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Il rinnovo delle concessioni di derivazione ed altri aspetti relativi ai consorzi irrigui piemontesi

Le irrigazioni collettive: frazionamento dei consorzi irrigui e loro riordino sulla base della legge regionale 21/1999

Un problema che riguarda i consorzi irrigui piemontesi è quello del grande frazionamento, ossia la presenza di Enti irrigui di dimensioni limitate che non riescono a gestire in modo ottimale la risorsa idrica.
I problemi principali di questi organismi sono:
• Difficoltà nel sopperire alle esigenze di manutenzione straordinaria, e a volte ordinaria, delle strutture consortili, a causa della mancanza di un'adeguata base contributiva.
• Impossibilità di realizzare delle economie di scala per quanto riguarda la gestione della rete irrigua e delle risorse idriche.
• Assenza di coordinazione tra i vari organismi che delegano all'Ente Pubblico la pianificazione delle risorse idriche, finanziarie e territoriali
A fronte di questo, la L.R. 21/1999 "Norme in materia di bonifica e di irrigazione", nell'art. 1 comma 1 sancisce: “La Regione riconosce nell'attività di bonifica e d'irrigazione un mezzo permanente finalizzato allo sviluppo, alla tutela e alla valorizzazione delle produzioni agricole con particolare riguardo alla qualità, alla difesa e conservazione del suolo, alla regolazione delle acque ed alla salvaguardia dell'ambiente e delle risorse naturali. La Regione riconosce altresì nei consorzi di bonifica, nei consorzi d'irrigazione e nei consorzi d'irrigazione e bonifica l'organismo più idoneo allo svolgimento, da parte degli utenti interessati, delle attività di bonifica e delle attività d'irrigazione.”
Vengono, in questo modo, previsti tre tipi di consorzi: di bonifica, di irrigazione, di irrigazione e bonifica. Tramite questi organismi devono essere razionalmente ed efficientemente programmate le attività di irrigazione e drenaggio e, più in generale, deve essere ottimizzata la gestione del territorio interessato da tali pratiche.
La legge specifica che è innanzi tutto necessario delimitare con razionalità i comprensori di bonifica e quelli di irrigazione (art.7 comma 1): “… i comprensori di bonifica devono corrispondere ad unità omogenee sotto il profilo idrografico e funzionale in rapporto alle esigenze di organicità dell'azione pubblica di bonifica e di difesa del suolo e del coordinamento dell'intervento pubblico con quello privato”.
La delimitazione del comprensorio deve essere approvata dalla Regione. Per ciascun comprensorio di bonifica deve essere redatto da parte del consorzio competente un piano generale di bonifica e tutela del territorio rurale, che definisce gli interventi necessari e decide le opere di bonifica che dovranno essere realizzate, con particolare riguardo alla tutela ambientale e alla valorizzazione rurale del comprensorio.
Anche i comprensori di irrigazione devono essere opportunamente delimitati in base ad omogeneità idrografiche e funzionali, e, poi, approvati dalla Regione.
Tali comprensori sono gestiti dai consorzi di irrigazione, che devono provvedere (art. 46): all'esercizio dell'attività irrigua collettiva; alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere interessate; alla realizzazione di impianti di produzione di energia sui canali consortili; all'approvvigionamento di imprese (ma solo per usi che permettano la restituzione delle acque e che non alterino in alcun modo le attività irrigue); alla progettazione e successiva gestione di acquedotti rurali, di impianti per l'utilizzazione di acque reflue e di altri impianti irrigui; al monitoraggio ed all'analisi dell'effettiva funzionalità delle attività irrigue, oltre che della qualità delle acque. [...]

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Il rinnovo delle concessioni di derivazione ed altri aspetti relativi ai consorzi irrigui piemontesi

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Sciarrone
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
  Relatore: Stefano  FERRARIS
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 49

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