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Tabagismo: opzioni di intervento e ruolo dell'infermiere

Tabagismo

Oggi il tabagismo è incluso tra gli stili di vita modificabili, sebbene sia dimostrato che l’effetto motivazionale e gratificante e l’azione sull’apprendimento siano dovuti alla dipendenza da nicotina che, al pari delle altre droghe, è capace di aumentare la liberazione di Dopamina nella shell (che è la parte mediale e ventrale del nucleo accumbens del cervello, sede di ogni tipo di dipendenza). A livello cerebrale, la nicotina attiva i recettori acetilcolinergici nicotinici nACHRs sui corpi cellulari dopaminici dell’area ventro-tegmentale e terminale dopaminici del Nucleo Accumbens e stimola la produzione di dopamina a livello della corteccia frontale. In questo modo provoca una sensazione di benessere e di piacere. Tutto ciò spinge il fumatore a ripetere l’esperienza (rinforzo dello stimolo) e cioè ad accendere la sigaretta. Ecco perché per molti fumatori è difficile smettere di fumare.

Il fumo di sigaretta non rappresenta un vizio, come tutti pensano, ma è un esempio di tossicodipendenza. Il tabagismo è una malattia e lo afferma anche il WHO nell’ICD 10 (International Classification Disease) che include la dipendenza da tabacco nella lista dei disturbi legati all’uso di sostanze farmacologiche. Una malattia che come tale dev’essere trattata. Per l’ICD 10 la dipendenza da tabacco sussiste quando si osservano almeno 3 dei 6 seguenti sintomi:

• Desiderio o compulsione verso il tabacco
• Difficoltà nel controllare l’uso di tabacco in termini d’inizio, cessazione, modalità d’utilizzo;
• Sindrome di astinenza quando s’interrompe l’uso del tabacco, caratterizzata da desiderio incontrollabile (craving) di fumare, irritabilità, sintomi depressivi, difficoltà a concentrarsi, senso di frustrazione, spossatezza, insonnia, mal di testa, aumento del ritmo cardiaco
• Tolleranza
• Progressivo disinteresse verso altre forme di soddisfacimento di bisogni e aumento del tempo dedicato al fumare
• Uso persistente del tabacco nonostante l’evidenza degli effetti negativi sulla salute.


Gli elementi che tengono legato il fumatore alle sigarette sono sostanzialmente quattro:

1. il senso di bisogno, che crea dipendenza psicologica;
2. la difficoltà di controllare lo stress e l'ansia;
3. l'abitudine, non rendersi conto di aver acceso una sigaretta;
4. il piacere, anche quello gestuale.

Il processo che dall’uso porta alla dipendenza è, per il tabacco, abbastanza rapido. La carenza di nicotina porta infatti ad una vera e propria sindrome di astinenza caratterizzata dai seguenti sintomi:
• insonnia, deficit di concentrazione, difficoltà a svolgere le attività quotidiane
• desiderio irresistibile di accendere una sigaretta
• frustrazione, depressione
• rabbia
• irrequietezza, impazienza, rabbia
• aumento dell’appetito e conseguente incremento ponderale e stipsi.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Tabagismo: opzioni di intervento e ruolo dell'infermiere

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Informazioni tesi

  Autore: Mattia Monarda
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Maria Carla Bachelet
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

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