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La comunicazione alla Raccolta Manzù

Qual è il significato che Manzù voleva comunicare con quest’opera?

Su 60 visitatori, sono state ricordate 33 opere per 412 volte, come analizzato nella parte precedente, ma cosa hanno capito di quello che hanno visitato e ricordano?

- 62 volte non hanno saputo fornire risposta e 60 hanno fornito solo una descrizione dell’opera. Per 122 volte su 412, il museo e/o la visita, non hanno comunicato, non hanno prodotto conoscenza.

- 189 volte hanno interpretato in modo generico e 101 volte in modo specifico. Quindi 290 volte su 412 il museo e/o la visita hanno comunicato.

Questo nel totale. Vediamo ora le differenze tra i due gruppi. Confrontare però i due gruppi non può essere fatto direttamente sulla base dei numeri riportati. Se si facesse così si otterrebbe un effetto in cui le eventuali differenze nella comprensione dei significati si sommerebbero alle differenze dovute al diverso quoziente di ricordo.

In altri termini, se il gruppo dei visitatori con guida ricorda una certa opera molto di più del gruppo dei visitatori senza, è chiaro che qualunque sia la risposta che i due gruppi danno alla domanda sul significato i numeri del secondo gruppo saranno molto più bassi.

Siccome questo è il caso in questione dato che i vCg hanno ricordato più volte (244) rispetto a quelli senza guida (168), bisogna utilizzare una tecnica statistica che permetta di sterilizzare la differenza dovuta al ricordo e ricavare solo quella dovuta alla risposta sul significato.

Questo si fa attraverso il calcolo del “chi quadro”, un test statistico atto a verificare se i valori di frequenza ottenuti tramite rilevazione, sono diversi in maniera significativa dalle frequenze ottenute con la distribuzione teorica e che in questo caso sarebbero quelle che riflettono la diversità del ricordo.

Applicando il test possiamo dire se la differenza nella risposta è significativa o meno. L’analisi di questa tabella dimostra che la visita animata oltre a cambiare la priorità di ricordo, cambia anche la cognizione, cioè la conoscenza delle opere visitate, ma in maniera molto peculiare. Risulta, infatti, che la differenza nella risposta “non so”, nonostante apparentemente elevata, non sia significativa, e cioè i due gruppi non differiscono nel risultato peggiore che è quello di non saper dare alcuna interpretazione delle opere.

Altrettanto non significativa è la differenza nella risposta di interpretazione generica. Sostanzialmente, cioè, sia coloro che hanno ricevuto la visita guidata che coloro che non l’hanno ricevuta rispondono con un interpretazione generica nella stessa proporzione di casi (Nardi E., 2004).

Questo brano è tratto dalla tesi:

La comunicazione alla Raccolta Manzù

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Informazioni tesi

  Autore: Agostina Pesce
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi della Tuscia
  Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Francesco Antinucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 78

FAQ

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Parole chiave

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giacomo manzu'
significato opere d'arte
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indagine pubblico musei
non comunicazione
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