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Disturbo da Gioco d'azzardo dall'Adolescenza all'età Adulta

Neurobiologia, conseguenze sociali e psicofisiche del disturbo da gioco d’azzardo

Comorbilità psichiatriche

Con il termine “COMORBILITA’” s’intende la presenza di più disordini psicologici diagnosticabili presenti nell’individuo nello stesso momento, cioè una condizione in cui risulta difficile focalizzarsi soltanto su una diagnosi del disturbo principale e, non solo, che rende più complicato anche il decorso dello stesso. (La Barbera & Matinella, 2010). Quando tali disturbi psichiatrici sono presenti contemporaneamente si parla di “COMORBILITA’ ATTUALE”, mentre se gli stessi si manifestano in diversi periodi di vita del soggetto si definisce “COMORBILITA’ LIFETIME”, quando invece anche nei familiari dell’individuo sono presenti patologie psichiatriche, si fa riferimento ad una “COMORBILITA’ FAMILIARE”.

E’ molto importante tenere in considerazione le comorbilità psichiatriche che sono presenti nei soggetti in questione, nel momento in cui in essi si manifesta il Disturbo da Gioco d’Azzardo, infatti, come si verifica in tutte le altre forme di “Addiction”, anche il Gioco d’Azzardo non è mai presente univocamente nell’individuo ma, solitamente, si riscontra associato a molti altri problemi psicopatologici, quali: ansia, depressione, comportamenti autodistruttivi, ostilità e aggressività, deficit di attenzione o iperattività (ADHD), disturbi ossessivo-compulsivi, problemi relazionali (come anche il disturbo antisociale), disturbo narcisistico di personalità, alimentazione disordinata, disturbi correlati all’uso/abuso di sostanze, condotte suicidarie (La Barbera & Matinella, 2010).
Strettamente correlato al Disturbo da Gioco d’Azzardo e che spesso esordisce in età adolescenziale, è il disturbo da “Internet Addiction” (IA), problema, quest’ultimo, che recentemente si è riscontrato con un aumento esponenziale di casi; è stato dimostrato che in questa età così delicata, nella quale si attraversano delle fasi decisive per la costruzione della propria identità, tendenzialmente possono riemergere le vulnerabilità che erano presenti nel soggetto già nell’infanzia, come la disregolazione affettiva e comportamentale (Ammaniti M., et al., 2000).

I giovani che non hanno imparato, per esempio, a far affidamento su loro stessi o che sono fortemente angosciati, potrebbero trovare un rifugio nei rapporti virtuali, nel tentativo di interagire emotivamente con gli altri, per rafforzare o definire la loro identità personale, che nell’infanzia non avevano completamente sviluppato. Hirschman, E., C., (1992) a tale proposito, spiega come una persona che è suscettibile già di suo a sviluppare dipendenza, può manifestare una personalità angosciata, che sfocia in comportamenti autodistruttivi dettati da un senso di inadeguatezza personale, oppure potrebbe manifestare idealmente una personalità sociopatica, che si caratterizza per la tendenza del soggetto a ricercare sensazioni forti e sperimentare il bisogno di gratificazione immediata: in entrambi i casi i soggetti potrebbero manifestare una problematica di “Addiction”, come usare Internet, o giocare d'azzardo in maniera compulsiva, per tornare a provare un senso di autoregolazione che è mancata loro nel periodo infantile.
E’ interessante riportare un’indagine (Erbas B, Buchner U.,G., 2012 National Comorbidity Survey Replication) su ampia scala condotta negli Stati Uniti, che mette in luce come l’insorgere del Disturbo da Gioco d’Azzardo, nei ¾ dei casi analizzati, segue il disturbo di comorbilità (per esempio quando si parla di disturbo d’ansia o depressione), mentre in solamente ¼ esso lo precede (si parla solitamente di conseguenze al Disturbo da Gioco d’Azzardo legate all’uso/abuso di sostanze). Lo stesso studio ha inoltre suggerito che nel momento in cui sono presenti nel soggetto alti tassi di comorbilità psichiatrica, si può così definire se si parla di giocatori problematici oppure patologici e, ancora, la Letteratura dettata da ricerche ad ampio spettro su giocatori problematici in trattamento, enuncia come nei soggetti con Disturbo da Gioco d’Azzardo, sono presenti anche disturbi di comorbilità concomitanti, nei quali si può correlare la gravità circa il comportamento di gioco, come anche delle sue conseguenze, dei sintomi psichiatrici che si manifestano, dell’impulsività e delle problematiche psicosociali. (Ibanez, A., Blanco, C., Donahue, E., 2001).

Il fatto, quindi, di riscontrare in modo adeguato disturbi psichiatrici concomitanti, nei soggetti con Disturbo da Gioco d’Azzardo, permette non solo di inquadrare a livello clinico il singolo soggetto, ma anche di poter pianificare il trattamento adeguato, ponendosi obiettivi consoni all’individuo considerandolo unico, come allo stesso modo, è importante tenere in considerazione che la stessa comorbilità psichiatrica potrebbe influenzare l’aderenza al trattamento, il successo terapeutico, nonché la probabilità di recidivare nel comportamento maladattivo.

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Informazioni tesi

  Autore: Jenny Grossi
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università Telematica Internazionale Uninettuno
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Luca Cerniglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

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