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Economia Circolare

Informazioni tesi

  Autore: Vincenzo Tomaino
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2019-20
  Università: Università Telematica Guglielmo Marconi
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Massimo  Bagarani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

Tutta l'economia di oggi è sorretta da risorse finite, che si hanno soltanto una volta e non sono più disponibili dopo l'utilizzo. Non soltanto i combustibili fossili, ma anche una quantità innumerevole di altre materie prime che per il solo fatto di essere fortemente richieste per utilizzarle, rischiano di scomparire per sempre. L'economia circolare consente di vedere lo sviluppo economico in una prospettiva sicuramente più sostenibile dal punto di vista delle risorse consumate, ma anche meno o per niente inquinante dal lato della produzione. La velocità con la quale tali risorse non rinnovabili sono utilizzate e la crescita esponenziale della popolazione mondiale, da una parte ha provocato oscillazioni dei prezzi di determinate materie prime in modo da causarne crisi economiche generalizzate in alcune zone, dall'altra ha inasprito in ordine di conflitto quelle relazioni commerciali tra Stati che ormai da molti anni erano consolidate in una pacifica convivenza. Il cambio di paradigma da una economia che principalmente inquina e sfrutta risorse senza controllo e in modo indiscriminato, ad una economia circolare dove le risorse devono essere in grado di rigenerarsi in un circolo vizioso che elimina il concetto stesso di rifiuto, rimane ad oggi l'unico modo per preservare le risorse e gli ecosistemi naturali anche per le future generazioni. Oggi non esiste un differente modo per vedere le cose, un'alternativa migliore rispetto ad altre, ma soltanto una necessità di cambiamento che per forza di cose deve passare dal modo con la quale le materie devono essere sfruttate e dal grado di inquinamento nella gestione delle risorse. L'economia circolare cerca soluzioni quindi in ambito di utilizzo delle risorse sostenibili e recuperabili, rifiutando per quanto possibile le risorse provenienti da fonti non rinnovabili in un verso, dall'altro i prodotti in un'ottica di ottimizzazione e gestione dei rifiuti e degli scarti di lavorazione, arrivando alla rigenerazione completa e senza inquinare, dei sistemi produttivi nella sua totalità. Questo modo di vedere le cose può essere fatto soltanto quando c'è anche una forte spinta al cambiamento personale di tutti, non soltanto delle imprese e delle istituzioni, ma anche dello stile di vita delle persone e del modo con cui si consuma. La realizzazione dell'economia circolare è possibile soltanto quando c'è uniformità d'azione da parte di tutti gli attori mondiali che hanno in mano le leve decisionali, poiché ad oggi ogni Stato ha un'ampia autonomia nello sfruttamento delle risorse e nella gestione dell'inquinamento, anche se con i molti Trattati stilati dalle diverse nazioni si è cercato di alleviare un egoismo spesse volte inderogabile allo stato di fatto. Ci dovrebbe essere una concreta omogeneizzazione anche negli stili di vita delle persone in direzione verso un consumo più responsabile in ogni parte del globo, spingendo verso una cultura della “sostenibilità”. Anche le imprese dovrebbero cercare nuove soluzioni e modalità più incisive per far implementare l'economia circolare in tutte le sue forme. Lo sviluppo tecnologico e le nuove concezioni infrastrutturali sono cruciali per un progressivo cambiamento di paradigma economico e sociale all'interno delle diverse società. Tutto questo infine dovrebbe essere legato saldamente da leggi e normative più stringenti e puntuali per un corretto sviluppo economico circolare rispetto all'eterogeneità regolamentare presente e alle innumerevoli forme di scappatoia che oggi sono possibili principalmente per ragioni di interessi ingenti e profitto. Il sistema economico che oggi funziona non è un sistema a lungo termine, ma destinato all'estrazione e distruzione di molti materiali, richiesti per la soddisfazione di bisogni di una più sempre crescente popolazione. Il sistema economico circolare invece prevede il riciclaggio, il riuso e il recupero dei materiali, in modo che le risorse siano utilizzate al meglio. In questo sistema complesso si dovrebbero seguire i principi naturali dove non è previsto uno spreco, poiché tutto è “metabolizzato”. L'economia circolare è la costruzione di un futuro a lungo termine e sempre più sostenibile in una visione più evoluta di vedere le cose che ci circondano.

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  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2019-20
  Università: Università Telematica Guglielmo Marconi
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  Relatore: Massimo  Bagarani
  Lingua: Italiano
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1 INTRODUZIONE Nel mondo contemporaneo sta diventando un problema non di poco conto, l’esaurimento di alcune risorse naturali e l’inquinamento. L’economia intesa come allocazione delle risorse per la soddisfazione dei bisogni umani, sta perdendo di significato. Per far fronte all’emergenza dovuta all’esaurimento di determinate fonti non rinnovabili e all’inquinamento indiscriminato dell’ambiente, non basta nemmeno l’allocazione efficiente delle risorse, poiché una produzione senza limiti a lungo andare porterebbe sempre alla non soluzione del problema in questione. Il circolo vizioso creato in maniera tale che i consumatori regolano la domanda, i produttori gestiscono l’offerta, i prodotti soddisfano i bisogni non è più sostenibile. L’aumento della popolazione, la scarsità di alcune risorse, la gestione dei rifiuti, l’inquinamento e i cambiamenti climatici, sono diventati delle priorità in ambito mondiale, tanto che il problema della sostenibilità del sistema economico complessivo è stato messo in dubbio. Il paradigma economico classico sta crollando di fronte ai nuovi processi evolutivi ideati nelle stanze del potere, che basano le loro scelte, non soltanto guardando parametri come il PIL, ma anche sullo sviluppo equo e sostenibile dell’ambiente. Arrivati alla consapevolezza dei limiti invalicabili del pianeta Terra, la diversità dei modi di agire politico è legata oggi, alla garanzia di preservare sia il capitale economico, che il capitale umano, sociale e naturale. Ma non è dappertutto scontato che le istanze di tutela ambientale siano recepite nei processi decisionali, molte nazioni infatti, sospinte anche da constatazioni di alcuni politici, industriali e studiosi in genere, ma soprattutto dagli ingenti interessi in gioco, negano l’esistenza di un problema ambientale. Di questo disinteresse però anche la società civile se n’è accorta, accogliendo in questo modo e facendo suoi, tutti i modi per far sentire la sua voce di protesta e indignarsi per quanto sta accadendo. Dalle proteste di piazza, alle migliaia di

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riciclo
sostenibilità
green economy
blue economy
economia circolare
indicatori economia circolare
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