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Le relazioni politico-strategiche fra India e Russia nell'ultimo cinquantennio

Estratto della Tesi di Paolo Tatti

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    13 In questo clima il decimo anniversario del Trattato di amicizia indo-sovietico fu celebrato solo a Mosca mentre l’India tentava una faticosa opera di riavvicinamento a Cina e Stati Uniti (anche per diversificare le sue riforniture militari). L’avvento dell’amministrazione Reagan tuttavia, con la sua dottrina di contenimento dei sovietici in tutte le aree del mondo, incrementò la presenza militare americana nell’Oceano Indiano e i rifornimenti militari al Pakistan, con la conseguenza di un raffreddamento dei rapporti con l’India. Nel 1982 ci fu la prima visita della Gandhi a Mosca dal suo insediamento, incontrando Krushev ella ribadì la posizione indiana favorevole ad un ritiro delle truppe sovietiche dall’Afghanistan e si accordò per il raddoppio delle relazioni commerciali a partire dalla seconda metà degli anni ’80. La morte di Breznev nel novembre dello stesso anno portò la premier indiana nuovamente a Mosca: in quell’occasione incontrò il nuovo Segretario Generale Andropov e lo invitò, come tradizione, a compiere a Delhi la prima visita all’estero fuori dal blocco comunista (questa visita poi non ci sarà a causa delle precarie condizioni di salute del leader russo). Durante il suo breve mandato Andropov inizio ad attuare nei confronti del Pakistan la tecnica del bastone e della carota: da un lato infatti aumentò gli aiuti economici e dall’altro minacciò di attaccare le basi di mujaheddin afghani presenti sul suo territorio. Nel 1983 parve addirittura possibile un accordo tra Mosca e Islamabad sull’Afghanistan ma, probabilmente a seguito di pressioni americane, naufragò. Nel febbraio del 1984, al funerale di Andropov si recarono a Mosca sia la Gandhi che il generale Zia, al quale comunque fu negato un incontro dal nuovo Segretario del PCUS Chernenko, che decise di iniziare una fase nuova, più dura, nel conflitto afghano. Nel frattempo l’India continuò nel tentativo di allargare l’orizzonte dei suoi rapporti di alleanza agli Stati Uniti: a maggio accolse il vice presidente Bush e aprì, per la prima volta in trent’anni, i propri porti alle navi militari statunitensi 43 . Anche agli strateghi di Washington era diventato chiaro che per l’egemonia nella regione erano imprescindibili i rapporti con Delhi. Rajiv Gandhi divenne Primo Ministro il 31 Ottobre del 1984 a poche ore dall’assassinio della madre. Nelle elezioni generali tenute nel Dicembre dello stesso anno, sfruttando l’ondata di commozione per la fine della Gandhi, il Congresso si aggiudicò ben 415 seggi sui 508 a disposizione, una maggioranza senza precedenti 44 . Negli Stati Uniti si guardò subito con simpatia al giovane leader del Congresso, così elegante, sposato con una donna italiana, e in molti nell’amministrazione Reagan nutrirono la speranza che egli avrebbe potuto condurre l’India verso Occidente. L’allora Segretario di Stato George Shultz, nel suo incontro a margine del funerale della madre, segnalò a Rajiv la disponibilità di Washington ad instaurare una maggior collaborazione con l’India, senza però ridurre gli aiuti al Pakistan (con la spiegazione che solo coi rifornimenti militari Islamabad avrebbe desistito dalla tentazione di sviluppare armi nucleari) 45 . Chernenko, dal canto suo, inviò da Mosca un messaggio a Raijv enfatizzando i legami di amicizia con                                                               43 Duncan P., op.cit., p.31 44 Torri, op.cit., p.696-697. 45 Gwertzman Bernard, “Assassination aftermath: more innuendo from Moscow; ‘Wake Up’ to terror, Shultz says on way to India”, New York Times, 2 Novembre 1984.
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Le relazioni politico-strategiche fra India e Russia nell'ultimo cinquantennio

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Informazioni tesi

  Autore: Paolo Tatti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Anna Maria Baldussi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

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