettori, i politici guadagnano elettori.
Poiché gran parte della popolazione non legge i quotidiani o non guarda la parte del palinsesto televisivo dedicata all’attualità, comparire su riviste o in programmi di gossip permette ai politici di rivolgersi a una fetta più ampia della popolazione.

Interrogée sur la chaîne NT1 sur le fait qu’elle accepte d’accorder des interviews à certains journaux people, Ségolène Royal explique par exemple que tous les français ne lisent pas Le Monde et que pour s’adresser à eux, il faut aussi passer par d’autres médias.
(Dakhlia, 2007)

Durante la Terza Repubblica, la ricerca di popolarità da parte di un politico è considerata un pericolo: un tale processo implica necessariamente una focalizzazione dell’attenzione su una sola persona. In quel periodo, la concezione parlamentare dell’assetto istituzionale è del tutto in contrasto con ogni sorta di personalismo: la sovranità è nazionale, non può appartenere ad un solo individuo o a pochi. Chi aspira a occupare posizioni istituzionali non può crearsi un’immagine che danneggi o oscuri quella altrui, che siano alleati o avversari. Tuttavia, il compito dei media è accontentare i lettori, i quali amano leggere indiscrezioni e pettegolezzi. È proprio in questo periodo che si gettano le basi di una duratura collaborazione tra stampa e politica. Pur restando un fenomeno molto marginale, relativo solo ad una nicchia della stampa, entrambi cominciano a capire che possono trarre profitto da questa strategia. Molto utilizzata era l’intervista accompagnata dal racconto dettagliato del giornalista, che descriveva l’abitazione della personalità e i suoi gesti. Naturalmente l’invenzione della fotografia negli anni Trenta è una rivoluzione: il lettore viene portato in visita guidata nei luoghi intimi dell’uomo di potere. Il muro della vita privata non è più invalicabile.
Sotto la Quarta Repubblica, quando negli anni Cinquanta cominciano a diffondersi riviste specializzate nel racconto delle vite delle celebrità, i politici all’inizio ne restano esclusi. Resta comunque il fatto che la personalizzazione del potere non è più un tabù: il nuovo assetto costituzionale, in cui i partiti hanno molta importanza, dà la possibilità ai leader di emergere. Già a partire dalla prima metà del decennio la distinzione tra profilo pubblico e privato è meno netta. I presidenti giocano la carta dell’empatia, vogliono creare una specie di prossimità illusoria con i cittadini, instaurando un legame affettivo.
Con il finire della Quarta Repubblica, la democrazia rappresentativa perde prestigio. La crescente disaffezione dei francesi nei confronti della classe politica, ritenuta incapace di affrontare le questioni contemporanee, incoraggia nuove forme di peopolisation. Il totale disinteresse degli elettori nei confronti di argomenti ideologici, strettamente legati alla politica, costringe i candidati a cercare nuovi argomenti per attirare la loro attenzione. Per poter riacquistare la loro fiducia bisognava mostrarsi come persone del popolo innestando un processo di identificazione (2.2.2). Questa situazione di scetticismo nei confronti dei politicanti si ripeterà anche in futuro. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

La peopolisation de la politique: quando il gossip diventa propaganda.

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Informazioni tesi

  Autore: Maria La Porta
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2012-13
  Università: Libera Università degli Studi San Pio V di Roma
  Facoltà: FIT- Interpretariato e Traduzione
  Corso: Mediazione Linguistica
  Relatore: Stefania Cerrito
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

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