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La decretazione d'urgenza nella riflessione costituzionalistica italiana

Limiti della decretazione d’urgenza

Ad una prima lettura e ad eccezione dei presupposti giustificativi esplicitamente richiamati, parrebbe che l’art. 77 non contenga alcun limite né di contenuto né di materia per quanto concerne l’ambito di operatività della decretazione d’urgenza. Ma se si osserva attentamente la disciplina de iure condito, non si può negare, secondo logica, la presenza di un articolato sistema di limiti e garanzie appositamente predisposte sia dagli stessi costituenti che dalla legislazione e giurisprudenza successive a guisa d’argine del potere governativo di legiferazione.



Quanto ai limiti soggettivi, pertinenti cioè ai soggetti abilitati all’adozione o alla partecipazione all’adozione del decreto legge nelle varie fasi del procedimento, il dettato costituzionale riserva la competenza circa l’assunzione di questi provvedimenti all’organo Consiglio dei Ministri, escludendo che essa «potrebbe avvenire per decisione esclusiva del Presidente del Consiglio o di singoli Ministri, cui spetta solo di farsene proponenti». La Costituzione, infatti, nomina chiaramente il Governo come unico titolare di tale potestà legislativa, escludendo indirettamente che possano equipararsi ad essa – per natura, per regime o per efficacia – le “ordinanze di necessità” e altri provvedimenti “contingibili ed urgenti” emanati da autorità diverse dal Governo sulla base di una potestà attribuita dalla legislazione ordinaria. Il fatto stesso che l’art. 77 riguardi esclusivamente ed unicamente il Governo potrebbe, anzi, «far sostenere l’attuale incostituzionalità o, addirittura, l’avvenuta abrogazione delle disposizioni di legge attributive del potere derogatorio di ordinanza ai sindaci, ai prefetti e ad ogni altro organo diverso dal Governo».

Le stesse argomentazioni dovrebbero portare ad escludere che sarebbe vietato alle Giunte regionali, quali organi esecutivi delle Regioni, l’esercizio delle potestà legislative normalmente spettanti ai rispettivi Consigli. Di fatto, però, quest’ultima preclusione è superata dalle disposizioni degli Statuti regionali «attributivi alla Giunta regionale del potere di assumere, in caso di necessità e urgenza, deliberazioni normalmente spettanti al Consiglio […] In ogni caso, d’altronde […] il riferimento dell’art. 134 Cost. agli atti con forza di legge della Regione potrebbe interpretarsi quale implicito consenso a decreti legge locali». Tuttavia, il carattere delle materie enumerate nelle disposizioni della Costituzione e dei vari Statuti e la necessità di sottoporre i provvedimenti regionali ai controlli preventivi previsti all’art. 127 della Costituzione originaria, mal si conciliavano con i tipici scopi perseguibili con tale forma di legislazione.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La decretazione d'urgenza nella riflessione costituzionalistica italiana

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Mosso
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Francesco  Pallante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 228

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