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Le origini, le attività e la contabilità dei Banchi Pubblici Napoletani

Estratto della Tesi di Francesca Cherillo

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16 La loro creazione ed il loro sviluppo non è stato programmato a priori ma è stato frutto di adattamenti alle necessità che man mano sono cambiate a causa dei vari avvenimenti storici. I Banchi Pubblici Napoletani non nacquero nel 1500 come Banchi. Negli anni quaranta di quel secolo, quando regnava Carlo V, e Don Pedro de Toledo ne era il viceré, il sistema bancario del Regno era molto simile a quello della Spagna anche se ne differiva per la dimensione minore dei traffici e degli investimenti. L‟attività bancaria era esercitata in prevalenza da banchieri pubblici, nel senso che pur essendo banchi di privati, cioè di mercanti-cambiatori, avevano ottenuto con un bando il permesso del governo di tenere banco 9 . La maggior parte di questi banchieri erano genovesi, tra cui molti portavano nomi che la Spagna conosceva da tempo, nomi che appartenevano a famiglie genovesi che trafficavano in vari angoli del Mediterraneo, possiamo citare: i Grimaldi, i Doria, i de Franchi, i Ravaschieri, i Pinelli, i de Mari, gli Spinola, gl‟Imperiali. 9 I cambiavaluta mercantili detti anche nummulari o cambiadores alla nascita provvedevano alle operazioni di cambio di valuta e a Napoli risultavano insediati sin dal XIII secolo e ben presto costituirono banchi di deposito cui i privati ricorrevano per maggiore sicurezza, ricevendo la polizza col sigillo del banco come garanzia del deposito fatto (monete o oggetti preziosi).Poi i banchieri che potevano fondarsi sul credito acquisito, cominciarono a servirsi dei depositi per fare prestiti o altri investimenti di capitale (banche di prestito), susseguì poi il banco di giro, che nasceva dall‟esigenza dei mercanti di affidare alle banche il servizio di cassa che rendeva possibile il trasferimento sulla carta delle operazioni tra due contraenti che fossero in possesso di depositi presso la banca stessa, quindi si crearono anche le partite di giro che prefiguravano il conto corrente. Le stesse banche che facevano continui prestiti alla Regia corte avevano un servizio di cassa per la corte stessa, raccoglievano le tasse, i proventi delle vendite degli arrendamenti (appalti e monopoli) e altro che spettasse all‟Erario. Così fin dal 300 i banchieri avevano assunto la funzione di Cassa di Stato.
Estratto dalla tesi: Le origini, le attività e la contabilità dei Banchi Pubblici Napoletani

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Le origini, le attività e la contabilità dei Banchi Pubblici Napoletani

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Cherillo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli studi di Napoli "Parthenope"
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Stefano Coronella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

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