Skip to content

Le nuove frontiere delle organizzazioni criminali: un profilo socio-politico.

Estratto della Tesi di Roberta Onelli

Mostra/Nascondi contenuto.
15 dimora. Tuttavia, mesi sono, pregai una persona amica di andare colà dov’erano una volta le grotte, e vedere; trovandole ancora chiuse, cercasse dove abitavano gli spagari, e li visitasse. Riferisco qui due delle lettere ricevute. Sono dello scorso novembre. «Ieri trovai una delle così dette grotte degli spagari, la più parte essendo ormai chiuse. Essa sta in sul principio delle Rampe di Brancaccio, quando si discende. Il suo ingresso non annunzia l’orrore che vi si trova. Somiglia alle catacombe di S. Gennaro, se non che è assai più lurida e meschina. Vi si cammina col lume, e solo di tanto in tanto, ma assai di rado, vi sono delle aperture, balconcini e finestre, che mettono, due nei giardini di Francavilla, altre in umide corti. Tutta questa grotta è gremita di letti, l’uno dall’altro poco più discosti di quel che sono nelle sale dell’ospedale degl’Incurabili. Ad eccezione di qualcuno, sono tutti letti assai grandi, da contenere più persone. Sarebbe impossibile descriverne il sudiciume e la povertà. Una perfetta armonia è tra quei luridi canili, l’orribile grotta e gli abbrutiti abitanti, e tutti insieme sembrano formare un mondo a parte, che non possa andare altrimenti da quello che va. Fra gli abitanti v’è una certa gerarchia. Accanto alle poche finestre, là dove arriva qualche raggio di sole, si trova un poco meno di miseria; dove però non arriva la luce, ivi chi si avanza col lume, vede una miseria indescrivibile. Ed è singolare come anche qui, quelli che stanno meglio compatiscano e quasi disprezzino quelli che stanno peggio. Vivono in questo luogo famiglie, e sono circa 100 persone il sudiciume è tale, che la vista colà d’una conca col bucato, mi rallegrò in modo che mi parve un’oasi nel deserto. Vicino alle finestre si paga sino a 10 lire il mese, dove manca la luce si discende fino a 25 soldi. Hanno l’aria, più che di gente infelice, di gente abbrutita. Quando fa bel tempo, escono a guisa di formiche, e si spandono al sole. Tutta questa gentemi piativano d’intorno, domandando misericordia, e dicendo che erano obbligati a restar lì senza luce, senz’aria, senza medici. Quando sono ammalati, essi dicono, restano abbandonati fino a che muoiono o vanno all’ospedale. La persona che subaffitta questo locale, e vi fa su un buonissimo guadagno, si è persino ricusata di fare le più necessarie riparazioni, e così non di rado la pioggia inonda la grotta». Aggiungo una seconda lettera della stessa persona. «Andai in un altro luogo, che è una volta al di sotto del Corso Vittorio Emanuele, con mura che la chiudono dai due lati, e formano così uno strano ricovero. Ivi erano molti a lavorare lo spago, la più parte giovani figlie di capispagari, le quali però non vi dormivano. Una grande e commoventissima miseria mi colpì allora sino al fondo dell’anima. Una povera vedova di poco più che 30 anni, d’un aspetto che dimostrava essere ella già stata bella, aveva cinque bambini, un giovanetto di 12 anni, e quattro bimbe, l’ultima delle quali di 3 anni appena: tutti assai belli. Erano stati una volta agiati, perché figli d’un operaio che guadagnava bene, ma che era morto sollevando alcuni pesi troppo gravi alle sue forze. La donna, che nella sua infanzia aveva fatto la spagara, è tornata ora all’antico mestiere, col quale guadagna dieci soldi al giorno, tranne quando pel gran freddo, non potendo muovere le mani irrigidite, non riesce a fare quel tanto che deve. I bambini girano le ruote per le altre donne, e guadagnano ciascuno un soldo, col quale comprano castagne secche, e così si sostentano fino a sera, quando, venendo pagati i dieci soldi alla madre, mangiano tutti qualche altra cosa. Dormono in un angolo di questo locale, sopra alcune foglie secche. Non hanno neppur l’idea d’una coperta o d’un panno per ricoprirsi. La notte si mettono tutti rannicchiati, l’uno sull’altro, e tremano di freddo: non hanno lume. La donna mi mostrò i cenci che li coprivano, in molti punti rosi dai topi piccoli e grossi, che nel colmo della notte camminano sui loro corpi. Allora i bambini, spaventati, gridano e piangono. Ed essa, battendo con una pietra sul muro, cerca con quel rumore di spaventare ed allontanare i topi, che non vede. Quella donna deve essere onesta e buona, perché il pensiero che più di tutti la turbava era la riuscita dei figli. Essa teme che il primo, il quale ha già 12 anni, ed è già molto vivo, possa presto divenire un cattivo soggetto». Se è vero quel che dice il Quetelet, che assai spesso è la società quella che mette il coltello in mano al colpevole, e se questo giovanetto divenisse un giorno assassino, non avrebbe egli il diritto di dire alla società: lo ho ammazzato un uomo; ma tu avevi già prima ammazzato la mia coscienza? Potrei continuare questa descrizione sino all’infinito, ed aggiungere lettere a lettere, fatti a fatti, sempre vari, sempre brutali, sempre orribili. Ma non voglio stancare la pazienza del lettore. Su questa povera gente tutti abusano. Il tugurio in cui abitano, le misere ruote con cui lavorano lo spago, la canapa di cui si servono, nulla appartiene ad essi; per ogni cosa debbono pagare, e pagare ad uomini che gli
Estratto dalla tesi: Le nuove frontiere delle organizzazioni criminali: un profilo socio-politico.

Estratto dalla tesi:

Le nuove frontiere delle organizzazioni criminali: un profilo socio-politico.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

Informazioni tesi

  Autore: Roberta Onelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Cassino
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Fedele Cuculo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

guerra
storia moderna
brigantaggio
unità d'italia
questione meridionale
zingari
banda della magliana
regioni italiane
mafia camorra n'drangheta
beati paoli

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi