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Effetto dei Processi Industriali sul Contenuto in Capsaicinoidi di Peperoncini coltivati in Emilia Romagna

Proprietà nutrizionali e vari usi del peperoncino

La caratteristica principale del peperoncino, ovvero la parte piccante, come detto è dovuta alla presenza di capsaicina, che favorisce la digestione, oltre a conferire l’aroma bruciante.
Il peperoncino contiene una notevole quantità di vitamine, maggiore nelle varietà a frutto non piccante; la vitamina C (fino a 340 mg/100 gr) è maggiore rispetto a qualsiasi altro frutto, e proprio dal peperoncino il biochimico ungherese Albert Szent-Györgyil, estrasse grandi quantitativi per i suoi studi sull’ossidazione biologica e l’attività antiscorbutica; si è anche dimostrato utile nella cura di malattie da raffreddamento (raffreddore, sinusite, bronchite); altre vitamine presenti sono A, B, D, PP, B2, E (che aumenta l'ossigenazione del sangue e favorisce la fecondità), K (antiemorragica); contiene anche carotenoidi e sali minerali.
Probabilmente l’uso primitivo del peperoncino è stato come rimedio medicinale presso Atzechi, Maya ed Inca, considerato un dono divino, e perciò usato nelle cerimonie religiose per proteggersi dai demoni e dalle malattie, per smaltire i postumi dell’alcool e come afrodisiaco. In tutte le regioni del mondo e in ogni tempo sono esistiti rimedi a base di peperoncino: nella Farmacopea Italiana di Orosi si riporta, ad esempio, l’uso anglosassone di Capsici baccae in pillole o tintura per atonia dello stomaco, angina, scarlattina maligna e gargarismi. Studi farmacologici hanno permesso di conoscere i principi attivi e i meccanismi di azione: nel frutto è presente una miscela di capsaicinoidi, amidi vanilliche a catena ramificata, fra i quali la capsaicina costituisce il 50% ed è il principale responsabile dell’attività farmacologica; sono presenti anche flavonoidi, resine, oli essenziali, carotenoidi, cellulosa, calcio e ferro. Il peperoncino ha azione revulsiva, vasodilatatrice, antinfiammatoria e antidolorifica; esistono preparati farmaceutici a base di capasaicina come balsami, stick, cerotti usati in caso di reumatismi, lombalgie, nevralgie, contrazioni muscolari, herpes. Per uso interno il peperoncino è carminativo, stimolante, digestivo, antiossidante ed aumenta la salivazione. Il peperoncino è tuttora oggetto di ricerca scientifica: in particolare si studia la capacità di bloccare la sostanza prodotta sui recettori del dolore; capire le modalità di attivazione delle sensazioni dolorifiche diverse da quelle bloccate da aspirina e fans, è la premessa per individuare nuovi farmaci per lenire quei tipi di dolore (neuropatico, oncologico, emicrania) che non possono essere trattati dagli attuali analgesici. Un altro aspetto dell’utilizzo del peperoncino riguarda la cosmesi: suoi derivati possono essere presenti in creme, collutori, lozioni per capelli, olii per massaggi e, come coloranti, nei rossetti.
Riguardo ad altre utilizzazioni, per autodifesa esiste lo spray antiaggressione a base di capsaicina e, ultima curiosità, è stata sperimentata l’irrorazione di cavi elettrici con derivati del peperoncino per evitare il morso dei ratti.

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Effetto dei Processi Industriali sul Contenuto in Capsaicinoidi di Peperoncini coltivati in Emilia Romagna

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Informazioni tesi

  Autore: Massimiliano Liuti
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Parma
  Corso: Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
  Relatore: Antonella Cavazza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 38

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