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Il bilancio partecipativo nel comune di Modena: nascita, evoluzione e stato d'arte

Un esempio di progetto partecipato: Effetto Modena

Nel 2010 la situazione a Modena sembra peggiorata. Sul fronte occupazionale presenta un saldo tra contratti di lavoro avviati e cessati negativo, sebbene il valore assoluto si sia ridimensionato. L’area della disoccupazione in tutta la provincia ha riguardato nel 2010 circa 21mila persone, situazione che ha colpito principalmente i giovani e gli ultra 45enni. Questo scenario non sembrava voler cambiare, infatti si prospettava per il 2011 l’esaurirsi per molte imprese di poter sfruttare gli ammortizzatori sociali che spingerà verso forme di lavoro temporaneo e flessibile. Il tasso di disoccupazione nel 2010 era salito al 6.8 % in aumento di 1,6 punti rispetto al 2009, e più che raddoppiato dal 2008. Con questi dati e le pessime prospettive sul futuro si sentiva la necessità di agire. Nasce un nuovo percorso partecipato “Effetto Modena” promosso dal Gabinetto del sindaco, “questo è il nome del progetto ‘stati generali della città di Modena’ che vuole contribuire per definire gli scenari dei prossimi 10 anni”. Mira a creare le premesse per l’affermarsi della città, delle innovazioni e delle opportunità, cercando soluzioni nuovi e più flessibili. Tuttavia non si voleva partire da zero bensì si voleva sfruttare le economie di apprendimento quindi aggiornando gli elementi che già erano emersi negli anni precedenti. La regione Emilia, nell'ambito del programma di decentramento amministrativo attuativo della riforma Bassanini, ha emanato la legge regionale del 27 luglio 1998 n.25 “norme in materia di politiche regionali del lavoro e di servizi per l impiego” in attuazione del d.lgs 469/97. Con questa riforma si demandava alle regioni l'organizzazione amministrativa delle politiche attive per il lavoro e del collocamento, prevedendo e definendo le modalità per svolgere attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro a idonee strutture organizzative. La regione si impegnava a promuovere e coordinare le iniziative per favorire i processi di crescita. Si riprende il lavoro portato avanti dalla Commissione Speciale sulla Crisi e i periodici aggiornamenti della Fondazione del Monte e la Fondazione Biagi. Partendo da tutti questi elementi ed i documenti connessi si cercano le proposte per ripartire. Nel luglio 2010 durante, un incontro con trentatré rappresentanti del mondo economico modenese, il Sindaco Pighi afferma che il rilancio dell’occupazione e la sostenibilità del welfare sarebbero stati i principali temi del percorso degli stati generali. A distanzi di un anno nel giugno del 2011 in un nuovo intervento durante il convegno “Effetto Modena, pensieri sulla città che cambia” riafferma la necessità di creare una task force che lavori sulle pratiche derivanti dall’ambito internazionale riadattandole al contesto, e che riesca a monitore continuamente domanda e offerta creando nuove soluzioni. La metodologia utilizzata in una prima fase è quello dello Startup Café riservato agli under 30 per affrontare i temi dell’imprenditoria giovanile, ponendo l’attenzione al settore tecnologico, innovazione sociale e alla creatività cercando quindi delle soluzioni per uscire dalla crisi. La senatrice Pd Mariangela Bastico afferma che “gli stati generali devono essere un atto di umiltà e ascolto, perché la coralità nella ricerca di soluzioni fa parte della nostra cultura. In questa crisi non possiamo permetterci di aumentare la pressione fiscale, dobbiamo individuare le priorità. Tra i temi su cui bisogna interrogarsi ci sono l’investimento sui saperi, il rilancio del turismo locale”. Si chiamano stati generali, hanno fatto capolino con maximanifesti in giro per la città sul tema del welfare, poi doveva toccare all’economia, ma in realtà nulla di fatto. Al punto che qualcuno inizia a parlarne come di una sorta di fantasma. Eppure durante gli incontri tutti ne parlano tutti li nominano, ma cosa siano veramente non è dato saperlo. Non si sa quando sono nati, non si sa da chi sono formati, neppure il noto motore di ricerca Google, trova una definizione per questo aspetto del progetto, eppure ancora oggi se ne parla. [...]

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Il bilancio partecipativo nel comune di Modena: nascita, evoluzione e stato d'arte

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Informazioni tesi

  Autore: Alida Atella Maiolo
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Economia
  Corso: ECONOMIA E LEGISLAZIONE DELLE IMPRESE
  Relatore: Luca  Bartocci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 58

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