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Central Bank Digital Currencies: un excursus sul ''Digital Euro''

Informazioni tesi

  Autore: Alex Ranieri
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2020-21
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e gestione aziendale - profilo: finanza
  Relatore: Maria Rosa Borroni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 43

Una sinergia sempre più considerevole è quella esistente tra economia e tecnologia. Il progresso informatico e la digitalizzazione stanno contribuendo allo sviluppo di un mondo sempre più smart, portando cambiamenti in ogni aspetto della vita quotidiana delle persone.
Dal 2008, quando una persona, chiamata con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto introdusse un sistema di pagamento rivoluzionario ed innovativo, alla base degli attuali bitcoin (la cryptocurrency più nota), si è innescato un processo continuo di imitazione e perfezionamento. Un interesse sempre più acceso è quello verso la blockchain, sviluppatosi non solo tra privati e imprese, ma anche da parte delle banche centrali, che si sono trovate a rispondere alle esigenze della fintech. Le banche centrali hanno iniziato ad esplorare i possibili utilizzi di tali meccanismi, partendo dall'analisi sull'impatto macroeconomico e su famiglie e imprese nelle loro attività di ogni giorno.
L'obiettivo è quello di garantire semplicità, accesso universale, sicurezza e affidabilità nei pagamenti; tuttavia, è necessaria una complessa analisi costi-benefici per migliorare l'efficienza della politica monetaria, garantendo stabilità finanziaria nell'economia globale.
Allo stato attuale il contante è l'unico mezzo con cui il pubblico può detenere denaro della banca centrale, il quale, per essere digitalizzato, si deve convertire da una passività della banca centrale in una passività di una commerciale, depositando il contante in una banca.
Una Central Bank Digital Currencies (CBDC) consente ai consumatori di detenere direttamente le passività della banca centrale in forma digitale, con il principale vantaggio di garantire l'anonimato, come nel caso di utilizzo del denaro contante. Da sottolineare, inoltre, che ogni schema di progettazione di una CBDC non è destinato a sostituire il contante, bensì a completare la gamma di strumenti di pagamento a disposizione degli utenti.
Nel prendere una decisione in tema di CBDC le banche centrali devono considerare non solo le preferenze dei consumatori, in termini di privacy e di possibili guadagni di efficienza, ma anche i rischi che può comportare per il sistema finanziario, per l'economia generale, nonché le implicazioni per la politica monetaria.
Nonostante il contante resti il mezzo di pagamento dominante nella zona euro nel suo complesso, il suo utilizzo è in declino in molti paesi, e le preferenze dei cittadini europei potrebbero cambiare rapidamente, e inaspettatamente. Si pensi alla situazione contingente e alla crisi attuale Covid-19 che ha indotto un cambiamento nelle abitudini di pagamento, orientando i cittadini progressivamente verso i pagamenti contactless.
Un digital euro sarebbe una forma di denaro priva di rischio emessa dalla banca centrale, il che significa che, nei confronti dei cittadini europei, rimane sempre sotto la sua responsabilità garantire che il suo valore e il potere d'acquisto rimangano invariati nel tempo. La moneta di una banca commerciale e la moneta elettronica sono invece passività di soggetti privati vigilati, la cui emissione deve essere conforme alle normative e soggetta alla supervisione da parte delle autorità pubbliche. Dunque, poiché tali soggetti potrebbero essere inadempienti e diventare incapaci di soddisfare le richieste dei loro clienti di convertire i loro depositi in moneta della banca centrale, la loro attività è inquadrata in una normativa vincolante che obbliga l'emittente privato vigilato ad adottare misure per proteggere il valore delle sue passività. Si pensi che la banca centrale, oltre la sua funzione di vigilanza, funge da prestatore di ultima istanza per evitare il default delle banche commerciali in situazioni eccezionali; inoltre, i depositi presso le banche centrali sono protetti, nell'area euro, da sistemi di assicurazione dei depositi. Al contrario, le cryptocurrencies non godono di alcuna tutela: pertanto non esiste un quadro affidabile per sostenere il loro valore e per proteggere i loro detentori. Non essendo regolamentate e non avendo un valore intrinseco, il loro valore è altamente volatile, con evidenti rischi, anche piuttosto elevati, per gli utenti che le utilizzano. Queste caratteristiche limitano l'uso di cryptoassets solo a un numero limitato di investitori, i quali potrebbero trovarsi a non riuscire a riconvertire le loro criptovalute nell'importo inizialmente investito. Un digital euro, invece, in qualità di passività priva di rischio emessa direttamente della banca centrale, è sostanzialmente diverso dalle criptovalute.

Informazioni tesi

  Autore: Alex Ranieri
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2020-21
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e gestione aziendale - profilo: finanza
  Relatore: Maria Rosa Borroni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 43

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3 INTRODUZIONE Una sinergia sempre più considerevole è quella esistente tra economia e tecnologia. Il progresso informatico e la digitalizzazione stanno contribuendo allo sviluppo di un mondo sempre più smart, portando cambiamenti in ogni aspetto della vita quotidiana delle persone. Dal 2008, quando un soggetto chiamato con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto introdusse un sistema di pagamento rivoluzionario ed innovativo, alla base degli attuali bitcoin (la cryptocurrency più nota), si è innescato un processo continuo di imitazione e perfezionamento. Un interesse sempre più acceso è quello verso la blockchain, sviluppatosi non solo tra privati e imprese, ma anche da parte delle banche centrali, che si sono trovate a rispondere alle esigenze della fintech. Le banche centrali hanno iniziato ad esplorare i possibili utilizzi di tali meccanismi, partendo dall’analisi sull’impatto macroeconomico e su famiglie e imprese nelle loro attività di ogni giorno. L’obiettivo è quello di garantire semplicità, accesso universale, sicurezza e affidabilità nei pagamenti; tuttavia, è necessaria una complessa analisi costi- benefici per migliorare l’efficienza della politica monetaria, garantendo stabilità finanziaria all’economia globale. Per la stesura di questa tesi si è partiti dalla considerazione degli elementi principali che ogni diversa forma di denaro (esistente ed emergente) deve possedere. Nella Figura sotto riportata viene presentato il c.d. “fiore del denaro”, una rappresentazione grafica dei diversi strumenti di pagamento, con l’evidenza delle caratteristiche che contraddistinguono gli strumenti di pagamento: universalmente accessibili, elettronici, emessi da una banca centrale e peer-to-peer (le central bank digital currencies – CBDC - oggetto di questo elaborato - sono evidenziate dall’area grigia). In essa vengono combinate le diverse proprietà illustrate, stabilendo così una tassonomia della moneta. Le quattro proprietà intrinseche alle diverse forme di denaro sono: 1. emittente: ad esempio, una banca centrale; 2. forma: fisica o digitale; 3. grado di accessibilità: elevato nei depositi presso le banche commerciali, limitato presso le riserve della banca centrale; 4. trasferimento dei pagamenti: peer-to-peer o intermediato.

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innovazione
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