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Ricerche floristiche nel territorio di Sennori (Sardegna settentrionale – Italia)

La flora campionata e descritta in questo elaborato è stata raccolta nel periodo ottobre 2017 – marzo 2018, corrispondente alle stagioni autunnale e invernale. Sebbene le temperature non siano state particolarmente basse (a parte il mese di Febbraio 2018), permettendo la fioritura precoce o tardiva di alcune specie, tuttavia il particolare periodo di ricerche sul campo non ha offerto la possibilità di monitorare il territorio di Sennori durante tutto il periodo della fioritura, che ha il suo apice nel periodo primaverile ed estivo.
Nonostante l’area del territorio di Sennori abbia una modesta estensione superficiale, in gran parte occupata da terreni agricoli, oliveti e vigneti, la sua posizione al confine di aree con caratteri geologici, climatici e vegetazionali diversi, così come il suo paesaggio variegato, che presenta aree con particolari microclimi, ne fanno un’area di interesse per la ricerca scientifica in campo naturalistico e in particolare botanico. Si può concludere che, al pari della flora dell’area Sassarese, se fosse meglio indagata e studiata, la biodiversità floristica di quest’area potrebbe risultare di notevole interesse, anche dal punto di vista della conservazione della diversità: questa prima ricerca floristica nel territorio di Sennori conferma quanto già evidenziato da Marignani et al. (2014), che sottolineano come sia necessario intraprendere continui sforzi di monitoraggio floristico soprattutto nelle aree meno indagate, al fine di offrire continuamente nuovi dati a supporto della gestione e conservazione della biodiversità vegetale.

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3 1. INTRODUZIONE 1.1. Importanza degli studi floristici per la conservazione della biodiversità vegetale La pianificazione della conservazione ha acquisito sempre maggiore attenzione da parte della comunità scientifica. Essa rappresenta una via essenziale per assicurare la conservazione a lungo termine della biodiversità e il suo uso sostenibile da una generazione all’altra. A causa dell’attuale crisi di estinzione delle specie, vi è urgente necessità di identificare le aree più minacciate che presentano un elevato tasso endemico e di biodiversità. Esistono molti approcci sofisticati per identificare a scala globale le aree prioritarie per la conservazione. Gli “hotspots della biodiversità” vengono identificati tipicamente utilizzando i dati sulla ricchezza di specie endemiche, sulla biodiversità globale e sulla conservazione passata degli habitat. La raccolta e l'organizzazione di dati distributivi affidabili è la prima fase di qualsiasi azione di pianificazione della conservazione della biodiversità: pertanto il declino della ricerca sul campo ha implicazioni non solo nella sistematica e nella ricerca floristica, ma anche in campo conservazionistico (Prather et al., 2004). Molto spesso infatti i progetti di conservazione attirano la maggior parte degli investimenti e degli interessi, mentre la necessità di una continua esplorazione del territorio per migliorare e aggiornare le conoscenze floristiche viene spesso trascurata. Tuttavia la realizzazione di progetti di conservazione aiuta spesso a concentrarsi su quelle che sono le vere carenze, portando al corretto indirizzamento dei futuri investimenti di risorse umane e di denaro. Gli investimenti specifici per completare le conoscenze sulla distribuzione delle specie consentirebbero lo svolgimento di robusti programmi di conservazione per la protezione in situ della diversità. La precisione dei piani di conservazione dipende dalla qualità dei dati. E’ importante quindi concentrarsi sulla raccolta di nuovi dati e sul miglioramento della loro qualità. Quando questi sono sparsi e di scarsa qualità sono potenzialmente soggetti ad elevata incertezza e possono portare ad errori nella pianificazione (riducendone l’efficacia e l’efficienza), al cattivo uso delle limitate risorse disponibili e al fallimento delle pratiche di conservazione. Sebbene sia noto come le mappe floristiche, le flore e in generale gli strumenti per descrivere l’ambiente siano il fondamento essenziale per pianificare eventuali azioni di conservazione, in un periodo di crisi economica globale, la mancanza di investimenti pubblici per l’implementazione dei dati sulla distribuzione delle specie porta ad una linea di azione che prevede l’uso dei pochi dati disponibili anziché la prosecuzione della raccolta derivante da una nuova stagione di investimenti. Il ritardo delle azioni di conservazione può infatti essere pericoloso in tempi di rapidi cambiamenti globali.

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Piroddu
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Sassari
  Facoltà: Dipartimento di chimica e farmacia
  Corso: Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
  Relatore: Emmanuele Farris
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 24

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Parole chiave

scienze naturali
gis
biodiversità
sardegna
conservazione
flora
botanica
erbario
ricerca floristica
sistematica vegetale

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