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Stereotipi, pregiudizi e indifferenza sociale

Lo stereotipo come strumento di orientamento

Come indicato nei paragrafi precedenti quando si parla di stereotipi e pregiudizi si fa riferimento nella maggior parte dei casi a etichette negative applicate in modo rigido e sistematico a determinati gruppi e categorie sociali con lo scopo di screditarne gli appartenenti.

Fra gli stereotipi più comuni si può indicare:

- Quelli di genere, caratterizzati soprattutto dalla tendenza a discriminare le donne rispetto agli uomini, i quali sono ancora molto attivi nonostante le secolari battaglie per l’uguaglianza e per una reale parità dei sessi.
Un esempio di ciò è molto evidente anche nelle pubblicità, dove la donna appare in un doppio ruolo, quello di promotrice dei consumi familiari e di sollecitazione erotica dei consumi più socialmente considerati maschili.
Nel caso della questione femminile la discriminazione ha origine in una diversa considerazione dei due sessi, anche dal punto di vista della personalità. La donna viene infatti ritenuta più emotiva, sensibile, gentile e disposta alla cura degli uomini e della casa, mentre l’uomo è ritenuto più aggressivo, indipendente e orientato al mondo della tecnica e del successo. Il maschio diventa così una figura dominante orientata verso l’esterno, mentre la femmina una figura dominata e orientata verso l’interno (Mazzara,1997).

- Quelli etnico-razziali, orientati soprattutto verso le minoranze etniche.
La nostra cultura presenta infatti spesso immagini di superiorità anche prepotenti e violente rivolte verso le altre culture ritenute arretrate e meno civili. Basti fare riferimento ai nuovi contesti di immigrazione, fra i quali rientra anche l’Italia che in questi anni stanno vivendo una crescente immigrazione dal Terzo Mondo o dall’Est europeo (Mazzara,1997).

- Quelli verso giovani e anziani, i quali si basano non più sull’appartenenza di genere ma sull’età.
Mentre quelli riguardanti i giovani sono un misto di tratti positivi e negativi e alcune volte vengono riferite a loro opinioni negative e discriminanti, quelli riguardanti gli anziani li vedono come mentalmente rigidi e privi di progetti per il futuro (Mazzara,1997);

- Quelli riguardanti le disabilità, sia fisiche sia mentali.
Nel caso di disabilità fisica si tende a spiegare il comportamento delle persone con handicap riferendosi alle loro caratteristiche e disposizioni personali piuttosto che alle loro condizioni esterne. Nel caso di disabilità mentale invece, soprattutto nel passato ma
anche nel presente, in determinati contesti il malato di mente viene considerato una persona irrazionale e pericoloso per la società (Mazzara,1997);

- Quelli rivolti a omosessuali e tossicodipendenti, ritenuti pericolosi per la società soprattutto a causa della paura del contagio dell’Aids, da alcuni ritenuta una giusta punizione (Mazzara,1997).
Un particolare tipo di stereotipo che appartiene alla categoria più allargata dei pregiudizi etnico-razziali, è quello relativo ai caratteri nazionali, che in alcune situazioni può anche essere utilizzato come criterio di orientamento, ovvero ci può facilitare nelle nostre esperienze con persone che non conosciamo aventi diversa nazionalità dalla nostra.

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Questo brano è tratto dalla tesi:

Stereotipi, pregiudizi e indifferenza sociale

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Fattori
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Educatore sociale e culturale
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Stefano Passini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

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Parole chiave

integrazione
discriminazione
pregiudizio
stereotipo
società multiculturale
inclusione
effetto pigmalione
g8 genova
società interculturale
indifferenza sociale

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