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Immigrazione italiana in Australia e il fenomeno dell'australitaliano

Estratto della Tesi di Danila Giardinelli

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15 A seguito di una recessione economica (dopo il 1929), i primi immigrati non ebbero vita facile: si ritrovarono senza lavoro, confinati in campi di raccolta e dovettero sostenere no- tevoli disagi. La situazione insostenibile portò queste masse contadine alla rivolta, che fu soppressa dalle autorità australiane. Molte manifestazioni di lavoratori italiani ebbero luogo a Sydney, Melbourne e Brisbane ed i flussi migratori calarono drasticamente. Con la ripresa economica nel 1954 crebbe l’immigrazione e fu firmato un accordo con l’Italia, ma questa volta le autorità italiane si preoccuparono di informare meglio gli im- migrati su quello a cui andavano incontro. Ma cosa stava succedendo in Italia? Quali motivi li spingevano ad emigrare pur sapendo che non avrebbero trovato una vita facile in Australia? Le prime emigrazioni italiane di inizio secolo avevano coinvolto tutte le ragioni a causa del rapido mutamento economico e sociale in Italia. L’emigrazione era diventata una possibili- tà di svolta ad una situazione generale che non offriva alcuna sicurezza, per questo motivo, famiglie intere si erano trasferite oltreoceano. Gran parte di coloro che hanno deciso di tra- sferirsi in Australia, non hanno più fatto ritorno in Italia, alcuni per paura di non riuscire più ad abbandonare una seconda volta la loro terra, altri per impossibilità economica. Talvolta, è capitato che alcuni anziani mi dicessero orgogliosi, che in Australia avevano l’impianto della fognatura, inconsapevoli che anche l’Italia, paragonando la situazione pre- caria che vi era negli anni ’50, ha progredito molto. Nella seconda guerra mondiale l’Italia venne devastata e questo portò alla crisi economica, alla povertà e alla disoccupazione, e la sovrappopolazione del Paese di certo non aiutava. Per questi motivi l’emigrazione di massa costituì l’ancora di salvezza. Se da una parte l’emigrazione fu una condizione del sottosviluppo, dall’altra essa non aiutò a migliorare la situazione del nostro Paese. I primi a partire erano gli uomini giovani seguiti dalle donne, il cui lavoro contribuì a costituire la città all’estero ma non poté contribuire a migliorare le condizioni in Italia. Nonostante tutte le difficoltà, l’Australia era vista come la terra delle opportunità economi- che e soprattutto libera da agitazioni politiche e sociali; era un Paese che stava comincian- do la sua storia in quegli anni. Seppure non in modo equo, offriva una minima assistenza agli immigrati, i quali, diversa- mente che negli altri paesi, avevano la possibilità di prendere la cittadinanza, e così acqui- sire tutti i diritti sociali, civili e politici dopo un periodo di cinque anni. La nascita della Comunità Europea nel 1957 portò un risvolto positivo alla situazione eco- nomica: la libera circolazione di forza-lavoro all’interno dei confini europei, migliorò la
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Estratto dalla tesi:

Immigrazione italiana in Australia e il fenomeno dell'australitaliano

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Informazioni tesi

  Autore: Danila Giardinelli
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze della Mediazione Interlinguistica e Interculturale
  Relatore: Flavio Santi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

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Parole chiave

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