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L'evoluzione comunicativo-linguistica in trent'anni di TG1

Le tendenze evolutive del TG sotto il profilo contenustico e strutturale

In Italia l'evoluzione del telegiornale è stata lenta ma inesorabile sotto tutti i punti di vista, grazie sia alle innovazioni tecnologiche (possibilità di avere più contributi filmati, collegamenti in diretta durante le edizioni) sia alla necessità di essere sempre più competitivi rispetto agli altri telegiornali e anche rispetto ai mezzi di informazione concorrenti (dalla carta stampata ai new media, in particolare Internet).

Tra gli elementi costitutivi dei telegiornali che hanno registrato le maggiori innovazioni, ricordiamo le modalità di conduzione, l'allestimento dello spazio nello studio, la scelta e l'impaginazione delle notizie, il linguaggio (verbale e visivo) utilizzato.
Per quanto riguarda la conduzione, si è passati da quello stile particolarmente rigido e inespressivo che caratterizzava i conduttori dei primi telegiornali (non a caso soprannominati ironicamente “ventriloqui”) a modalità di presentazione delle notizie molto particolari, spesso volte a far emergere uno stile fortemente personale, fino ad identificare una testata con il suo conduttore principale. A caratterizzare lo stile di conduzione, dall'inizio degli anni '90, è in ogni caso la volontà di coinvolgere maggiormente lo spettatore e rendere più dinamica e varia l'attività, altrimenti inevitabilmente ripetitiva, di lettura delle notizie.

Si hanno così inquadrature molto strette per sottolineare le espressioni del viso (lasciando quindi più spazio alle emozioni che accompagnano la lettura delle notizie), l'uso di un linguaggio e di una serie di sguardi e ammiccamenti che servono ad avvicinare e coinvolgere maggiormente lo spettatore. Aspetti che hanno conseguenze di notevole importanza sulla caratterizzazione linguistica. Sottolineata da Loporcaro è una progressiva tendenza del trasmesso dei giornalisti ad andare verso la lingua delle gente comune e a ‹‹mettersi dalla parte della gente›.

Un'ulteriore innovazione lega insieme lo stile di conduzione e l'organizzazione dello spazio: infatti a differenza dei telegiornali delle origini in cui era visibile solo una parete alle spalle del giornalista, negli ultimi anni gli studi in cui si registrano i telegiornali sono divenuti spazi completi, percorribili, decorati con pannelli, schermi video, e in cui spesso sono inquadrati anche gli apparati tecnici (telecamere, luci, microfoni).

A caratterizzare in modo nuovo i telegiornali sono anche la scelta e la modalità di presentazione delle notizie, sia quelle lette dal conduttore, sia quelle mostrate nei servizi filmati; si è generalmente ridotto lo spazio delle notizie politiche a tutto vantaggio della cronaca nelle sue varie declinazioni; sempre più ampie le pagine dedicate allo sport, a cui spesso viene riservato un segmento a parte così come all'economia.
Le notizie sono poi presentate in modo sempre più discorsivo, cercando attraverso la modalità del racconto, di semplificare il contenuto e insieme coinvolgere maggiormente il pubblico; come in tutti i racconti, poi, la dimensione emozionale è molto accentuata, attraverso l'uso di procedimenti tipici della narrativa, quali un'aggettivazione particolare, la costruzione di effetti di tensione e suspense e nei servizi filmati l'ampio ricorso al linguaggio cinematografico e alla musica per evidenziare i passaggi più importanti.

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'evoluzione comunicativo-linguistica in trent'anni di TG1

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Informazioni tesi

  Autore: Grazia Boemia
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo
  Relatore: Ilaria Bonomi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 277

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