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A Destra del M.S.I. Evoluzione armata del neofascismo dai F.A.R. ai N.A.R.

Ordine e disordine. I fascisti s’immergono nel ’68

Il ’68 italiano, e tutto ciò che trascina con sé, è stato analizzato da molteplici intellettuali e storici che, spesse volte, lo hanno bollato, in maniera sbrigativa quanto affrettata, come evento “di sinistra”. E’ una definizione che, guardando più da vicino, sta un po’ stretta ad un movimento di contestazione giovanile di ampiezza globale che vede, come protagonisti, ragazzi di fedi politiche distanti, talvolta addirittura opposte, accomunati dal rigetto violento di una società italiana percepita come immobile e stantia, quasi “imbalsamata” nelle sue strutture politiche, socioeconomiche e culturali, di fatto incapace di attuare una qualche riforma istituzionale valida, nonostante la composizione governativa di centro-sinistra.

Sono gli anni successivi al “boom economico”, modellatore di quella “società del benessere” che, paradossalmente, portava già, in seno, i germi della contestazione antiborghese che sarebbe scoppiata di lì a poco. Durante tutti gli anni Cinquanta ed i primi anni Sessanta, la società italiana, dunque anche gli usi ed i costumi che la caratterizzavano, si era evoluta grazie, soprattutto, ad una crescita costante dell’economia del Paese che aveva permesso, ad una fetta sempre più ampia della popolazione, di godere di un benessere economico mai così diffuso sino ad allora.
Il progressivo arricchimento del Paese aveva prodotto, come ovvia conseguenza, un nuovo lifestyle, imperniato sul soddisfacimento dei nuovi bisogni (soprattutto materiali) creati dal sistema capitalistico, considerato impeccabile nei mezzi e fini utilizzati: una vera e propria “gallina dalle uova d’oro”, come ebbe a definirlo Nicolaj Bucharin. In un’atmosfera così impregnata di ottimismo e opulenza, non c’era spazio per critiche al capitalismo, né sul piano morale, né tanto meno sul piano economico. La classe dominante, quella borghese, nata dalle ceneri della seconda guerra mondiale, aveva fatto del consumismo il leitmotiv della propria esistenza.

Questo nuovo modus vivendi, vuoto nei contenuti, ma ricolmo di piaceri “terreni”, viene rigettato violentemente dagli stessi figli dei borghesi che, in maniera senza dubbio piuttosto confusa o superficiale che dir si voglia, dimostrano la loro volontà di ritrovare dei valori -cardine attorno a cui costruire le loro giovani vite: c’è chi li rintraccia nel marxismo, chi nelle opere dei profeti del ’68, Marcuse a sinistra, Evola a destra, presi a modello per la loro critica serrata alla società moderna. Non è, comunque, né esauriente, né corretto ridurre alla dicotomica coalizione destra – sinistra la paternità del movimento di contestazione. Il key concept della critica alla società opulenta di matrice borghese ha radici ben più profonde, rintracciabili, ad esempio, anche nelle opere di intellettuali di difficile collocazione “politica”.

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Informazioni tesi

  Autore: Gaetano De Lisa
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: scienze della comunicazione e delle relazioni istituzionali
  Relatore: Francesco Perfetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

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Parole chiave

strategia della tensione
anni di piombo
neofascismo
ordine nuovo
golpe
avanguardia nazionale
delle chiaie
rauti
destra radicale
terza posizione
destra estrema
n.a.r.

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