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La riduzione del capitale sociale per perdite

Estratto della Tesi di Francesco Mangione

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10 dell’intangibilità si riferisce esclusivamente a quell'esigenza di scongiurare che vicende modificative del patrimonio netto, possano far acquisire allo stesso una misura inferiore a quella del capitale sociale, a maggior ragione il legislatore ha pensato bene di introdurre gli obblighi in materia di, riserva legale, reintegrazione delle perdite che superano il terzo del capitale e quelli che vietano la restituzione dei conferimenti ai soci prima dello scioglimento della società. Il capitale sociale svolge sicuramente anche un ruolo cosiddetto di “merito creditizio” consistente nel fatto che il suo ammontare corrisponde all’accesso in azienda di beni, per lo meno nel momento costitutivo, passibili di aggressione giudiziale per adempimento coattivo. Non è un caso che il legislatore abbia previsto misure minime di capitale sociale a seconda delle varie forme societarie regolate in base alle diverse dimensioni e configurazioni economiche che le società sono solite assumere. Anche tutto ciò che riguarda le fasi costitutive, modificative ed estintive delle società sono regolate aspramente dal legislatore, basti pensare a tutti gli iter procedurali previsti per contemperare gli innumerevoli interessi coinvolti nelle varie tipologie di società. In ultimo una caratteristica, fonte di diverse discussioni, che non può certamente essere trascurata è la collocazione del capitale sociale nel passivo di stato patrimoniale. Tecnicamente la suddetta grandezza viene riportata nella sezione deficitaria dello stato patrimoniale in quanto rientrante tra le fonti di finanziamento dell’ente 9 . L’accesa discussione che negli anni si è aperta tra la dottrina e la giurisprudenza ha portato a due distinte affermazioni: gli studiosi del diritto tengono maggiormente fede al discorso di natura tecnica, affermando che l’iscrizione al passivo troverebbe spiegazione nel fatto che il capitale rappresenta il debito reale della società nei confronti dei propri soci, costituito dai conferimenti da questi effettuati, ma un’obiezione a tale affermazione è concessa dal fatto che il debito non è attuale, ma lo diventerà solo al termine del procedimento di liquidazione del patrimonio sociale e potrà essere soddisfatto solo se e nei limiti in cui residueranno attività liquide o in natura” 10 ; d’altro canto i giuristi sostengono che l’iscrizione nel passivo impedisca che tali somme vengano restituite ai soci nel corso della vita della società, ribadendo la caratteristica della indistribuibilità di 9 Lo troviamo chiaramente affermato nell’art. 2424, rubricato “contenuto dello stato patrimoniale”, del c.c. 10 Busi C.A., La riduzione del capitale nelle s.p.a. e s.r.l., Egea, 2010.
Estratto dalla tesi: La riduzione del capitale sociale per perdite

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La riduzione del capitale sociale per perdite

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Mangione
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Foggia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Mauro Romano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

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