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Economia Comportamentale. Law Behavioural e Nudging per stimolare i Comportamenti Sostenibili

Informazioni tesi

  Autore: Chiara Novellani
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Comunicazione ed economia
  Corso: General Management
  Relatore: Giuliano Lemme
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 159

A partire dagli anni '90, l'economia comportamentale è diventata sempre più importante e presente come disciplina economica, soprattutto grazie al contributo apportato dagli psicologi Kahneman e Tversky, autori del primo modello comportamentale, che miravano a standardizzare il meccanismo cognitivo, tipico del processo decisionale, in condizioni di incertezza. Infatti Daniel Kahneman, psicologo israeliano che ricevette il premio Nobel per l’economia nel 2002, con l’aiuto del collega Amos Tversky, pioniere della psicologia cognitiva, hanno rivoluzionato la maniera di intendere il comportamento umano. Le loro ricerche riguardanti l’economia comportamentale hanno rivelato l’irrazionalità del giudizio umano nel comportamento economico ed hanno dato origine alla nascita di una serie di ricerche sui processi decisionali umani. Lo psicologo ha proposto una nuova concettualizzazione della mente umana suddividendola in due sistemi operativi: il sistema uno, che opera in fretta, con poco o in assenza di sforzo, automaticamente, in maniera adattiva, che genera impressioni, intuizioni, sensazioni, essenziali per le convinzioni e le decisioni alla base del sistema due, che rappresenta le attività mentali più impegnative, che richiedono sforzo cognitivo e un’attenzione maggiore, ed elabora i pensieri in serie ordinata. Quando ragioniamo utilizzando degli stereotipi, come accade se andiamo in bicicletta o ci attiviamo quando sentiamo un suono improvviso, stiamo usando il sistema uno, mentre quando controlliamo il comportamento all’interno di un contesto sociale, ad esempio quando facciamo dei calcoli matematici, usiamo le capacità più impegnative appartenenti al sistema due.
L’essere umano è da sempre considerato come un essere razionale in grado di prendere decisioni valutando in modo oggettivo tutte le alternative, per poi scegliere in modo infallibile la migliore nel suo interesse. Thaler negli anni Settanta muove una critica alla Teoria Economica Classica, che dipinge un mondo in cui domanda e offerta si incontrano nel punto di equilibrio perfetto e dove l’homo oeconomicus, a partire dalle informazioni che ha a disposizione e dalle sue capacità personali, cerca sempre di ottenere il massimo vantaggio per sé stesso, minimizzando i costi. L’assunzione alla base della teoria dominante dei mercati finanziari si è sempre fondata tradizionalmente sul paradigma teorico dell’economia classica che prevedeva la «razionalità» dell’investitore e degli altri operatori economici nelle decisioni economiche e finanziarie. Per questo motivo, il modello teorico dell’Economia Classica, che ha ispirato e sostenuto l’ipotesi dei mercati efficienti, prevedendo che gli investitori selezionano, tra le alternative di investimento disponibili sul mercato, quelle che massimizzano la propria utilità, sulla base di preferenze stabili, coerenti ed obiettive ed all’esito di un meccanismo di scelta ispirato ai canoni della razionalità economica, nel quale prendono in esame tutte le informazioni disponibili sul mercato, entra in crisi . La teoria dei mercati efficienti è stata presa come modello di riferimento anche in relazione alle scelte in condizioni di incertezza: secondo la “Teoria dell’Utilità Attesa ”, elaborata da Von Neumann e Morgenstern, gli individui tendono a selezionare, tra le alternative disponibili sul mercato, quella con la più alta utilità attesa, ponderando le utilità derivanti da ciascuna alternativa con la probabilità che essa si verifichi effettivamente.

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  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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99 Daniel Kahneman - Pensieri Lenti e Veloci - Mondadori 100 https://lamenteemeravigliosa.it/sistemi-di-pensiero-di-kahneman/ 50 2.3 Kahneman e la Teoria dei due Sistemi della Mente Umana L'economista Daniel Kahneman vuole capire come vengono formulati i giudizi umani e quali processi portano le persone a prendere determinate decisioni invece di altre. Kahneman ed il suo collega Tversky hanno condotto una serie di esperimenti per capire cosa induce un individuo a fare una determinata scelta in un contesto di incertezza e con risorse limitate a disposizione dell'individuo. Attraverso la sua ricerca, ha dimostrato che il concetto neoclassico manca di coerenza e che lo standard razionale su cui si basa il concetto neoclassico è alla base della scelta e del comportamento umano. Il concetto di razionalità è solitamente definito come la spiegazione logica dell’aver adottato un determinato comportamento. Per Daniel, si manifesta in una fase successiva del processo decisionale, cioè quando la scelta è già stata fatta e deve essere giustificata, al contrario nella fase precedente, di elaborazione dei dati, e nella successiva fase decisionale, le persone sono influenzate dalle euristiche e dalle loro emozioni. Kahneman per dare sostanza alle sue affermazioni elabora la Teoria dei due Sistemi di pensiero 99 , nella quale sostiene che la mente umana funziona principalmente seguendo due modalità di pensiero. L’autore crede che i pensieri umani avvengano secondo una modalità intuitiva, che Kahneman definisce Sistema 1, e una modalità razionale rappresentata dal Sistema 2. Sistema 1 e Sistema 2 "Non esistono né nel cervello né altrove", ma rappresentano solo una metafora che può aiutare le persone a comprendere la vita mentale di tutti. Secondo quanto riporta l’economista nella sua Teoria, il Sistema 1 costituirà l’attività mentale intuitiva considerata primitiva, impulsiva, emozionale ed inconscia, in quanto non sa perché fa quello che fa. La decisione intuitiva riflette ciò che comunica l'impressione, è una decisione rapida, che viene presa velocemente ed in modo automatico, senza impiegare alcuno sforzo di cognizione mentale, infatti, nel venire presa viene sprecata pochissima energia, e per questo è definita una scelta ecologica ed economica 100 . Pertanto, questa decisione si basa solitamente sulla prima impressione di ciò che risulta essere la scelta migliore, ricavata attraverso l'uso di chiavi di associazione o reazioni emotive implicite, che consentono di saltare direttamente alla conclusione, ma che sono difficili da controllare. Quest’attività è tipica dei “pensieri veloci” e di quei giudizi che le persone esprimono impulsivamente, giudizi basati sulla minima quantità di dati e su analisi superficiali delle informazioni. I risultati delle ricerche mostrano che è il pensiero del Sistema 1 che tende ad utilizzare le cosiddette euristiche, cioè quelle scorciatoie cognitive, utilizzate dalle persone in determinate situazioni. Questi percorsi mentali sono

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Parole chiave

sostenibilità
teorie economiche
teoria della scelta
economia comportamentale
nudge
architettura delle scelte
richard thaler
spinta gentile
law behavioural
economia e psicologia

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