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Le politiche di coesione e inclusione sociale dell'Unione Europea: l'obiettivo della parità di genere

Problematiche nell’attuazione del PNRR

Le criticità relative all’attuazione delle misure previste dal PNRR riguardano le difficoltà riscontrate da molti Comuni nel predisporre un piano di attuazione nella fase precedente l’invio della richiesta di risorse e secondariamente nel gestire le strutture nella fase successiva l’apertura. Le difficoltà presenti nella seconda fase di attuazione (successiva all’approvazione della domanda presentata) riguardano essenzialmente la mancanza di risorse economiche da impiegare nelle strutture per il loro mantenimento e la mancanza di risorse umane da inserire nell’organico.
La criticità maggiore, che in molti casi blocca la predisposizione della richiesta dei Fondi da parte dei comuni, riguarda i costi di gestione degli asili nido nella fase successiva l’apertura. I due fenomeni analizzati nei paragrafi precedenti (tasso di mancata partecipazione al mercato del lavoro e carenza di strutture per la prima infanzia) sono strettamente correlati. Per tale motivo, la scarsa partecipazione al mercato del lavoro da parte delle donne comporterebbe un’incertezza nel numero di bambini iscritti negli asili nido. Oltre al grado di incertezza derivante dalle rette che devono pagare i genitori, i Fondi messi a disposizione dallo Stato per il mantenimento degli asili nido non sono sufficienti a coprire tutti i costi di gestione necessari per il corretto funzionamento delle strutture.
Il problema riguarda tutti i Comuni con scarse risorse, spesso rientranti tra coloro che hanno il più basso numero di servizi per la prima infanzia.
Pertanto, alcuni Comuni, soprattutto quelli con meno esperienza relativa ad asili nido e con bilanci più fragili, effettuano molte riflessioni prima di impegnarsi su investimenti in infrastrutture, proprio perché consapevoli dell’entità e dei costi di gestione del servizio che andranno a gravare sul bilancio comunale nei prossimi anni.

La scadenza originaria per le candidature da parte degli Enti locali era fissata al 28 febbraio 2022 ma mentre per scuole, mense, palestre e scuole dell’infanzia l’adesione è stata massiccia, con richieste di finanziamento di gran lunga superiori ai Fondi disponibili, per gli asili nido tutte le regioni hanno presentato richieste al di sotto del budget stanziato, con l’unica eccezione dell’Emilia-Romagna. Per far fronte a tale problematica, il Ministero dell'Istruzione ha provveduto a concedere una proroga della scadenza del bando di un mese (solo per i comuni delle Regioni del Mezzogiorno sono stati riaperti i termini fino al 31 maggio 2022) e a intraprendere una campagna informativa per gli enti locali con diversi webinar e chiarimenti online su alcune questioni. Gli ultimi chiarimenti pubblicati sul sito del Ministero dell’Istruzione contengono rassicurazioni in merito alle competenze da possedere per partecipare al bando: “è possibile partecipare a tutti gli avvisi del Pnrr senza possedere un livello minimo di progettazione”, “sono previste figure di assistenza e supporto al Responsabile unico del procedimento, specificamente dedicate alle attività e ai progetti oggetto di finanziamento con risorse Pnrr”. Ulteriori precisazioni sono state effettuate in merito alla possibilità di rimodulare il quadro economico, fermo restando l'importo complessivo del progetto candidato, e nei casi di riconversione, è sufficiente che l'edificio sia di proprietà pubblica. Grazie alla proroga è stata raggiunta una richiesta di Fondi pari a due miliardi di euro, sempre al di sotto dell’importo stanziato dal PNRR.
Un’altra importante difficoltà, per la quale molti Comuni non hanno presentato domanda entro la prima scadenza, è data dall’inesperienza nell’elaborare un piano per la progettazione degli asili nido.
Nonostante il percorso di formazione e sostegno ai Comuni, intrapreso dal Ministero dell’Economia e Finanze (MEF), la carenza di competenza ha comportato l’impiego delle poche risorse umane presenti, nella progettazione relativa alle mense scolastiche, alle palestre o all’ampliamento delle scuole dell’infanzia. Spesso, si tratta di Comuni di piccole e medio-piccole dimensioni, enti locali in aree interne e nel Mezzogiorno: i ritardi sono causati dalla difficoltà di tali Enti, con poca esperienza nella redazione di progetti, a investire tempo e risorse sul tema asili nido, trovandosi a dover rispondere in contemporanea a bandi diversi, su settori differenti.

Tutte le iniziative introdotte rischiano di non essere sufficienti se prima non si affrontano le criticità alla base delle scarse proposte presentate.
Aumentare il numero e la capienza complessiva degli asili nido rappresenta un’importante iniziativa in termini di crescita del livello di occupazione femminile. Al fine di ottenere il risultato stimato, è necessario, però prevedere risorse sufficienti in ordinaria amministrazione atte a garantire una costante copertura finanziaria ai nuovi posti aggiuntivi che il PNRR si propone di introdurre.
Solo in tal modo sarà possibile offrire un servizio continuativo e di reale supporto alle donne che desiderano intraprendere una carriera lavorativa.
Senza tale essenziale supporto, tutte le misure introdotte dal PNRR per favorire l’occupazione femminile e l’imprenditorialità rischiano di essere trascurate per effetto dell’elevato grado di incertezza delle donne di poter partecipare in maniera attiva al mercato del lavoro.

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Le politiche di coesione e inclusione sociale dell'Unione Europea: l'obiettivo della parità di genere

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Informazioni tesi

  Autore: Alessia Agata Calvagno
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2021-22
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Economia
  Corso: Direzione Aziendale
  Relatore: Tiziana Maria Stella Cuccia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

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Parole chiave

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parità di genere
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