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Turismo culturale e crescita economica: un’analisi sui rendimenti e i livelli di attivazione dei beni culturali in Sicilia

Un analisi temporale del recente flusso turistico in Sicilia

La Sicilia è una regione con una grande capacità attrattiva per quanto riguarda il turismo culturale, non solo per i siciliani stessi ma anche per gli italiani non residenti in Sicilia e per gli stranieri. L’isola non è meta last minute e le esperienze di viaggio vengono normalmente preparate con attenzione e spesso reiterate anche per via dei legami affettivi che si creano o che sono preesistenti. Nel 2013 la fase recessiva dell’economia italiana ha cominciato, e sembra stia continuando a rallentare interessando anche la Sicilia. Relativamente al settore turistico, come composizione, i flussi sono rimasti sostanzialmente stabili nell’isola, con una lieve riduzione dei pernottamenti dei turisti italiani e con un aumento delle presenze degli stranieri negli anni della crisi. Infatti, in base ai dati provvisori dell’Osservatorio turistico della Regione Siciliana, la componente nazionale ha registrato una diminuzione del 6% degli arrivi e del 9,7% nel numero dei pernottamenti, mentre per i flussi stranieri, un aumento del 10,9% per gli arrivi e del 14,2% per le presenze. Le presenze nelle strutture alberghiere sono leggermente diminuite dello 0,4% e in quelle complementari (bed and breakfast) si è avuto un incremento dell’1,2% in rallentamento al 2012 che ha fatto registrare un 4,6%. Gli andamenti migliori sono stati rilevati nelle province di Siracusa e soprattutto Trapani, dove le presenze sono aumentate del 10,1% grazie all’incremento dei flussi provenienti dall’estero che sono stati rilevati superiori al 40% per l’aumento dei voli internazionali. Il turismo siciliano anche se pesa tra il 3 ed il 5% sul totale Italia, ha ancora una buona capacità di crescere attraendo il segmento low cost che mostra ovunque trend positivi ed è la risposta del turismo alla crisi economica. Il low cost, infatti, che ha una capacità inclusiva che può moltiplicare i flussi di visite, è stato fondamentale per lo sviluppo di alcune aree turistiche caratterizzate da un turismo più maturo, come appunto quelle del trapanese (grazie all’influenza dell’aeroporto di Birgi). Il caso di Trapani, dovrebbe essere preso come punto di riferimento per altre aree siciliane per richiamare turisti non legati all’esperienza balneare. La Sicilia, come già detto, raccoglie circa il 5% dell'intero flusso turistico sul territorio nazionale, collocandosi come la prima regione meridionale per peso turistico straniero, che sul totale degli arrivi corrisponde al 37,3% e relativamente alle presenze è pari al 39,1%.

Bisogna tenere presente, comunque, che gli arrivi e le presenze indicate dai dati ufficiali sono sempre sottostimate perché alcuni arrivi non sono rilevabili e pertanto bisognerebbe utilizzare fattori correttivi quali indagini campionarie o dati rilevati dalla Banca d’Italia, ufficio cambi, sulle presenze straniere. Per avere un quadro di riferimento più ampio e particolareggiato del fenomeno turistico regionale, qui di seguito si riporta una tabella che mostra la distribuzione provinciale delle affluenze dei turisti – visitatori in Sicilia negli anni 2012 e 2013.

Dal raffronto dei dati riguardanti questo periodo, anche se breve, si può trarre l’informazione che le provincie siciliane mostrano un comportamento diversificato rispetto all’andamento del fenomeno, con un’evidente crescita delle presenze e degli arrivi soprattutto nelle provincie di Siracusa, Caltanissetta e appunto Trapani. Una grave flessione è da sottolineare nella provincia di Ragusa e di Enna. Complessivamente quindi, come mostrano le variazioni percentuali totali tra il 2012 ed il 2013 sia delle presenze (+,157%) che degli arrivi (+2,30%), il turismo in Sicilia sembra avere un ritmo crescente. Nel 2014, infatti, il numero di visitatori sia in termini di presenze che di arrivi è stato pari rispettivamente a 14.864.504, con un tasso di crescita del 6,1% rispetto al 2013 e 4.577.302 di arrivi con un tasso di crescita del’8,8% rispetto all’anno precedente. Come si può notare dalla seguente tabella che descrive i flussi turistici in Sicilia nel 2014, i visitatori italiani, sembrano essere sempre più affascinati dalle bellezze paesaggistiche culturali ed artistiche della nostra isola così come i viaggiatori stranieri.

Per quanto riguarda gli italiani si è registrato fra i due anni un aumento di presenze pari all’11,6%, mentre, per quanto riguarda gli stranieri, c’è stato un tasso di crescita delle presenze pari a 0,6% e di6,1% di arrivi per un totale complessivo di 2.023.799. Si può notare, inoltre, che i flussi turistici sembrano concentrarsi maggiormente nei mesi di Aprile (+15,2%), Agosto (+11,4%) e Settembre (+8,8%). Di contro i mesi di Novembre (11%), Marzo (-9%) e Febbraio (-4%), sono quelli nei quali si registra un calo delle affluenze. In generale per la Sicilia il 2014 è stato un anno abbastanza positivo se ci si concentra sulle presenze turistiche sia nazionali ma soprattutto straniere. Il turismo internazionale, infatti, in crescita nella nostra isola, potrebbe essere un pilastro fondamentale per lo sviluppo economico della regione se le politiche di sviluppo, insieme all’azione dei distretti, saranno attuate in maniera sinergica in modo da dare una visione d’insieme del luogo scelto per la vacanza.

Bisogna ricordare, tenendo presente l’indagine fatta della Banca d’Italia sul turismo internazionale che, anche se le somme spese dai turisti stranieri nel 2013 risultano inferiori all’8% del picco registrato nel 2007, la spesa complessiva effettuata dai turisti stranieri è aumentata per il terzo anno consecutivo del 5,5% ed è cresciuto anche l’andamento delle spese per vacanza. Inoltre, le presenze dei turisti internazionali sembrano abbiano un andamento lineare per sette mesi l’anno con incidenze importanti nelle mezze stagioni. Per concludere, si nota dai dati della tabella appena indicata, che anche i mesi di Gennaio e Dicembre hanno prodotto risultati positivi con un +4,6% e +1,5%. Da questo si può evincere che la destagionalizzazione comincia a dare i suoi frutti, mettendo in evidenza come i bisogni che il turista cerca di soddisfare possono essere appagati in tutti i periodi dell’anno. Per questo bisogna puntare proprio sulla destagionalizzazione cercando di sviluppare il turismo culturale attraverso la valorizzazione del nostro patrimonio storico ed artistico.

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Turismo culturale e crescita economica: un’analisi sui rendimenti e i livelli di attivazione dei beni culturali in Sicilia

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Informazioni tesi

  Autore: Ugo Lombardo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni Internazionali per la cooperazione e lo sviluppo (LM-52)
  Relatore: Pier Francesco Asso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

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