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Alfred Schütz: l’intersoggetivitá. Traduzione in italiano del testo ''The Problem of Transcendental Intersubjectivity in Husserl''

Le radici intellettuali: Edmund Husserl

Le radici della “più giovane” delle prospettive sociologiche si ritrovano primariamente nella filosofia fenomenologica europea e specialmente nel lavoro del filosofo tedesco Edmund Husserl, che è stato tra i primi ad utilizzare il termine fenomenologia e ne è considerato il fondatore. Questo termine venne usato per la prima volta da Lambert nel 1764, per poi essere usato da Kant nei Principi metafisici della scienza della natura (1786), e da Hegel nella Fenomenologia dello spirito (1805-1806).
Il termine fenomenologia ha dunque avuto una fortuna considerevole, nonostante il suo significato muti a seconda dell’autore preso in considerazione: Hegel intendeva con fenomenologia il manifestarsi dello Spirito agli occhi del filosofo nella storia, nell’arte e nella religione, mentre presso Kant fenomenologia va intesa in un senso più etimologico, cioè come la manifestazione degli eventi naturali percepibili dall’uomo.


Con il termine fenomenologia, oggi, si intende il movimento fondato da Husserl, che si propone l’esplorazione sistematica della coscienza trascendentale e diventa al tempo stesso lo studio dell’apriori universale delle scienze. Più semplicemente l’intento della fenomenologia è quello di studiare o quantomeno descrivere i modi in cui le essenze ci si presentano.
Husserl prende le mosse per la costruzione di questo nuovo sistema filosofico dalle teorie positiviste e da quelle dello psicologismo sensualitico: alle prime contesta l’aver ridotto l’uomo a mero evento fattuale, alle seconde invece l’aver ricondotto tutte le forme della realtà connesse con l’uomo a degli stati mentali ben definiti. Egli considera la fenomenologia come uno dei più significativi tentativi di rispondere alle molteplicità degli aspetti della “crisi” dell’uomo contemporaneo.
La critica di Husserl alla cultura del suo tempo parte dalla constatazione che l’Europa, abbagliata dalla prosperity che dalla scienza sembra derivare, si è affidata a una concezione del mondo ovvia, superficiale e falsa: l’esclusività con cui la visione complessiva dell’uomo moderno accettò di essere determinata dalla scienza positiva significò un allontanamento da quei problemi che sono decisivi per un’umanità autentica. Proprio per recuperare l’umanità autentica Husserl propone un radicale rovesciamento del modo naturale di pensare. Esperienza e percezione sono fatti di coscienza. La fenomenologia riconsidera le cose a partire dalla coscienza, mantenendo un assoluto rigore scientifico.
Il programma husserliano della filosofia come scienza rigorosa ha la sua premessa in Philosophie der Arithmetik. In quest’opera Husserl elabora un concetto-chiave della fenomenologia: l’intenzionalità. Il concetto viene ripreso dalle ricerche psicologiche di Franz Brentano, uno dei suoi maestri. La rappresentazione è quindi una relazione fra la coscienza e il suo contenuto: uno stesso oggetto può essere presente alla coscienza (la rappresentazione), può essere negato o affermato (il giudizio), può essere amato o odiato (il sentimento); mediante ognuno di questi atti la coscienza determina con l’oggetto relazioni diverse, lo intenziona in un modo particolare. Husserl prova ad estendere ai concetti elementari dell’aritmetica e della logica l’intenzionalità, legata da Brentano alla conoscenza empirica. Nel tentativo scopre che questi concetti si sottraggono a ogni definizione logico-formale dal momento che sono fondamentali e che quindi possono derivare solo da operazioni della coscienza. Si tratta allora di individuare le strutture mentali che stanno all’origine di questi concetti elementari. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Alfred Schütz: l’intersoggetivitá. Traduzione in italiano del testo ''The Problem of Transcendental Intersubjectivity in Husserl''

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Informazioni tesi

  Autore: Mara Capra
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Giuseppe Padovani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 251

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