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La lingua come lente, uno sguardo sul rapporto lingua-pensiero nella ricerca contemporanea

Estratto della Tesi di Francesca Di Grande

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12 sistema culturale che ci limita nella comprensione di chi sta dentro un altro sistema, e di conseguenza non lo accettiamo. Anni di guerre, conflitti, abolizionismo, dichiarazioni di indipendenza, interventi di etnologi e antropologi, sono serviti per l’accettazione “pacifica” delle differenze, almeno formalmente. 1.2 Le origini e gli sviluppi del relativismo culturale “Uno dei motivi di vanto del XX secolo è stato la raggiunta consapevolezza che dal punto di vista della dotazione cognitiva, il genere umano è contrassegnato da un’unità di fondo. […] E ora, nel XXI secolo, stiamo cominciando a capire che esistono differenze di pensiero prodotte dalle convenzioni culturali e, in particolare, dalla nostra lingua madre.” 2 Franz Boas (1858-1942), considerato il pioniere dell’antropologia moderna statunitense, è un linguista di fine ottocento che si distingue dagli evoluzionisti, numerosi all’epoca, per il semplice fatto che i suoi studi non sono finalizzati all’elaborazione di classificazioni razziali o teorie sull’evoluzione della specie. Franz Boas ha però un ruolo prezioso nell’antropologia moderna perché osserva il diverso in modo nuovo e “moderno” appunto, che prima non era mai stato preso in considerazione: uno sguardo prospettico della verità. Gli studi dell’antropologo americano sulle popolazioni umane vertevano su i seguenti aspetti: caratteristiche fisiche, testimonianze linguistiche, testimonianze culturali, testimonianze archeologiche e la cultura materiale. A differenza delle scuole europee, dove i dipartimenti di antropologia ed etnologia lavoravano separatamente da quelli di archeologia e linguistica, negli USA agli studenti di antropologia si richiedeva una conoscenza completa di tutti e quattro i settori. Questo è uno dei motivi per cui gli studi e le ricerche sul famoso connubio lingua-cultura-pensiero si sviluppano per prima nell’ambito dell’antropologia nord-americana. Trascrivendo i racconti dei nativi raccolte durante sue ricerca sul campo, Franz Boas rimane affascinato dai diversi modi in cui i parlanti di diverse lingue classificano il mondo e prese spunto proprio da questo per sostenere e proporre per primo la nozione del relativismo culturale: la convinzione secondo la quale ogni cultura debba essere compresa nelle sue caratteristiche peculiari piuttosto che come parte di una classifica 2 G. Deutscher, La lingua colora il mondo, come le parole deformano la realtà, 2003, p. 260
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La lingua come lente, uno sguardo sul rapporto lingua-pensiero nella ricerca contemporanea

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Di Grande
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Alessandro Lutri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

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