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Reti Globali e conoscenza. Il rapporto allergico tra democrazia e comunicazione

Ripensare la comunicazione

La situazione di precarietà comunicativa prima largamente ignorata e messa in evidenza dall’emergenza del Covid-19 ha dato vita a un ritrovato senso critico e un “bisogno di sapere veramente”: la domanda di informazione, che prima cercava il mero intrattenimento, non si accontenta più di notizie incoerenti e di dubbia provenienza, ma si concentra su fattori quali la certificazione e l’opportuna mediazione delle notizie che riceve e che usa per dare senso alla difficile situazione in cui si trova. E se l’offerta è determinata dalla domanda, ecco che le piattaforme iniziano a promuovere una comunicazione più ordinata, che privilegia informazioni verificate e provenienti da fonti autorevoli: si pensi al reindirizzamento delle ricerche degli utenti a informazioni provenienti dal Ministero della Salute e alle pubblicità che incentivavano un’informazione controllata.
«La crisi ci ha messo di fronte al fatto che se i dati e i messaggi propagandati dalla comunicazione sono disordinati, incoerenti e sempre gridati, i pubblici sono spinti nelle sabbie mobili di una realtà non ricomponibile e dunque incomprensibile»: l’assuefazione mentale causata dalla nuove tecnologie cede il posto alla consapevolezza dell’importanza dell’informazione mediata.
Risulta chiaro a questo punto che l’orizzonte comunicativo delle reti globali ha bisogno di una formazione che lo preceda; le comunicazioni “peer-to-peer” sono certamente un fattore positivo in termini di partecipazione sociale, ma esse hanno bisogno di essere accompagnate da una solida e certificata informazione verticale: solo in questo modo è possibile la formazione di un senso critico che funga da scudo contro i danni della disinformazione.
Imparando a gestire la “comunicazione in rete” entro un orizzonte di valori comunitari condivisi, essa potrà diventare un’arma per la diffusione di una conoscenza avente basi fondate, che sia funzionale a una società democraticamente sana: non bisogna infatti trascurare che se oggi internet è un luogo di disinformazione, odio e estremismi la responsabilità appartiene ai cittadini che lo utilizzano. In questa prospettiva Giovanni Boccia Artieri considera i social media come «strutture pubbliche possedute e moderate dalle comunità che la abitano»: senza un’adeguata educazione riguardo il linguaggio e i contenuti migliori da utilizzare e pubblicare in rete le ripercussioni sulla realtà sociale non potranno che essere negative e controproducenti per la cittadinanza, posta sempre più sotto un controllo pervasivo e invisibile che passa, appunto, attraverso le reti stesse.
I mezzi di comunicazione di massa e le nuove tecnologie dei social network non sono hanno permesso lo scambio di informazioni, ma sono entrate in maniera preponderante nella società, rendendo chiara l’esistenza di uno spazio pubblico che oltrepassa i confini fisici e che esiste all’interno delle reti di interconnessione globale.
Ed è proprio da questo spazio che è possibile e doveroso ripartire per ripensare le modalità di “stare insieme” nel mondo dei social, ampliando gli orizzonti di senso collettivi e costruendo un linguaggio consono e valevole per dare forma a una cittadinanza digitale democratica: lasciando da parte la dimensione “giocosa” che i social mettono a nostra disposizione, prendendo atto della continuità che essi possiedono in relazione al “mondo reale” e agendo tramite le istituzioni già consolidate al fine di educare i cittadini alla comunicazione, sarà sicuramente possibile disattivare i meccanismi di controllo messi in atto dal potere, in vista della creazione di una società digitale e democraticamente sana.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Reti Globali e conoscenza. Il rapporto allergico tra democrazia e comunicazione

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Informazioni tesi

  Autore: Ramona Garabello
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2020-21
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze per l'investigazione e la sicurezza
  Corso: Sociologia
  Relatore: Raffaele Federici
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

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