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Il ruolo del fair value nella crisi finanziaria

Estratto della Tesi di Giulian Edoni

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7 rappresentazione e valutazione dei portafogli titoli e crediti, aspetti che verranno trattati piø avanti in questo lavoro. Il bilancio della banche, così come strutturato dagli IAS, diviene uno strumento estremamente indicativo dell'attività e delle condizioni di equilibrio degli enti creditizi, della loro situazione patrimoniale, finanziaria e reddituale. Lo IASB 1 infatti sottolinea che "il bilancio è una rappresentazione strutturata della situazione patrimoniale e dei risultati economici dell'entità. La finalità del bilancio redatto per scopi di carattere generale è quella di fornire informazioni sulla situazione patrimoniale-finanziaria, sul risultato economico e sui flussi finanziari dell'entità che siano di utilità per una vasta gamma di utilizzatori nell'assumere decisioni di carattere economico" 2 . Un primo passo per capire meglio cosa sia il fair value è quello di comprendere il significato del termine stesso. A questo scopo si riportano alcune delle numerose definizioni di cui il concetto di fair value è stato oggetto. Occorre comunque precisare che la nozione di fair value si è sedimentata nei principi contabili per effetto di una lenta evoluzione, per certi versi costante e spesso incerta (Del Pozzo, 2007). La prima definizione, forse quella piø conosciuta e accettata, di fair value è fornita dallo IASB (IAS 32, paragrafo 11): "the amount for which an asset could be exchanged, or a liability settled, between knowledgeable, willing parties in an arm’s length transaction" 3 . L'espressione inglese viene tradotta generalmente in italiano come: il fair value è "il corrispettivo al quale un'attività può essere scambiata, o una passività estinta, in una libera transazione fra parti consapevoli e disponibili" 4 . 1 Si tratta della International Accounting Standard Board; fino al 2001 era l'International Accounting Standard Commitee, un organismo di carattere non istituzionale, fondato nel 1973 in seguito ad un accordo tra le organizzazioni contabili di Australia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Messico, Paesi Bassi, USA e Regno Unito. Tuttavia l’iniziativa parte da un gruppo di professionisti contabili inglesi che miravano a preservare il sistema inglese dalle contaminazioni derivanti dalle direttive comunitarie. L’organo ha agito da sempre sotto la predominante influenza inglese ed americana, al punto che la quasi totalità di principi contabili emanati fino al 1989 era in perfetta sintonia con gli U.S. GAAP e gli U.K. SSAP. Nel 2001 lo IASC è stato ridenominato IASB ed è confluito all’interno della IASC Foundation, un’organizzazione indipendente costituita nello Stato del Delaware nel 2001 sotto le vesti di una “non profit corporation”. 2 IASB, IAS 1 Presentation of financial statements, 7. 3 Nell’ambito del progetto di revisione dello IAS 39 è stata introdotta dall’International Accounting Standard Board nell’Exposure Draft n.2009/5 (emesso nel maggio 2009), una nuova definizione di fair value che tende a far coincidere lo stesso con un prezzo d’uscita, direttamente osservabile o stimato usando una tecnica valutativa, in una transazione ordinaria tra partecipanti al mercato. In particolare l’ED 2009/5 identifica il fair value degli strumenti finanziari come “il prezzo che verrebbe ricevuto per la vendita di un’attività o pagato per trasferire una passività nel mercato piø vantaggioso alla data di misurazione”. Questa definizione di fair value è stata poi ripresa nell'ambito della stesura del testo del nuovo IFRS 13. 4 Questo è quanto recita lo IAS 32 al paragrafo 11, nel testo italiano dell'ottobre del 2008. Lo IAS 39 invece riporta una definizione leggermente differente: "Il fair value è il corrispettivo al quale una attività potrebbe essere scambiata, o una passività estinta, fra parti consapevoli e indipendenti". La differenza nel modo verbale (può - potrebbe) non altera in significato della definizione, anzi, la rende piø chiara dato che il fair value è
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Il ruolo del fair value nella crisi finanziaria

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Informazioni tesi

  Autore: Giulian Edoni
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Antonio Parbonetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 174

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