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Psicologia della comunicazione: rilevazioni quantitative di processi emotivi, attentivi, percettivi.

Organizzazione percettiva e Gestalt

Alcuni psicologi tra cui Wertheimer, Koffka e Kohler, hanno individuato una serie di principi sui quali si fonda la percezione visiva. Essi sono i fondatori della scuola psicologica della Gestalt, termine che in tedesco significa “forma”. Ciò che vediamo è spesso composto da un certo numero di elementi che noi percepiamo come un’articolazione di oggetti distinti gli uni dagli altri e rilevanti rispetto allo sfondo.

Il costituirsi dell’oggetto fenomenico avviene a seguito di una sorta di “decisione” organizzativa presa dal sistema percettivo e risponde ad alcuni principi secondo i quali determinate zone del campo visivo sono riconosciute come figure mentre altre no. Edgar Rubin ha identificato come principale condizione necessaria all’articolazione figura-sfondo la grandezza relativa delle parti: a parità di altre condizioni a emergere come figura sarà l’area più piccola.

Un’altra condizione che influisce è la convessità o concavità dei margini. Tende infatti ad essere riconosciuta come figura l’area i cui margini sono convessi piuttosto che l’area delimitata ma margini concavi. Anche l’orientamento spaziale è importante: rileviamo più facilmente le zone del campo i cui assi coincidono con le direzioni orizzontali e verticali dello spazio. Quando nessuna di queste dimensioni favorisce una zona piuttosto di un’altra, ci troviamo di fronte alle cosiddette figure reversibili. In questi casi è l’impostazione soggettiva dell’osservatore, dove cioè dirige la sua attenzione, a dare rilevanza a una parte del campo visivo piuttosto che a un’altra.

Questa loro caratteristica rende le figure ambigue un buon materiale di studio, in quanto mostra bene come la percezione sia un processo attivo. E’ evidente come l’inversione figurale sia attuata dal soggetto che osserva, mentre l’oggetto osservato non subisce fisicamente alcuna mutazione. A studiare le condizioni che favoriscono invece il raggruppamento e l’unificazione degli elementi in una totalità coerente è stato soprattutto Max Wertheimer.

I principali fattori da lui individuati sono: la vicinanza, la somiglianza, la continuità di direzione, la chiusura, l’esperienza passata, la pregnanza. Di questi, la pregnanza (o anche legge della buona forma) riassume un po’ gli altri principi ed è un concetto chiave della teoria della percezione della Gestalt. Koffka la definisce in questi termini: “Delle diverse organizzazioni geometricamente possibili, si realizzerà effettivamente quelle che ha la forma migliore, più semplice e più stabile”.

La segmentazione del campo percettivo operata dal soggetto percepiente è cioè guidata da principi di armonia, simmetria, semplicità e dal tentativo di ricondurre sempre l’insieme delle parti ad un qualcosa di unitario, di trovarvi coerenza strutturale. Per assicurare la stabilità dello stimolo distale ad esempio il nostro sistema percettivo mette in atto un meccanismo che mantiene immutate le proprietà dell’oggetto osservato al variare delle condizioni di osservazione.

Sono le cosiddette costanze percettive la ragione per cui avvicinandoci o allontanandoci da un oggetto riusciamo a percepirlo sempre come delle medesime dimensioni nonostante a livello dell’immagine retinica esse varino. La stessa cosa accade per quanto riguarda la forma degli oggetti (un cerchio, anche se inclinato, sappiamo rimanere un cerchio nonostante l’immagine proiettata sulla retina sia quella di un’ellisse), la loro posizione (quando ci muoviamo si muove anche l’immagine che percepiamo ma il mondo attorno a noi ci appare comunque fermo), la loro luminosità (le condizioni di illuminazione possono variare ma è la percentuale di luce riflessa, non la quantità, a darci l’idea del chiaro e dello scuro) e il colore (la superficie di oggetto non è solitamente illuminata in modo uniforme, con una conseguente variazione della tonalità dei diversi punti, ma la vediamo lo stesso come omogenea).

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Psicologia della comunicazione: rilevazioni quantitative di processi emotivi, attentivi, percettivi.

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Informazioni tesi

  Autore: Valeria Querini
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Marco Alessandro Villamira
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 116

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Parole chiave

psicologia
percezione
gestalt
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neurofisiologia
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emozione
ontologie
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movimenti oculari
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immagini reversibili

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