La chiesa parrocchiale di San Giuseppe a Grosio

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Catia Curti Contatta »

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Estratto della Tesi di Catia Curti

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9 All‟interno del Bollettino della società storica Valtellinese n.54 anno 2001 Antonioli propone uno studio significativo, dal titolo Un Preti ritrovato, su una pala situata sulla parete absidale della chiesa sulla quale non vi erano notizie certe circa l‟autore e la provenienza. Il saggio in questione assume una notevole importanza nell‟ambito artistico locale, in quanto ci mette a conoscenza della presenza, nella chiesa di San Giuseppe, di un opera di grande valore. La pala in questione non era mai stata catalogata, nemmeno nell‟inventario della Gnoli Lenzi, e le uniche notizie provenivano dalla relazione del prevosto di Grosio Giuseppe Cesare Negri del 1690, nella quale definiva la tela “opera di un eccellentissimo pittore”. La curiosità di Antonioli nacque dalla singolarità di “[…] trovare un artista romano in una chiesa dove risultava preponderante, se non esclusivo, l‟influsso dell‟arte veneta”. Partirono da qui le ricerche scrupolose per scoprire la committenza, la data e l‟autore di una tela tanto pregevole, se degna di essere esposta sull‟altare maggiore, ma al tempo stesso molto sottovalutata dagli studi precedenti. Proprio attraverso la scoperta di un fascicolo processuale presente nell‟archivio, che Antonioli aveva catalogato anni prima, egli riuscì a ricostruire la committenza e la data di realizzazione della tela. Da alcune lettere presenti nel fascicolo si evinse che il committente, Tommaso Negri Emanuelli, grosino emigrato a Roma e qui arruolato nella Guardia svizzera, aveva versato nel 1642 una caparra per la realizzazione del quadro, ad uno dei più eccellenti pittori della cerchia papale. Venivano così a fissarsi i primi punti per una completa ricostruzione storica dell‟opera. Con l‟aiuto di importanti personalità del panorama artistico romano l‟Antonioli riuscì ad attribuire la pala ai fratelli Preti, ed in particolare a Mattia, come da alcuni documenti rinvenuti in cui ci si riferisce ad un cavaliere come esecutore dell‟opera, anche se è probabile vi abbia messo mano anche il fratello Gregorio. L‟analisi delle opere pittoriche all‟interno della chiesa rimane argomento di grande interesse per Antonioli, che nel 2009, all‟interno dell‟opera Pulchrum – Studi in onore di Laura Meli Bassi propone un interessante studio dal titolo Pompeo Ghitti a
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